PARIGI — Poche righe dall’Eliseo, lunedì mattina, mentre a Limoges il municipio ottocentesco ha ancora il tetto sfondato dal fuoco e nelle grandi città i commercianti contano le vetrine rotte: Emmanuel Macron respinge le dimissioni del ministro dell’Interno Laurent Nuñez. Il ministro resta «per garantire la catena di comando» tra polizia e forze di sicurezza, riferisce Reuters, con un compito preciso: fare luce sulle «falle di pianificazione e di intelligence che hanno portato alle violenze» di sabato e trovare nuovi metodi contro i saccheggiatori.È la risposta del presidente francese al fine settimana più violento dall’inizio del movimento nato tra i liceali a settembre. Il ministero dell’Interno conta oltre 2.500 fermi tra sabato e la notte di domenica e quasi mille tra poliziotti e gendarmi feriti. Sette sono gravi. Centinaia di negozi sono stati saccheggiati, l’ufficio del turismo di Lione è andato a fuoco, un manifestante è morto a Parigi per arresto cardiaco.Nuñez non ha cercato attenuanti. «Sabato, in alcune grandi città, non si poteva guardare negli occhi i commercianti dopo che centinaia di negozi erano stati saccheggiati e dire che non avevamo perso il controllo», ha detto lunedì. I 60.000 agenti schierati non sono bastati, ha ammesso parlando di «mancanza di anticipazione»: «Visti i danni, era giusto che rassegnassi le dimissioni». Nel pomeriggio è atteso a Marsiglia.Domenica sera, in un discorso alla nazione, Macron aveva parlato di «rabbia e vergogna» e promesso che «chi ha distrutto dovrà pagare, chi ha saccheggiato dovrà risarcire». Ha attribuito le violenze a gruppi radicali di estrema sinistra uniti a delinquenti comuni, distinguendoli dalle centinaia di migliaia di persone scese in piazza pacificamente: 550.000 sabato secondo l’Interno, 800.000 per gli organizzatori. Niente stato d’emergenza, ma nuovi poteri a prefetti e sindaci per vietare singoli assembramenti.Il voto di martedìIl premier Sébastien Lecornu ha riunito lunedì mattina una cellula interministeriale su tre dossier: danni economici, assicurazioni, processi. La maggior parte dei fermati a Parigi, ha detto, non era nota alle forze dell’ordine. Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin conta oltre 2.330 persone in custodia nel fine settimana, il 70 per cento adulti.Il calendario pesa sulla scelta di tenere Nuñez al suo posto: martedì l’Assemblea nazionale vota la prima parte del bilancio 2027, con 54 miliardi di euro di risparmi, e il governo Lecornu non ha una maggioranza. Lunedì mattina i rendimenti dei titoli di Stato francesi, già ai massimi dal 2002, sono saliti ancora; la borsa di Parigi e l’euro hanno aperto in calo.Le opposizioni attaccano. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National e in testa in molti sondaggi per le presidenziali della primavera 2027, ha definito il governo «esausto, disorientato e apparentemente incapace di fare altro che commentare la propria impotenza». Jean-Luc Mélenchon, capo della France Insoumise, presente al corteo di Parigi, accusa Lecornu di «giocare col fuoco» e la polizia di essersi «scatenata» sui manifestanti; il premier ha definito quelle parole «pericolose e ciniche». Mélenchon ha comunque preso le distanze dai saccheggi: «Chi condivide la nostra battaglia non ha nulla a che fare con saccheggi e distruzioni».Sull’uso della forza pendono inchieste. La procura di Mulhouse, in Alsazia, indaga su una diciassettenne che ha perso un occhio; quella di Saint-Étienne su un giovane che ha perso una mano per una granata di ordine pubblico, secondo Associated Press. Human Rights Watch aveva già denunciato un uso eccessivo della forza nelle settimane precedenti e Nuñez stesso aveva riferito al Senato di 36 inchieste aperte su presunte violenze poliziesche. Né il ministro né l’Eliseo hanno risposto lunedì alle accuse di Mélenchon su questo punto.Il movimento è nato il 18 settembre a Créteil, nella periferia di Parigi, tra liceali in protesta per classi sovraffollate e mancanza di insegnanti; si è allargato a università, sindacati e famiglie, con il carovita e il prezzo dei carburanti. Macron ha chiesto al governo di riunire entro la settimana studenti, insegnanti, parlamentari, sindacati e imprese per «proposte concrete».Nel pomeriggio l’associazione dei sindaci di Francia ha chiamato i cittadini a raccogliersi davanti ai municipi contro gli attacchi alle istituzioni. Il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha contato circa 30 negozi colpiti anche domenica nella capitale, scene che ha definito «insopportabili».