Da studentessa della Bocconi a controfigura di Anne Hathaway ne Il Diavolo veste Prada 2. Sofia Felicetti, 22enne originaria di Foligno, non avrebbe mai immaginato che la sua incredibile somiglianza con l’attrice potesse portarla su un set hollywoodiano. Eppure, quello che doveva essere un semplice casting per figuranti si è trasformato in un’esperienza indimenticabile, che oggi la giovane racconta su Instagram, svelando curiosità e retroscena delle riprese.Sofia Felicetti e Anne Hathaway: la somiglianza che l’ha portata sul setA volte basta guardare una fotografia per capire perché una persona sia stata scelta per un determinato ruolo. Nel caso di Sofia Felicetti, il confronto con Anne Hathaway lascia effettivamente poco spazio ai dubbi. Gli occhi grandi, i capelli scuri e alcuni tratti del viso ricordano quelli dell’attrice americana, tanto che le sue amiche avevano cominciato a farle notare la somiglianza quando aveva appena 15 anni. All’epoca era soprattutto un gioco. Qualche fotografia accostata a quella della protagonista de Il Diavolo veste Prada, un collage realizzato dalle amiche e i soliti commenti di chi trova divertente individuare un sosia famoso. Difficile immaginare che, qualche anno più tardi, quella stessa somiglianza sarebbe diventata un requisito professionale.Originaria di Foligno, in Umbria, Sofia si è trasferita a Milano dopo il liceo classico per studiare all’Università Bocconi. Un percorso piuttosto distante dal cinema, almeno sulla carta. Dopo la laurea triennale in Economia, con una tesi dedicata alla moda sostenibile e ai suoi approcci strategici, ha scelto di proseguire gli studi con una magistrale in International Management. Il cinema, fino a quel momento, non faceva parte dei suoi programmi. Eppure è stato proprio durante la sua vita universitaria milanese che si è presentata un’occasione decisamente insolita. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Sofia Felicetti (@sofia_felicetti)Matilda De Angelis torna al cinema con Balcanica: la storia vera che emozionaSofia Felicetti nel Diavolo veste Prada 2: il casting a MilanoTutto comincia nel settembre 2025, quando la produzione del sequel annuncia alcune riprese a Milano e avvia la ricerca di figuranti. La notizia circola sui social e attira l’attenzione di moltissimi appassionati del film. Tra loro c’è anche Sofia, che decide di partecipare senza particolari aspettative. Non aveva esperienza cinematografica né un curriculum nel mondo della moda. Si presenta al casting, compila un questionario, posa per alcune fotografie e torna alla propria routine. Un provino come tanti, almeno in apparenza. Dopo qualche giorno arriva la prima telefonata. La produzione vorrebbe inserirla nell’«entourage», un gruppo di figuranti destinati a comparire in determinate sequenze. Ma emerge un problema decisamente curioso: Sofia somiglia troppo ad Anne Hathaway.Secondo quanto raccontato dalla studentessa al Corriere della Sera, il regista avrebbe preferito non inserirla tra le comparse, proprio per evitare che il pubblico potesse confonderla con la protagonista. La caratteristica che sembrava averle fatto perdere un’opportunità si trasforma, nel giro di poche ore, nel motivo per cui viene richiamata. La produzione le propone infatti due possibilità: lavorare come stand-in, una figura utilizzata sul set per preparare inquadrature e luci al posto dell’interprete, oppure come double, cioè controfigura impiegata nelle sequenze in cui non è necessario mostrare direttamente il volto dell’attrice.La scelta ricade sulla seconda opzione. Non perché Sofia non fosse interessata al cinema, ma per una ragione molto concreta: aveva appena iniziato la magistrale e non voleva compromettere la frequenza universitaria. Una decisione che racconta parecchio della protagonista di questa storia. Mentre molte persone avrebbero probabilmente riorganizzato ogni impegno pur di trascorrere più tempo su un set hollywoodiano, Sofia ha scelto di vivere l’occasione senza perdere di vista il proprio percorso.Sofia Felicetti controfigura di Anne Hathaway: cinque giorni a HollywoodPer cinque giorni, nell’ottobre 2025, Sofia Felicetti entra nell’universo di Il Diavolo veste Prada 2, il sequel diretto da David Frankel che riporta sullo schermo Andy Sachs, Miranda Priestly e gli altri personaggi dell’iconico film del 2006. La giovane studentessa scopre presto che il lavoro di una controfigura è molto diverso dall’immagine romantica che si potrebbe avere di un set cinematografico. Le giornate possono cominciare senza sapere esattamente quali scene verranno girate e terminare a notte inoltrata.«Molto spesso sono tornata a casa alle due di notte», ha raccontato al Corriere dell’Umbria, ricordando anche la particolarità di essere convocata in una location senza conoscere in anticipo tutti i dettagli delle riprese. Prima di entrare in scena, però, c’è un passaggio fondamentale: diventare visivamente identica ad Andy Sachs. Trucco, acconciatura, abiti e accessori devono rispettare la continuità delle immagini. Perché una controfigura funzioni, lo spettatore non deve accorgersi della sostituzione.È proprio durante una di queste preparazioni che arriva uno dei momenti più sorprendenti. Sofia incontra Anne Hathaway e, vedendole insieme, l’assistente americana dell’attrice rimane colpita dalla somiglianza. «Impressive», ovvero «impressionante». Una sola parola, pronunciata da chi lavora quotidianamente accanto alla star, che finisce per diventare uno dei ricordi più divertenti dell’intera esperienza.Foto: Instagram @sofia_felicettiJe so’ pazzo, Massimiliano Caiazzo racconta il giovane Pino DanieleSofia Felicetti e Lady Gaga: la scena alla Pinacoteca di BreraTra le sequenze più importanti in cui compare Sofia ci sono quelle ambientate durante il concerto di Lady Gaga alla Pinacoteca di Brera e uno spostamento in automobile dalla Pinacoteca all’aeroporto di Linate. Ed è proprio a Brera che accade qualcosa che, probabilmente, nemmeno una sceneggiatura avrebbe potuto rendere più sorprendente. Durante le riprese, Lady Gaga compare a pochi metri da Sofia e comincia a cantare. La studentessa si ritrova così ad assistere a una performance della popstar in una situazione completamente diversa da quella di un normale concerto.«Ho pensato: se lo racconto non ci crede nessuno», ha ricordato nell’intervista al Corriere dell’Umbria. E, in effetti, non poteva raccontarlo davvero. Gli accordi di riservatezza con la produzione le impedivano di condividere dettagli delle scene prima dell’uscita del film. Persino amici e conoscenti dovevano rimanere all’oscuro dell’esperienza. Soltanto i familiari erano stati informati, principalmente per ragioni organizzative, visto che Sofia trascorreva molte ore sul set senza poter utilizzare il telefono. Il paradosso è piuttosto divertente: ritrovarsi accanto a una delle cantanti più famose del mondo, all’interno di una produzione hollywoodiana, e dover continuare la propria vita come se non fosse successo nulla.Sofia Felicetti nel video Instagram: il racconto della controfigura di Andy SachsA riportare l’attenzione sulla storia è anche il video condiviso su Instagram, attraverso il quale Sofia racconta e mostra la propria esperienza legata al film. Il dettaglio più affascinante non è soltanto la somiglianza con Anne Hathaway, ma il modo in cui una ragazza estranea all’industria cinematografica si è ritrovata a partecipare a un progetto internazionale. Non attraverso una carriera da attrice o una lunga serie di provini, ma grazie a una coincidenza che la produzione ha saputo trasformare in un’opportunità.Rivedersi sul grande schermo è stato, naturalmente, uno dei momenti più emozionanti. Sofia conosceva esattamente le scene in cui aveva sostituito Anne Hathaway, mentre per gli spettatori la differenza era praticamente impossibile da riconoscere. «Io sapevo benissimo che in alcune scene non c’era Anne Hathaway, ero io, ma nessun altro lo poteva capire», ha spiegato al Corriere della Sera.Ed è forse questo l’aspetto meno conosciuto del lavoro delle controfigure. La loro presenza è tanto più efficace quanto meno viene notata. Partecipano alla costruzione delle immagini, contribuiscono alla riuscita delle sequenze e, nella maggior parte dei casi, rimangono completamente invisibili agli occhi del pubblico. Nel caso di Sofia, però, il racconto successivo alle riprese ha permesso di dare un volto a una di quelle figure che abitualmente scorrono nei titoli di coda senza attirare particolare attenzione.Foto: Instagram @sofia_felicettiFigli Perduti, la storia di Daniel Zaccaro arriva ad Alice nella CittàChi è Sofia Felicetti, la studentessa della Bocconi diventata sosia di Anne HathawayLa storia di Sofia ha anche un’altra particolarità: il suo percorso universitario sembra avere più punti di contatto con il mondo di Il Diavolo veste Prada di quanto si potrebbe pensare. La sua tesi triennale, intitolata La moda sostenibile: casi e approcci strategici a confronto, affrontava infatti un tema centrale per l’industria del fashion contemporaneo. Un settore che Sofia conosceva soprattutto attraverso gli studi e che, improvvisamente, ha potuto osservare anche dalla prospettiva di una grande produzione cinematografica.Non è certo la stessa cosa lavorare nel sistema moda e indossare gli abiti di Andy Sachs, ma la coincidenza aggiunge un elemento interessante alla vicenda. Il film racconta da sempre le ambizioni, le contraddizioni e le pressioni di un ambiente professionale nel quale l’immagine ha un peso determinante. Sofia, invece, si è trovata a vivere una versione molto particolare di quel mondo, senza dover scegliere tra il proprio futuro accademico e l’opportunità di partecipare alle riprese. Nel novembre 2025 ha festeggiato la laurea triennale, pubblicando le fotografie con toga e tocco. Poi ha proseguito il percorso magistrale, mantenendo quella continuità che aveva già orientato la sua scelta durante il casting.Sofia Felicetti dopo Il Diavolo veste Prada 2: un futuro nel cinema?Dopo un’esperienza simile, la domanda arriva quasi inevitabilmente: Sofia Felicetti vuole diventare un’attrice? La risposta, almeno per il momento, non è definitiva. La studentessa ha raccontato di aver preso in considerazione l’idea di frequentare un corso di recitazione dopo la fine delle riprese. L’incontro con il cinema ha acceso una curiosità che prima non aveva avuto occasione di esplorare. Allo stesso tempo, però, non ha abbandonato gli obiettivi accademici. La magistrale in International Management resta una priorità e il suo futuro professionale potrebbe svilupparsi nel settore della moda, come aveva inizialmente immaginato, oppure prendere una direzione diversa.«Sono giovane, ho tempo e mai dire mai», ha dichiarato al Corriere dell’Umbria. Una risposta che lascia aperte diverse possibilità, senza trasformare necessariamente un’esperienza fortunata in un progetto di carriera. E forse è proprio questo a rendere la vicenda interessante. In un momento in cui ogni apparizione pubblica sembra dover diventare immediatamente un’occasione di visibilità da sfruttare, Sofia racconta un incontro con Hollywood vissuto con entusiasmo, ma senza l’urgenza di cambiare identità.È stata Andy Sachs per qualche scena, ma fuori dal set ha continuato a essere Sofia Felicetti. Una ragazza di Foligno che studia a Milano, ha una passione per il mondo della moda e, per cinque giorni, ha avuto l’occasione di guardare Hollywood da una posizione davvero privilegiata. D’altra parte, anche Andy Sachs era arrivata nella redazione di Runway quasi per caso, senza conoscere davvero il mondo nel quale stava entrando. La differenza è che Sofia, almeno per ora, non ha bisogno di scegliere tra Miranda Priestly e il proprio futuro. Può tenersi entrambe le esperienze, e decidere con calma quale sarà la prossima.Foto: Instagram @sofia_felicettiDracula di Bram Stoker torna al cinema per Halloween: il capolavoro di Coppola rivive in 4K| Da Rumors.it