Italiani sulla bilancia, tutti i numeri e l’obesità nei bambini verso cure su misura 

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La bilancia non fa sconti: in Italia il 43% degli adulti e addirittura il 54% degli over 65 è quindi o sovrappeso oppure obeso. A dircelo sono i dati delle sorveglianze Passi  e Passi d’Argento coordinate dall’Istituto superiore di sanità (Iss) per il biennio 2024-25. Una fotografia che vede il fenomeno peggiorare nelle regioni del Sud.Le Regioni dove il peso è più spesso un problemaSe circa il 32% del campione risulta in sovrappeso e oltre il 10% obeso, dati record per l’obesità si concentrano in Campania (13%), Molise (13%) e Calabria (12%), mentre sotto il 2% troviamo Val D’Aosta, Sardegna e Provincia Autonoma di Bolzano. Fra gli over 65 invece è il Molise ad avere la prevalenza più alta di obesità (19%), seguito da Campania (17%) e Sicilia (16%), e la più bassa in Val D’Aosta, Provincia Autonoma di Trento e Piemonte.Obesità e bambini: colpa dei geni?E i giovanissimi? Stando all’indagine OKkio alla Salute dell’Iss il 19% dei bambini italiani è in sovrappeso e il 9,8% già convive con l’obesità. Uno studio dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli però mostra come, in bambini e adolescenti con obesità grave, la malattia possa dipendere non solo da un singolo gene, ma dall’interazione di più varianti genetiche. Un risultato che apre la strada a una comprensione più precisa della malattia e, in prospettiva, a percorsi diagnostici e terapeutici sempre più personalizzati. Lo studio, coordinato da Emanuele Miraglia del Giudice, ordinario di Pediatria all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, è stato presentato al Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Obesità (Sio) in corso a Palermo. La ricerca, condotta da Giuseppina Rosaria Umano, si basa sull’analisi del Dna di 400 bambini e adolescenti colpiti da obesità grave. La scoperta che potrebbe modificare il trattamento dell’obesità“Fino a oggi, quando si parlava di obesità di origine genetica, si pensava quasi sempre a un ‘unico colpevole’, ovvero una singola mutazione capace da sola di scatenare la malattia” spiega da Palermo Silvio Buscemi, presidente Sio e che professore ordinario di nutrizione clinica all’Università di Palermo.Analizzando 79 geni legati al controllo del peso, i ricercatori hanno identificato varianti genetiche rare in oltre la metà dei giovani pazienti. Tra questi, circa due su dieci presentavano più di un’alterazione e, in circa un terzo dei casi valutabili, è emersa la presenza di vere e proprie “squadre” di geni che lavorano insieme, sommano i loro effetti e modificano il rischio individuale secondo un modello di ereditarietà oligogenica. “In altre parole, in alcuni pazienti la predisposizione all’obesità potrebbe derivare non da un singolo difetto genetico, ma dall’azione combinata di un piccolo gruppo di geni”, precisa Miraglia Del Giudice. Alterazioni che, prese singolarmente, possono avere un effetto modesto, “ma insieme potrebbero contribuire in modo significativo allo sviluppo della malattia”.Le prospettive terapeuticheSi tratta di un’ipotesi scientifica promettente, che dovrà ora essere confermata da ulteriori studi funzionali in laboratorio. Capire i meccanismi biologici alla base dell’obesità infantile significa smettere di guardare solo al numero sulla bilancia. “Due bambini possono mostrare lo stesso peso ma avere ‘motori’ biologici diversi”, riflette Miraglia Del Giudice. “Questo studio rappresenta un primo passo verso l’identificazione di differenti profili genetici di pazienti e apre la prospettiva, in futuro, di integrare le informazioni genetiche per rendere i percorsi di cura sempre più personalizzati”.Questo articolo Italiani sulla bilancia, tutti i numeri e l’obesità nei bambini verso cure su misura  proviene da LaPresse