Carmelo Cinturrino dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato per la morte di Abderrahim Mansouri, il 28enne marocchino conosciuto come Zack, ucciso il 26 gennaio 2026 nel boschetto di Rogoredo, a Milano. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex assistente capo della Polizia di Stato, destituito dopo l’arresto. Nella richiesta dei magistrati non compare però l’aggravante della premeditazione, inizialmente contestata alla chiusura delle indagini. Resta invece quella relativa alla violazione dei doveri connessi alla funzione pubblica.La scelta della Procura, comunicata attraverso una nota del procuratore Marcello Viola, modifica anche le prospettive processuali dell’imputato: venendo meno la contestazione della premeditazione, Cinturrino potrà infatti accedere al rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena in caso di condanna.La morte di Mansouri e le accuse all’ex agenteL’episodio al centro dell’inchiesta si è consumato durante un servizio antidroga nell’area di Rogoredo, da tempo interessata dal fenomeno dello spaccio di stupefacenti. Secondo l’accusa, Cinturrino avrebbe utilizzato la propria pistola di ordinanza, una Beretta 9×19, sparando un colpo alla testa di Mansouri e provocandone la morte. I pubblici ministeri ritengono che l’ex poliziotto debba rispondere di omicidio volontario, aggravato dall’aver agito in violazione degli obblighi derivanti dal proprio ruolo nelle forze dell’ordine.“Se lo becco lo uccido”: le minacce precedenti all’omicidioNella ricostruzione degli inquirenti assumono rilievo anche alcune minacce che Cinturrino avrebbe pronunciato nei confronti di Zack prima del 26 gennaio. “O ti arresto o ti ammazzo” è una delle frasi che l’ex agente avrebbe rivolto direttamente al giovane. In altre occasioni avrebbe fatto arrivare messaggi intimidatori attraverso persone presenti nell’area di Rogoredo: “Dì a Zack che se lo becco io lo uccido” e “Quando lo vedo lo ammazzo”. Le dichiarazioni sono state richiamate dalla Procura tra gli elementi raccolti nel corso dell’indagine. Dopo aver valutato la sussistenza dei presupposti giuridici, i magistrati hanno tuttavia scelto di escludere l’aggravante della premeditazione dalla richiesta di processo.Cinturrino coinvolto anche nell’indagine su altri presunti reati in servizioL’ex assistente capo è al centro anche di un’altra inchiesta della magistratura milanese, relativa a una serie di presunti abusi e illeciti che sarebbero stati commessi durante l’attività di servizio insieme ad altri ex colleghi. Tra i reati ipotizzati in questo secondo filone figurano sequestro di persona, estorsione, concussione, spaccio di droga e arresto illegale. La richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio di Mansouri dovrà adesso essere esaminata dal giudice dell’udienza preliminare, chiamato a decidere se disporre il processo nei confronti dell’ex poliziotto.L'articolo Sparò e uccise un pusher nel boschetto della droga: l’ex agente Cinturrino va a processo proviene da Nicolaporro.it.