La Milano che cresce ma non riesce più a trattenere i giovani, il modello urbanistico degli ultimi quindici anni da ripensare, la sicurezza da affrontare anche attraverso una città più viva e accessibile. Tommaso Goisis, ex manager di Airbnb e candidato alle primarie del centrosinistra per le comunali del 2027, mette a fuoco le priorità del suo programma e non risparmia critiche alle amministrazioni che hanno governato Milano negli ultimi anni. “Per dieci anni Milano è stata il parco giochi dei fondi immobiliari speculativi“, attacca, chiamando direttamente in causa le responsabilità del centrosinistra. Sabato 17 ottobre, alle 17, al Teatro dell’Elfo, Goisis presenterà le prime proposte della sua candidatura, elaborate attraverso un percorso che ha coinvolto circa cento persone suddivise in undici tavoli tematici, dall’abitare alla mobilità, dalla sicurezza al clima. Quattro gli impegni attorno ai quali intende costruire la sua proposta per Milano: “Restare, incontrarsi, vivere, decidere”. Tra gli obiettivi, 40mila nuove case pubbliche in affitto, un’oasi urbana in ogni municipio e una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte sul futuro della città.Intervistato da Milano Quotidiano, Goisis rilancia inoltre la necessità delle primarie, criticando le forze politiche contrarie alla consultazione, e propone un cambio di passo sul fronte della sicurezza, con più servizi e attività anche nelle ore notturne. Sullo sfondo, la sfida tutta interna al centrosinistra per definire non soltanto il candidato che raccoglierà l’eredità di Giuseppe Sala, ma anche il giudizio politico sui quindici anni di governo della città. L’INTERVISTAQuali sono le priorità del suo programma che esporrà all’evento di sabato?Milano è diventata una città dove si arriva a vent’anni e da cui si scappa a trentacinque. Si scappa quando si vuole fare un figlio e si scopre che una stanza in più costa come mezzo stipendio. Non è successo per caso. È successo per scelta. Per quindici anni il centrosinistra ha governato questa città e ha lasciato che il prezzo della vita lo decidessero i fondi immobiliari speculativi, non il Comune. Si poteva negoziare, si poteva pretendere: case a prezzi accessibili in cambio di ogni metro cubo concesso. Non è stato fatto, o è stato fatto troppo poco. Noi vogliamo una città dove si resta. Sabato porto quattro impegni. Restare: 40mila nuove case pubbliche in affitto. Incontrarsi: un’oasi in ogni municipio entro cinque anni. Vivere: una città sicura anche di notte, per tutte e tutti. Decidere: cento giovani costruttori di comunità nei nove municipi, perché chi abita Milano deve contare nelle scelte che la cambiano. E servizi essenziali per chiunque, a partire dagli asili nido.Mercoledì lei ha partecipato alla protesta delle tende in Porta Nuova. Come si può risolvere il problema del caro affitti, soprattutto per un giovane?Ero lì perché quelle tende sono la fotografia di un fallimento. Ragazze e ragazzi che studiano e lavorano qui dormono in tenda all’ombra dei grattacieli. Milano è attrattiva per i capitali, ma respinge chi la fa funzionare. Il Comune deve smettere di fare lo spettatore. Istituiremo un fondo di garanzia per l’affitto dei giovani. Per firmare un contratto a Milano servono garanzie che molti non hanno, quindi il Comune farà da garante verso i proprietari: nessuno dovrà più rinunciare a una casa perché non ha una famiglia che firma per lui. Ma la garanzia da sola non basta. Se non tocchi chi specula, finisci per garantire affitti gonfiati. Per questo servono case pubbliche in affitto. Serve una tassa sulle case sfitte, che porteremo avanti con una legge di iniziativa popolare. E serve un’azione legale contro le piattaforme di affitti brevi che svuotano i quartieri.Ha ragione Majorino quando parla di “eccessiva cementificazione” di Milano in questi anni?Sì, ma il cemento non è un incidente: è un modello. Per dieci anni Milano è stata il parco giochi dei fondi immobiliari speculativi. Chi la governava ha fatto il custode del parco, invece del padrone di casa. Ogni volta che arrivava un grande investimento, il Comune poteva chiedere case a canone sociale, verde, servizi di quartiere. Ha chiesto le briciole. Quando poi l’urbanistica milanese è finita al centro delle inchieste della magistratura, la prima risposta della politica è stata cercare una norma di sanatoria, il cosiddetto Salva-Milano. Non ci si è chiesti cosa stesse succedendo alla città. La festa è finita: i fondi speculativi non devono più toccare palla sul futuro di Milano. E il cemento è anche una questione climatica. Il centrosinistra guida il Comune da quindici anni e una sola scelta radicale non si è vista. Quest’estate, contro il caldo, la risposta è stata un tendone per municipio. Un tendone. Intanto Parigi toglie l’asfalto dalle strade e dai cortili delle scuole. Noi depavimenteremo.Azione e Avs non vogliono le primarie. Come farete a trovare un punto d’incontro con loro?Chi ha paura delle primarie ha paura delle persone. L’astensionismo è ai massimi storici e c’è chi pensa di riprendersi Milano con un accordo tra segreterie: così si perde prima ancora di cominciare. Le primarie sono il modo più semplice per riportare la gente a decidere. Lo sanno molte e molti nel Partito Democratico, che le chiedono qualunque candidatura sostengano. Lo dice anche Italia Viva. Azione e Avs sono in netta minoranza. Con loro non cerco lo scontro, cerco il confronto davanti agli elettori: se hanno idee migliori, le primarie sono il posto giusto per dimostrarlo.Cosa propone per risolvere il problema della sicurezza? È un tema soltanto di repressione o anche di prevenzione?La sicurezza è una questione sociale seria. Proprio per questo non va lasciata a chi ci fa sciacallaggio. La destra vive di paura: più la gente ha paura, più la destra prende voti. Il centrosinistra, invece di rispondere con un’altra idea di città, troppo spesso l’ha inseguita sul suo terreno. Noi partiamo da una cosa semplice, che Jane Jacobs chiamava “eyes on the street”: una strada è sicura quando è piena di persone, luci e attività. Terremo viva la città ventiquattro ore su ventiquattro, non solo in centro ma in tutti i municipi. Avremo orari più lunghi per negozi di vicinato, caffè, librerie e spazi civici, mezzi pubblici notturni e una Sindaca della notte che coordina tutto questo. E la sicurezza vale per tutte e tutti, anche quando a violarla è chi indossa una divisa: per questo il Comune si costituirà parte civile contro gli abusi in divisaL'articolo Comunali 2027, Goisis : “Restituire Milano ai giovani. Con me i fondi speculativi non toccheranno più palla” proviene da Nicolaporro.it.