Seul, la Borsa crolla dell’8% e sospende gli scambi: Samsung e SK Hynix travolte dai dubbi sull’intelligenza artificiale

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SEUL — Alle 12.38 di giovedì (le 5.38 in Italia) la Korea Exchange ha fermato gli scambi per venti minuti: il Kospi, l’indice principale della Borsa di Seul, perdeva l’8%. Alla chiusura il calo era del 7,57%, a 5.554 punti, il livello più basso dal 30 luglio. Samsung Electronics ha ceduto oltre il 9% e SK Hynix più dell’11%: i due produttori di chip valgono insieme quasi metà dell’intero listino.È il decimo blocco automatico del 2026, su sedici in tutta la storia del meccanismo, che fra il 2000 e il 2024 era scattato sei volte. Bloomberg scrive che l’indice è entrato in «bear market», con un ribasso di oltre un quinto dal picco di settembre. Gli investitori stranieri hanno venduto in giornata per 3,62 trilioni di won, circa 2,6 miliardi di dollari: oltre 10 miliardi dall’inizio di ottobre, ottava seduta consecutiva di vendite nette.La miccia è arrivata da Washington. Mercoledì l’istituto di statistica del lavoro americano ha comunicato un’inflazione di settembre al 3,7% annuo, sopra le attese, con la benzina in rialzo del 34% in un anno. Wall Street ha chiuso in calo per la terza seduta: l’indice dei semiconduttori di Filadelfia ha perso il 4,3%, CoreWeave, la società che affitta capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale, il 15%, Oracle il 9%. I contratti sui tassi assegnano ora il 75% di probabilità a una Federal Reserve ferma il 28 ottobre.Gli analisti leggono però un’altra partita. «Il primo scossone è venuto dall’inflazione, ma il motore delle vendite è stata la tecnologia: l’intelligenza artificiale è di nuovo il problema, con i rischi di finanziamento e i tempi delle quotazioni al centro della storia», si legge in una nota di JPMorgan. Per Mingyu Kim, analista di KB Securities, «i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti oltre i prossimi dodici mesi hanno riportato il mercato a valutare i produttori di chip come titoli ciclici legati a una materia prima». Il contagio ha seguito la filiera: il Nikkei di Tokyo ha perso il 4,8%, Kioxia il 12%, SoftBank il 9,4%; a Taipei TSMC ha chiuso a −2% nonostante risultati trimestrali record.L’autorità di vigilanza finanziaria sudcoreana ha convocato una riunione d’emergenza e ha ordinato una «risposta proattiva» per la stabilità del mercato, chiedendo alle banche di evitare espansioni disordinate del credito. Samsung, SK Hynix e SoftBank non hanno commentato. Una nota di DBS, la maggiore banca di Singapore, rovescia la tesi del panico: «Non siamo convinti che la Fed debba alzare i tassi due volte di fila sulla base di una sola serie di dati sui prezzi». Il Kospi tratta ora sotto cinque volte gli utili attesi, la metà di un anno fa.Bangkok, la sedia vuotaLo stesso giovedì, a Bangkok, i ministri delle Finanze e i banchieri centrali del G20 si sono riuniti a margine delle assemblee annuali del Fondo monetario e della Banca Mondiale, per la prima volta da tre anni fuori Washington. Gli Stati Uniti presiedono il G20, ma il segretario al Tesoro Scott Bessent non c’è, per «impegni interni»: guida la delegazione il suo vice Francis Brooke. Sul tavolo, riferisce Reuters, c’è la guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, all’ottavo mese dal 28 febbraio, con lo Stretto di Hormuz chiuso, un quinto del petrolio mondiale bloccato e il greggio sopra i 100 dollari per gran parte del periodo.La benzina che ha spinto l’inflazione americana al 3,7% è la stessa che il tesoriere australiano Jim Chalmers ha messo al centro del vertice: «La guerra in Medio Oriente ha un impatto economico devastante e spinge in alto carburanti, inflazione e tassi d’interesse in tutto il mondo». Su pressione del presidente Donald Trump, a tre settimane dal voto di midterm, il G7 ha appena deciso il rilascio di 100 milioni di barili dalle riserve d’emergenza: oltre un miliardo immessi sul mercato dall’inizio della guerra.La direttrice generale del Fondo monetario, Kristalina Georgieva, ha avvertito che il debito minaccia l’economia globale e che nessuna «magia» evita tasse o tagli. Poi ha indicato ciò che tiene in piedi i conti: «Il cambio di marcia dell’intelligenza artificiale è quello che mantiene l’economia mondiale al 3% di crescita, nonostante lo shock sull’energia ci tiri verso il basso». A Bangkok l’intelligenza artificiale è il pilastro della crescita, a Seul è l’investimento che nessuno è più sicuro di voler finanziare.Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh interverrà venerdì accanto a Georgieva. Nelle ultime ore due membri del consiglio della Fed, Christopher Waller e Mary Daly, hanno detto che nuovi rialzi dei tassi sono probabili, ma senza urgenza.