SAN PIETROBURGO — «Da quando il presidente americano ha annunciato la tregua energetica, una settimana fa, la Russia ha attaccato deliberatamente il settore energetico, petrolifero e del gas dell’Ucraina 76 volte». Lo ha scritto domenica su X Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, poche ore dopo la notte in cui i droni di Kiev hanno colpito San Pietroburgo con quello che l’agenzia di Stato russa Tass definisce l’attacco più esteso subito dalla regione in quattro anni di guerra.Il bilancio lo ha dato su Telegram Aleksandr Beglov, governatore della seconda città russa: un morto, cinque feriti ricoverati, incendi al Petersburg Oil Terminal, già colpito a giugno, al deposito di Ruchi e in alcuni magazzini del distretto industriale di Kolpino. Il terminal movimenta fino a 12,5 milioni di tonnellate di greggio l’anno. I voli nel principale aeroporto cittadino sono stati limitati per ore. Beglov ha parlato di «droni militari nazisti ucraini»; Kiev non ha rivendicato ufficialmente il raid.Nella regione intorno alla città il governatore ha contato 145 droni abbattuti e due sottostazioni colpite a Yanino, con circa 20.000 persone senza elettricità domenica mattina. Sono stati colpiti anche un hub logistico di Ozon, il grande gruppo russo del commercio online, e un data center del social network VK: lo hanno confermato le stesse aziende, riferisce Associated Press. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato 1.015 droni distrutti su 15 regioni, Crimea e Mar Nero tra le 20 di sabato e le 8 di domenica (le 19 e le 7 in Italia).Nella stessa notte la Russia ha lanciato sull’Ucraina 180 droni e un missile balistico Iskander; 152 droni sono stati abbattuti o neutralizzati, con impatti in 20 località, secondo l’Aeronautica di Kiev. Zelensky ha contato due morti e 12 feriti, tra cui due bambini, in palazzi residenziali, e sottostazioni colpite in quattro regioni, da Vinnytsia a Odessa. In una settimana, ha scritto, quasi 2.700 droni d’attacco, 1.700 bombe aeree e 66 missili.La tregua mai confermataLa «tregua energetica» Donald Trump l’aveva annunciata l’11 ottobre senza dettagli, e né Mosca né Kiev l’hanno mai confermata. L’Ucraina ha sospeso per tre giorni i colpi sulle raffinerie russe, poi li ha ripresi giovedì. Trump ha criticato la scelta, legando la tregua all’intesa con Vladimir Putin per importare diesel russo e ai prezzi dei carburanti in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, e ha firmato un ordine esecutivo che sospende nuove sanzioni e dazi su Mosca. Al Financial Times Zelensky ha detto che Kiev ha «chiuso» con la tregua unilaterale. Il raid su San Pietroburgo è la traduzione sul campo di quella frase.Il braccio di ferro è passato anche dalle informazioni militari. Alla NBC Zelensky ha raccontato che la condivisione dell’intelligence americana «è stata bloccata per un certo periodo, poi sbloccata dalla parte americana. Siamo molto grati. Ora funziona». Il blocco è durato tre giorni, dopo che il 14 ottobre il presidente aveva denunciato la minaccia di sospensione se Kiev non avesse smesso di colpire le raffinerie. «Solo gli Stati Uniti hanno l’intelligence unica per avvertirci quando la Russia usa missili balistici», ha detto: il raid balistico su Kiev del 12 ottobre, cinque missili su infrastrutture civili, era arrivato senza preallarme. Nei giorni di stop i dati sono venuti dagli europei, che secondo il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot forniscono due terzi dell’intelligence ricevuta da Kiev.Zelensky ha definito «un errore storico» un eventuale appoggio formale di Washington alla Russia e ha aggiunto, parlando di Trump: «Vogliamo fidarci di lui, e spero che cambi le sue decisioni». Ha detto di sperare in un negoziato con gli americani «questa settimana», dopo contatti «praticamente ininterrotti» con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner; venerdì Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa ucraino, ha incontrato Kushner per fissare tempi e formato.Subito dopo, nello stesso programma, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha elencato l’intelligence e le munizioni vendute a Kiev, ma interpellato più volte non ha risposto se gli Stati Uniti considerino ancora l’Ucraina un alleato. Il Cremlino non ha commentato le accuse sulle 76 violazioni. «L’America dovrebbe vedere che la Russia non compie alcun passo reciproco in risposta all’alleggerimento delle sanzioni o agli accordi», ha scritto Zelensky.