KUWAIT CITY — Emmanuel Macron è sceso lunedì dalla scaletta dell’aereo a Kuwait City, accolto in pista dall’emiro Mishal Al-Ahmad Al-Sabah, con al seguito i dirigenti di TotalEnergies ed Engie. Il presidente francese apre così un tour di tre giorni nel Golfo, tra Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Qatar, con un obiettivo che l’Eliseo ha messo nero su bianco: «ottenere un certo numero di impegni» su volumi aggiuntivi di gasolio e benzina per la Francia.A Parigi, nelle stesse ore, il premier Sébastien Lecornu usciva da una riunione di crisi al ministero dell’Interno per annunciare coprifuoco «parziali» e «localizzati» a Lille e nel centro della capitale, dopo un fine settimana di scontri e saccheggi con oltre 2.300 fermi. Il capo dello Stato cerca nel Golfo il carburante il cui prezzo ha portato in piazza, sabato, oltre mezzo milione di persone, e lascia al governo la gestione dell’ordine pubblico a sei mesi dalle presidenziali.La partenza era stata preparata domenica sera, in un discorso televisivo. «Ho preso una serie di iniziative a livello internazionale per garantire che abbiamo carburante e gas, e continuerò a farlo visitando i Paesi del Golfo per assicurare i nostri approvvigionamenti», ha detto Macron. Prima di imbarcarsi ha ripetuto che serve «mettere al sicuro le nostre forniture» e che i manifestanti hanno espresso «preoccupazione» per i prezzi.In Kuwait la delegazione ha incassato una lettera d’intenti sulla cooperazione militare, firmata dalla ministra delle Forze armate Catherine Vautrin con il collega kuwaitiano, con vendite di armi sul tavolo, e un’intesa preliminare di Airbus per rinnovare la flotta di Kuwait Airways. Si è discusso anche di scorte di cherosene e gasolio già posizionate in Oman da dirottare verso Riunione e Mayotte, i territori francesi dell’oceano Indiano. Con il presidente emiratino e l’emiro del Qatar l’agenda prevede la sicurezza delle rotte marittime e le «rotte alternative e di aggiramento» per il petrolio.Il nodo è lo stretto di Hormuz, bloccato dall’Iran dall’inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, riferisce l’AFP; nel Mar Rosso gli Houthi dello Yemen colpiscono le petroliere saudite. A inizio ottobre il G7, a presidenza francese, ha deciso di attingere fino a 100 milioni di barili dalle riserve strategiche. Teheran non ha commentato il viaggio di Macron.Francis Perrin, esperto di energia dell’istituto parigino IRIS, non si aspetta effetti sui prezzi: le monarchie del Golfo «sono molto desiderose di rifornire il mondo e il mercato francese, ma è difficile per loro assumere impegni fermi finché la regione non sarà stabilizzata». Da Doha, lo stesso giorno, il ministro di Stato per la Difesa del Qatar ha detto che «non abbiamo raggiunto il picco per quanto riguarda l’energia» e che «non vanno applicate tariffe di transito» a Hormuz.Coprifuoco a Lille e ParigiLecornu ha fissato i confini: Lille e tre comuni vicini chiusi dalle 20 alle 6 nelle notti di lunedì e martedì; a Parigi la place de la République e le vie attorno a Les Halles dalle 22 alle 6; a Marsiglia il prefetto ha vietato cortei e assembramenti per tutto il pomeriggio. «È fuori questione mettere tutta Parigi sotto coprifuoco», ha detto il premier a Reuters: lo stato d’emergenza resta possibile, ma i coprifuoco parziali sono «più appropriati». Sabato, ha aggiunto, «nessuno è stato ucciso, ed è un miracolo».Il bilancio del fine settimana conta quasi 1.000 agenti e gendarmi feriti, sette dei quali gravi, con 60.000 uomini schierati. Le autorità stimano almeno 3.000 attività danneggiate o saccheggiate; a Lione è stato incendiato l’ufficio del turismo, altrove municipi e commissariati. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha ammesso che la polizia «ha perso il controllo» e ha offerto le dimissioni: Macron le ha respinte lunedì mattina chiedendogli «piena trasparenza sui fallimenti di pianificazione e intelligence».Tutto era cominciato con settimane di proteste studentesche contro classi sovraffollate e carenza di insegnanti, poi confluite nel malcontento per il caro-vita. Il corteo di sabato lo hanno guidato i gilet gialli, che hanno già convocato una nuova giornata per sabato prossimo. Il costituzionalista Benjamin Morel osserva che il viaggio «può dare un’impressione di normalità, ma può anche apparire fuori dal mondo e suggerire una sorta di vuoto di potere». Le due partite si tengono a vicenda: senza barili non cala il prezzo alla pompa, e senza un prezzo più basso la piazza non si svuota.Alle 20 di lunedì, dal Kuwait, nessun impegno quantificato sui volumi era stato annunciato. A Lille, alla stessa ora, scattava il primo coprifuoco.