La telefonata dal Policlinico Gemelli con il presidente russo Vladimir Putin per una tregua umanitaria nella città ucraina di Oleshky assediata, mentre la convalescenza va avanti con il costante miglioramento delle condizioni di salute. Papa Leone XIV prosegue la sua degenza dopo l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare e prosegue anche il suo magistero, iniziando il terzo giorno post-intervento con un messaggio inviato al direttore generale della Fao, Qu Dongyu, in cui ricorda che “il pane non dovrebbe essere né uno strumento di pressione geopolitica né deve mai essere usato come arma di guerra“. Il pensiero per la pace arriva a concretizzarsi in una telefonata con Putin che viene resa nota dalla sala stampa della Santa Sede nel tardo pomeriggio. Nel corso del colloquio telefonico il Pontefice “ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile“. Prevost ha poi “ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”.L’iniziativa, fa sapere il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, è stata di Leone, che ha chiamato Putin “per perorare la causa di questa città che è assediata”. Si tratta, come ricordano i media vaticani, della seconda telefonata tra i due dopo quella del 4 giugno 2025, neppure un mese dopo l’elezione al soglio pontificio. Anche allora Prevost fece un appello alla Russia perché arrivassero azioni dirette alla pace, chiedendo impegni per la “situazione umanitaria” in Ucraina. Alla terra “martoriata” aveva rivolto il suo pensiero nell’Angelus di domenica scorsa: “La guerra nella martoriata Ucraina continua a causare sofferenze anche ben oltre i suoi confini soprattutto nei paesi più poveri dove tante persone dipendono dalle importazioni dei cereali. Rivolgo un accorato appello alle parti in conflitto affinché consentano il trasporto sicuro dei cereali nel Mar Nero. Il pane quotidiano di milioni di persone non può essere ostaggio della guerra”, le parole del Papa.Salute del Papa in miglioramento, diffuse le prime foto dopo l’interventoBuone notizie arrivano sullo stato di salute. Secondo quanto riferito dai medici, il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, Prevost “ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali. Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria. Il recupero post operatorio permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia”. A conferma di ciò, la sala stampa vaticana ha reso noto che ieri a mezzogiorno Leone ha celebrato la Santa Messa nella sala allestita al decimo piano del Policlinico Gemelli, diffondendo anche le prime foto dopo l’operazione. Durante l’omelia, il Papa ha ringraziato tutto il personale sanitario, dai medici agli infermieri fino agli inservienti, per il lavoro svolto quotidianamente nell’assistenza ai malati e alle persone più fragili e ha espresso in particolare la propria gratitudine per le cure e l’attenzione ricevute durante il ricovero. In attesa di capire quando sarà dimesso, una certezza riguarda l’Angelus di Leone XIV che, fa sapere il portavoce della sala stampa vaticana, Matteo Bruni, domenica “ci sarà”.Questo articolo Papa Leone XIV telefona a Putin dal Gemelli: chiesta una tregua umanitaria a Oleshky proviene da LaPresse