Dal degrado nelle scuole al carovita, dalla precarietà all’aumento della spesa militare e le politiche scolastiche dell’esecutivo: i giovani hanno alzato la voce oggi per il “No Meloni Day”. La protesta studentesca ha attraversato l’Italia, da Torino a Roma passando per Milano e Bologna, con manifestazioni, tra le altre città, anche a Genova, Firenze, Bari, Treviso, Verona e Cagliari. Migliaia di giovani sono scesi in piazza sull’onda delle mobilitazioni che interessano anche Francia e Spagna, chiedendo più risorse per l’istruzione e meno investimenti nelle spese militari. “Meno armi e più diritti” è lo slogan che riassume la contestazione segnata anche da alcuni scontri con le forze dell’ordine, lanci di pietre e bottiglie, interventi della polizia. La condanna di Meloni e ValditaraViolenze condannate dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione, penso sempre che sia un fatto bello nella democrazia che le persone vogliano dire la loro. Cosa diversa è la violenza. Cosa diversa sono le bombe carta. Cosa diversa è aggredire le Forze dell’Ordine”. E poi l’appello, con tanto di frecciatina, alle opposizioni: “Non voglio polemizzare su questo tema. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni numerose, numerosissime, partecipatissime, bellissime, senza violenza. Su questo chiedo chiarezza da parte di tutti, chiedo che tutte le forze politiche italiane condannino la violenza e non abbiano su questo timidezze. Perché è un fatto di responsabilità e ci riguarda tutti. Per il resto sono sempre contenta quando le persone partecipano”. Durissima la reazione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Tensioni a TorinoLe tensioni più forti si sono concentrate a Torino, che già da qualche giorno vive la contestazione con la pesante occupazione di diversi istituti scolastici, e dove oltre 5mila manifestanti, secondo le prime stime, hanno attraversato il centro cittadino questa mattina dietro striscioni come “No alla propaganda razzista”, e “L’école est à nous”. Sono state imbrattate di rosso e calpestate le immagini della premier Giorgia Meloni, dei ministri Valditara e Guido Crosetto, della segretaria del Pd Elly Schlein e il logo di Leonardo, mentre davanti all’Ufficio scolastico regionale sono state lanciate uova e dato alle fiamme un carro armato di cartone. Manifestazione studentesca a Torino, 16 ottobre 2026 (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)La protesta si è quindi spostata verso il grattacielo Intesa Sanpaolo, dove sono state scagliate pietre e bottiglie contro gli agenti ma il momento di massima tensione è poi arrivato in piazza Castello, davanti alla Prefettura: la polizia è intervenuta con idranti, lacrimogeni e una carica di alleggerimento. A frapporsi tra manifestanti e forze dell’ordine un gruppo di insegnanti, che formando una catena umana, tenendosi per mano, ha tentato di scongiurare ulteriori scontri. SManifestazione studentesca a Torino, 16 ottobre 2026 (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)I cortei a Roma, Bologna e MilanoLa contestazione ha raggiunto anche il cuore delle istituzioni scolastiche nella Capitale. A Roma il corteo è arrivato davanti al ministero dell’Istruzione tra cassonetti rovesciati, petardi, fumogeni e lanci di farina e bottiglie. Le immagini saranno vagliate dalla Digos per individuare i responsabili e ricostruire le singole condotte, fanno sapere dalla questura. Il Mim denuncia insulti e minacce contro Meloni e Valditara, il danneggiamento della bandiera italiana e aggressioni alle forze dell’ordine. A Bologna circa duemila studenti, tra universitari e ragazzi delle superiori, hanno sfilato dietro lo striscione “Soldi alla scuola non alla guerra, Valditara vogliamo risposte”. Nei pressi della stazione si sono verificati lanci di sassi, bottiglie e uova contro gli agenti, mentre alcuni incappucciati sono stati fermati dagli stessi manifestanti e dalla polizia. Diverso l’epilogo a Milano, dove alcune migliaia di giovani hanno attraversato il centro con il corteo “Nessuno è straniero” e occupato l’ex obitorio comunale di via Francesco Sforza, destinato a diventare un polo didattico dell’Università Statale. Salvini: “Non sono studenti, sono criminali”Se nelle piazze prevalgono le richieste pacifiche di una scuola più finanziata e meno legata alle logiche della guerra, gli episodi di violenza alimentano lo scontro con l’esecutivo. Netto il vicepremier Matteo Salvini, che distingue tra le proteste “civili, colorate, festose e giustamente oppositive” e quelle sfociate in disordini: “Abbiamo studenti che lanciano pietre e sassi contro la polizia: quelli non sono studenti, sono criminali e delinquenti, che è un’altra cosa”.Questo articolo Migliaia di studenti in piazza per il “No Meloni Day”. La premier alle opposizioni: “Condannare le violenze” proviene da LaPresse