La corsa alle elezioni comunali 2027 per Palazzo Marino accende lo scontro interno al centrodestra, ma Fratelli d’Italia sceglie la linea della prudenza e della fermezza, blindando la coalizione ed evitando di farsi trascinare nelle accelerazioni degli alleati. Fonti ai massimi livelli di via della Scrofa, vicinissime alla premier Giorgia Meloni, rivelano una posizione chiarissima: il partito di maggioranza relativa per ora “sta alla finestra”. Non esiste alcuna possibilità che il centrodestra si divida a Milano, nemmeno al primo turno: l’unità dell’alleanza rimane un prerequisito indiscutibile.Al momento, il tavolo dei leader assiste al braccio di ferro tra la Lega di Matteo Salvini, che spinge con forza sulla candidatura dell’eurodeputata Silvia Sardone, e Forza Italia, che ha formalizzato il pressing sul nome del sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago. Una diatriba acuita dalla proposta leghista di ricorrere alle primarie di coalizione, vista da molti come un modo per forzare la mano. In questo scenario, Fratelli d’Italia ha deciso di non sposare nessuno dei due profili, mantenendo un ruolo di arbitro silente e focalizzato sull’obiettivo di ricomporre la frattura ed evitare fughe in avanti.Nel frattempo, si registra un forte chiarimento all’interno di Forza Italia. Le recenti dichiarazioni del deputato e coordinatore regionale azzurro in Lombardia, Alessandro Sorte, hanno provocato pesanti irritazioni. Sorte si era spinto a ipotizzare che una corsa solitaria della Lega al primo turno “non sarebbe stata la fine del mondo”, implicitamente dando per scontato che FdI avrebbe appoggiato Perego di Cremnago. Secondo quanto trapela da fonti governative, questa ricostruzione non risponde al vero ed è stata giudicata un grave errore politico. Di conseguenza, il segretario nazionale di FI e vicepremier Antonio Tajani avrebbe severamente redarguito Sorte, intimandogli di non ripetere uscite avventate. La Lega non ha mai dichiarato di voler correre da sola, limitandosi a chiedere il parere dei milanesi.Parallelamente si sbroglia il nodo legato a Noi Moderati. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, storico sponsor politico di Maurizio Lupi, ha recentemente dichiarato che quest’ultimo ha compiuto un passo indietro. A microfoni spenti, le medesime fonti di Fratelli d’Italia precisano un dettaglio non da poco: Lupi, in realtà, non ha ancora formalizzato il ritiro della candidatura. Quella di La Russa non è stata una constatazione, bensì un chiarissimo invito politico a farsi da parte, un input di cui l’ex ministro dovrà presto prendere atto per sbloccare lo stallo della coalizione. Inoltre, si specifica che il profilo di Lupi non è mai stato sostenuto ufficialmente dall’intero partito di Fratelli d’Italia, ma è rimasto un’iniziativa isolata di un suo importante esponente. FdI attende ora che le acque si calmino, convinta che il candidato unitario per Milano emergerà solo stringendo i tempi tra fine ottobre e inizio novembre.L'articolo Milano 2027, FdI “sta alla finestra”. Obiettivo: non spaccare il Cdx (né con Perego, né con Sardone). E La Russa fa ritirare Lupi proviene da Nicolaporro.it.