Gio, 15 Ott 2026Il patron della Lazio ha raccontato ai pm le continue minacce subite nell’ultimo periodo per costringerlo a vendere il club biancoceleste.DiRedazioneCondividi l'articoloClaudio Lotito (Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)Le tensioni fra i tifosi della Lazio e il patron del club biancoceleste Claudio Lotito rischiano di tornare a un livello molto alto come in passato, quando lo stesso imprenditore romano temeva per la sua stessa incolumità. A raccontarlo, come riporta Repubblica, è lo stesso Lotito ai pm esprimendo una certa preoccupazione che dietro queste tensioni con una frangi violenta del tifo organizzato ci sia la mano della politica, visto il suo ruolo di senatore di Forza Italia.«Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson», ha raccontato Lotito ai pm. E ha aggiunto davanti al pm Lorenzo Del Giudice lo scorso 30 giugno: «Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato. Vi sono pezzi della politica che remano contro di me». Affermazioni che sono tate raccolte dagli inquirenti in merito alla inchiesta della Procura di Roma sulle manovre per favorire un cambio di proprietà del club, nella quale sono indagati il faccendiere Luigi Bisignani, e i vertici della Banca del Fucino, Mauro Masi e Francesco Maiolini, senza che il gip però abbia autorizzato le intercettazioni richieste nei loro confronti.Il magistrato vuole sapere chi siano questi nemici politici. Lotito non fa mai i nomi, ma indica dove cercare: «Basta vedere chi commissiona gli articoli al direttore Capezzone sul Tempo. Potete prendere visione anche dei resoconti in Commissione antimafia». Riferimento che porta direttamente all’audizione del 5 marzo scorso davanti alla Commissione, i cui verbali sono stati acquisiti dai Carabinieri. È in quella occasione che il presidente della Lazio racconta la sua lunga battaglia contro le frange più violente della tifoseria.Per esempio ricorda quando, durante l’inaugurazione di un negozio a Montesacro rimase bloccato e fu necessario l’intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire. Poi l’avvertimento: «Adesso si è ricreata la stessa situazione, e vi dico perché». Il perché, nel racconto di Lotito, passa anche dalle voci sulla vendita della Lazio. Fondi stranieri, compratori misteriosi, offerte milionarie. Tutti pronti ad acquistare una società che lui assicura di non voler cedere. «Io non ho mai ricevuto offerte, ma una cosa è certa: ho dovuto fare delle denunce, delle segnalazioni alla Consob, dicendo che non ho mai ricevuto offerte».«Questi pensavano di prendere la vacca per le zinne e hanno preso il toro per le palle», commenta Lotito con una metafora piuttosto colorita. «Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce – prosegue il patron biancoceleste –. Non sto scherzando». E poi aggiunge di aver spento il telefono e di aver presentato diverse denunce. Inoltre, Urbano Cairo, racconta alla Commissione, gli avrebbe domandato perché continuasse a esporsi. «Nella vita io sono un combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi – conclude Lotito – I sogni dei tifosi? Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare».Developed by 3x1010