Cina e Corea del Nord aprono il grande ponte sul fiume Yalu rimasto chiuso per 12 anni

Wait 5 sec.

DANDONG — I camion con le bandierine cinesi sono fermi in fila sulle quattro corsie, in attesa del via. Quelli con la bandiera nordcoreana aspettano all’imbocco, sul lato cinese. Sulla strada che domina il fiume Yalu si è assiepata una folla, lungo gli stralli sventolano le insegne dei due Paesi. Così giovedì mattina Cina e Corea del Nord hanno aperto il New Yalu River Bridge, il ponte che collega Dandong, nel nord-est cinese, alla città nordcoreana di Sinuiju: la scena la racconta un inviato di Reuters dalla riva cinese, mentre Xinhua, l’agenzia di Stato cinese, ha riferito di una cerimonia congiunta.Il ponte era pronto dal 2014. Per dodici anni è rimasto chiuso, perché Pyongyang non ha mai completato le strade di raccordo e l’area doganale sul proprio lato. Con l’apertura diventa il più grande valico terrestre tra i due Paesi, e lo diventa mentre le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu del 2017 sono ancora in vigore e mentre i media di Stato nordcoreani, giovedì mattina, non ne avevano ancora dato notizia in patria.La struttura strallata misura poco più di 3 chilometri ed è stata costruita e pagata dalla Cina, per circa 2,2 miliardi di yuan. L’accordo risale al 2010, i lavori sono cominciati nel 2011 e il progetto era nato dalla visita del premier cinese Wen Jiabao a Pyongyang nel 2009. Fino a ieri l’unica traversata era il Ponte dell’Amicizia, 13 chilometri più a monte: due corsie, costruito sotto l’occupazione giapponese tra il 1937 e il 1943, con i camion che passano a senso unico alternato.Sul perché Pyongyang abbia lasciato il nuovo ponte senza raccordi per dodici anni circolano diverse letture, riprese dall’Associated Press: il timore di una dipendenza economica ancora maggiore da Pechino, l’irritazione per il voto cinese a favore delle risoluzioni Onu sul nucleare, un disaccordo sulla collocazione stessa dell’opera. Il Global Times, quotidiano legato al Partito comunista cinese, aveva pubblicato un articolo insolitamente aspro con i residenti di Dandong che si lamentavano dei ritardi. Nei giorni scorsi le dogane cinesi e il ponte avevano mostrato un’attività crescente.Il 98% del commercioNel 2025 l’export cinese verso la Corea del Nord ha toccato 2,3 miliardi di dollari, il massimo da sei anni, con una crescita del 25%. Resta però molto sotto i livelli precedenti all’inasprimento delle sanzioni del 2017. Circa il 98% del commercio estero nordcoreano passa per la Cina.La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, mercoledì, ha definito i due Paesi «vicini amici collegati da monti e fiumi» e il ponte «un’infrastruttura importante per la connettività», che «faciliterà ulteriormente il commercio e gli scambi tra i popoli».Gli analisti sudcoreani frenano. Lim Eul-chul, professore all’Institute for Far Eastern Studies dell’Università Kyungnam, prevede che il ponte «difficilmente porterà a un ritorno immediato e su vasta scala al commercio pre-sanzioni», ma servirà a far passare macchinari pesanti, materie prime ed energia per i progetti di sviluppo del Nord. Kang Jun-young, professore di studi cinesi alla Hankuk University of Foreign Studies di Seul, giudica «improbabile» un aumento rapido degli scambi finché restano le sanzioni: «Pyongyang teme anche un’ondata improvvisa di importazioni cinesi che amplierebbe molto l’influenza di Pechino sul suo mercato interno», e «Pechino conosce bene queste preoccupazioni».L’apertura era attesa dalla visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping a Pyongyang in giugno, la prima dell’anno, con l’incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un — il secondo vertice tra i due in dodici mesi. Arriva poche settimane dopo l’inaugurazione del primo ponte stradale tra Corea del Nord e Russia. Cina e Russia, che fino al 2017 votarono le sanzioni al Consiglio di sicurezza, oggi ne contestano legittimità ed efficacia; Washington e Seul accusano Mosca di fornire a Pyongyang assistenza militare sensibile in cambio del sostegno nella guerra in Ucraina.Sul vecchio Ponte dell’Amicizia, 13 chilometri più a monte, i camion continuano a passare come prima: una direzione alla volta, prima verso Sinuiju e poi verso Dandong.