VZMORE AX9 Max, la recensione: finalmente il Ryzen AI 9 HX 470 dà il meglio di sé in un mini PC

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La confezione del VZMORE AX9 Max si distingue subito da quelle a cui siamo abituati nel mondo dei mini PC. È più grande, più elegante e si apre a scrigno, con una presentazione decisamente più curata della media e coerente con il posizionamento premium del prodotto.Il contenuto, però, resta molto più tradizionale. All'interno troviamo il mini PC, un alimentatore da 120W con relativo cavo di alimentazione, un cavo HDMI, la piastra VESA con le viti di montaggio e un piccolo manuale che illustra le operazioni principali, dallo smontaggio del dispositivo all'installazione dietro un monitor.Quindi cambia soprattutto la presentazione, non la sostanza: la dotazione è completa e permette di iniziare a usare subito il mini PC, senza dover acquistare accessori aggiuntivi per il collegamento a un display o per il montaggio VESA. Processore: AMD Ryzen AI 9 HX 470 (Gorgon Point, 4 nm, 4x Zen 5 + 8x Zen 5c, 12 core / 24 thread, boost fino a 5,2 GHz, cTDP configurabile da 15W a 54W)GPU: AMD Radeon 890M (16 Compute Unit RDNA 3.5, fino a 3100 MHz)NPU: AMD XDNA 2, fino a 55 TOPS dedicati, 86 TOPS complessivi di piattaformaRAM: 32 GB DDR5-5600 SO-DIMM in dual channel, 2x16 GB Micron CT16G56C46S5, espandibile fino a 256 GBStorage: SSD M.2 2280 NVMe PCIe 4.0 da 1 TB, Lexar NQ7A1, più slot M.2 2230 PCIe 4.0 liberoPorte frontali: 4x USB-A 3.2 Gen 2, di cui una con supporto Power Delivery S5, jack audio da 3,5 mmPorte posteriori: 2x USB4 Type-C a 40 Gbps con DisplayPort 2.0 Alt Mode, 1x USB-A 3.2 Gen 2, 1x USB-A 2.0, 2x HDMI 2.1, 2x RJ45 2.5 GbE, ingresso DCPorte laterali: lettore di schede SD 4.0Connettività wireless: Wi-Fi 7 tramite modulo MediaTek MT7925, Bluetooth 5.3Sistema operativo: Windows 11 ProAlimentatore: 120WDimensioni: 135 × 131,8 × 57,7 mmPeso: 777,5 gGaranzia: 3 anni Il VZMORE AX9 Max punta subito su una costruzione più curata della media. La parte superiore e il telaio principale sono in alluminio, con una sensazione di solidità molto convincente e senza flessioni o scricchiolii. La sezione inferiore è invece in plastica, scelta funzionale al sistema di aspirazione dell'aria che caratterizza il design termico. Nel complesso il risultato è premium e ben assemblato, senza punti deboli evidenti. Rispetto ad altri mini PC di fascia alta è un po' più spesso, ma non sembra spazio sprecato. La base è infatti quasi interamente dedicata alla presa d'aria, con una corona di feritoie che corre lungo tutto il perimetro inferiore e alimenta il sistema di raffreddamento interno. L'aria calda viene poi espulsa dalla grande feritoia posteriore. È una soluzione che spiega bene i 57,7 mm di altezza e che, come vedremo più avanti, ha conseguenze molto concrete sulle prestazioni. Esteticamente il design resta abbastanza sobrio, con finitura argentata, angoli arrotondati e alcuni dettagli incisi sui lati che movimentano un po' le superfici. Più vistoso è invece lo scudo VZMORE al centro della parte superiore, decisamente grande e forse non elegantissimo. Considerando però che siamo davanti a un marchio appena nato, è comprensibile la volontà di rendersi riconoscibile al primo colpo d'occhio. La connettività è uno dei punti forti. Sul frontale troviamo quattro USB-A 3.2 Gen 2, molto comode se il mini PC viene tenuto sulla scrivania, insieme al jack audio e al pulsante di accensione. Una USB-C anteriore avrebbe completato meglio il quadro, soprattutto su un prodotto di questa fascia. Sul retro troviamo però una dotazione decisamente ricca, con due USB4 a 40 Gbps, due HDMI 2.1, doppia LAN 2.5 GbE e altre due USB-A. Sul lato c'è anche il lettore di schede SD 4.0, sempre utile su una macchina che strizza l'occhio anche alla produttività creativa. Tra HDMI e USB4, unite alle capacità della Radeon 890M, l'AX9 Max può gestire senza problemi configurazioni multi-monitor anche piuttosto articolate. Meno immediato è invece l'accesso all'hardware interno. Sul fondo ci sono quattro viti, ma sono nascoste sotto piedini in gomma incollati che non sono particolarmente comodi da rimuovere. Tolta la base, ci si trova davanti a una seconda piastra metallica che va smontata a sua volta per raggiungere RAM e storage. Questa piastra è collegata da due cavi delle antenne wireless, quindi va sollevata con un minimo di attenzione, anche se nel nostro esemplare i collegamenti sono ben realizzati e non danno l'impressione di essere fragili. Una volta superato questo passaggio, l'interno appare ordinato e ben organizzato. I due moduli RAM sono facilmente identificabili, così come lo slot M.2 principale e quello aggiuntivo libero. La camera di vapore del sistema V-Cooling non è direttamente visibile da questo lato, proprio perché la zona inferiore è strutturata soprattutto per gestire il flusso d'aria. L'accessibilità non è forse la migliore che abbiamo visto su un mini PC, ma almeno una volta aperto tutto è disposto con criterio. Il BIOS del VZMORE AX9 Max è il classico AMI Aptio che abbiamo già incontrato su diversi mini PC: interfaccia essenziale, poche possibilità di personalizzazione e nessuna particolare ambizione da macchina per smanettoni. Da questo punto di vista il debutto di VZMORE non porta rivoluzioni, anzi il livello di controllo è molto simile a quello visto sui modelli GEEKOM.L'unica voce davvero interessante è Fan Mode, che permette di scegliere tra Silent, Normal e Performance. La nomenclatura però è un po' più ambigua di quanto sembri, perché VZMORE presenta queste modalità come veri e propri profili di potenza, mentre nel BIOS vengono raccolte sotto la gestione della ventola. Per tutti i nostri test abbiamo lasciato il sistema in Normal Mode, abbinandolo in Windows 11 Pro alla modalità Prestazioni ottimali.È una scelta importante da chiarire fin da subito, perché significa che i risultati che vedremo nelle prossime sezioni non sono stati ottenuti spremendo il profilo più aggressivo disponibile. La modalità Performance esiste, ma per la valutazione principale abbiamo preferito mantenere il comportamento standard del sistema, più rappresentativo di quello che userà la maggior parte delle persone ogni giorno. Sul fronte software, invece, VZMORE ha fatto la cosa più sensata possibile: non ha aggiunto nulla. Windows 11 Pro arriva pulito, senza utility proprietarie né bloatware degno di nota. Nessun centro di controllo superfluo, nessuna applicazione duplicata, nessun servizio inutile in esecuzione automatica. Per una macchina di questo tipo è esattamente quello che serve. È qui che il VZMORE AX9 Max comincia davvero a distinguersi. Per capire quanto, il confronto più interessante è con il GEEKOM A9 Max 2026, che utilizza praticamente la stessa piattaforma: Ryzen AI 9 HX 470 e Radeon 890M. Cambiano però due elementi fondamentali. Il GEEKOM utilizza un singolo modulo RAM da 32 GB, mentre il VZMORE monta due moduli da 16 GB in dual channel; inoltre, come vedremo meglio parlando di consumi, sull'AX9 Max il processore riesce a mantenere una potenza sensibilmente superiore sotto carico. Il risultato più eloquente arriva da Cinebench 2024. Il single core è identico, 120 punti su entrambe le macchine, ma nel multi core il VZMORE raggiunge 1.221 punti contro 777, un incremento di circa il 57%. È una differenza enorme considerando che stiamo parlando dello stesso processore, e mostra quanto possano incidere configurazione energetica e capacità del sistema di raffreddamento quando tutti i core vengono messi sotto pressione.La situazione si ripete, con proporzioni meno estreme, in Geekbench 6. L'AX9 Max totalizza 2.998 punti in single core e 15.679 in multi core, contro rispettivamente 2.922 e 12.340 del GEEKOM. Il vantaggio in multi core è quindi di circa il 27%. Ancora più interessante il risultato OpenCL della Radeon 890M, che passa da 33.720 a 43.820 punti, quasi il 30% in più. Qui il dual channel fa esattamente quello che ci aspettavamo: una GPU integrata utilizza la RAM di sistema anche come memoria video e raddoppiare i canali disponibili significa offrirle molta più banda con cui lavorare.Anche PCMark 10 Extended racconta una storia simile. Il VZMORE raggiunge 8.941 punti complessivi, contro i 7.400 del GEEKOM, con 11.098 punti in Essentials, 17.157 in Productivity, 12.113 in Digital Content Creation e 7.491 nel sottotest Gaming. Non si tratta quindi soltanto di numeri ottenuti in un carico CPU artificiale: il vantaggio emerge anche in un benchmark che combina navigazione, produttività, creazione di contenuti e accelerazione grafica.C'è poi un confronto ancora più curioso. L'ASUS NUC 16 Pro rimane il mini PC più potente che abbiamo provato complessivamente, con un Core Ultra X7 358H configurato fino a 80W e un prezzo sensibilmente superiore. Eppure in Cinebench 2026 l'AX9 Max riesce addirittura a superarlo nel test multi thread: 4.997 punti contro 4.905. Nel single thread il VZMORE si ferma a 493 contro i 514 dell'ASUS, mentre in Geekbench 6 i due restano relativamente vicini: 15.679 contro 16.532 punti nel multi core. Il NUC mantiene invece un vantaggio netto sul fronte grafico, dove la sua Intel Arc B390 raggiunge 54.333 punti OpenCL contro i 43.820 della Radeon 890M.L'unico componente che non fa gridare al miracolo è l'SSD. Il Lexar NQ7A1 PCIe 4.0 da 1 TB raggiunge circa 6.012 MB/s in lettura e 4.944 MB/s in scrittura sequenziale. Sono valori assolutamente adeguati a una macchina di fascia alta e nell'uso quotidiano non rappresentano alcun collo di bottiglia, ma non sono superiori a quelli del GEEKOM e rimangono inevitabilmente lontani dal velocissimo SSD PCIe 5.0 montato sul NUC 16 Pro.Nel complesso, però, il risultato è difficile da ignorare: VZMORE sta ottenendo molto di più da un hardware che avevamo già provato altrove. E il fatto che tutti questi test siano stati eseguiti con il BIOS impostato su Normal Mode rende il quadro ancora più interessante. È nel gaming che il vantaggio del VZMORE AX9 Max diventa ancora più evidente. I numeri di 3DMark lo anticipano bene: 4.151 punti in Time Spy, 9.037 in Fire Strike e 33.154 in Night Raid, contro rispettivamente 2.327, 5.105 e 20.040 punti del GEEKOM A9 Max 2026. Il salto è enorme considerando che entrambi utilizzano la stessa Radeon 890M. La differenza principale è che qui la GPU può contare su 32 GB di DDR5-5600 in dual channel, quindi su una banda di memoria decisamente superiore. La prova più significativa resta però Cyberpunk 2077. In Full HD, con preset Medio, AMD FSR 3.1 Frame Generation e FidelityFX Super Resolution 3.0 su Prestazioni, abbiamo registrato una media di 110,74 fps. Alzando il preset su Alta si scende a 76,39 fps, mentre con il profilo Steam Deck la media si assesta a 81,85 fps. Sono numeri che trasformano completamente l'esperienza rispetto al GEEKOM A9 Max 2026, che nelle nostre prove si fermava a 42 fps con preset Medio e FSR su Prestazioni, e a 23 fps con qualità Alta. Qui Cyberpunk non è semplicemente avviabile: è realmente giocabile con una fluidità che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata improbabile per una GPU integrata. Anche Forza Horizon 6 conferma quanto detto finora. In Full HD, preset Alta e AMD FSR 4.1.1 su Bilanciata, abbiamo ottenuto 49 fps di media; scendendo al preset Bassa si sale a 70 fps. Sul GEEKOM, con impostazioni più conservative, avevamo registrato 36 fps a qualità Bassa con FSR Ultra Performance e 29 fps a qualità Media con FSR Prestazioni. Anche qui il divario è troppo ampio per essere liquidato come semplice variabilità tra test. Abbiamo provato anche Minecraft Dungeons II, appena uscito e tecnicamente molto meno pesante rispetto agli altri due titoli, ma comunque utile per capire il comportamento della GPU in uno scenario più realistico per un mini PC. In Full HD con dettagli Ultra gira attorno ai 50 fps di media, senza richiedere compromessi particolari sulle impostazioni.Il punto, insomma, è abbastanza chiaro: la Radeon 890M non è cambiata, ma qui viene messa nelle condizioni giuste per lavorare. Dual channel e maggiore margine energetico fanno una differenza enorme, e il risultato è un mini PC che può essere usato anche per giocare seriamente in Full HD, sfruttando FSR e Frame Generation quando disponibili. È qui che il sistema V-Cooling dimostra di non essere soltanto una voce qualsiasi nella scheda tecnica. Abbiamo stressato il VZMORE AX9 Max per oltre 40 minuti con Prime95 e FurMark 2 in esecuzione contemporaneamente, mantenendo Windows su Prestazioni ottimali e il BIOS in modalità Normal. In queste condizioni la CPU ha lavorato con una potenza media di circa 53,5W, con un picco iniziale intorno ai 65W, mentre la temperatura media si è fermata a circa 78°C e il massimo registrato è stato di 92,4°C. Soprattutto, non abbiamo rilevato thermal throttling. È un risultato importante anche in relazione al GEEKOM A9 Max 2026, che con lo stesso Ryzen AI 9 HX 470 lavorava a regime intorno ai 45W. Qui il processore dispone quindi di un margine energetico sensibilmente superiore e, alla luce dei benchmark, riesce effettivamente a sfruttarlo. La camera di vapore e il sistema di aspirazione dal fondo sembrano fare esattamente ciò per cui sono stati progettati: consentire alla piattaforma di sostenere più potenza senza trasformare il mini PC in un piccolo fornetto da scrivania. Abbiamo provato anche la modalità Performance del BIOS. In questo caso il comportamento diventa più aggressivo: la ventola lavora stabilmente a un regime più elevato, la CPU può superare più frequentemente i 55W e abbiamo registrato un picco intorno ai 78,5W, con temperature che possono arrivare fino a 100°C. La potenza media, però, resta comunque vicina ai 55W, quindi il guadagno non è proporzionato all'aumento di rumore e stress termico.Per questo motivo abbiamo eseguito tutti i benchmark in Normal Mode. Le prestazioni sono già molto elevate, le temperature rimangono sotto controllo e la rumorosità sotto carico è più che sopportabile, anzi inferiore a quella di diversi mini PC che abbiamo provato nella stessa fascia. Nell'uso quotidiano la ventola rimane discreta e non ha la fastidiosa tendenza a salire continuamente di giri per carichi banali.La modalità Performance resta quindi a disposizione di chi vuole spremere ogni ultimo punto nei benchmark o in carichi molto specifici. Nell'uso reale, però, Normal è chiaramente il profilo più equilibrato: offre quasi tutto il potenziale della macchina senza pagarlo con temperature e rumore sensibilmente più elevati. Nell'uso di tutti i giorni il VZMORE AX9 Max si comporta esattamente come ci si aspetterebbe da una macchina di questa fascia: Windows 11 Pro è sempre fluido e reattivo, il multitasking non mette mai realmente in difficoltà il sistema e anche con diverse applicazioni aperte contemporaneamente la risposta resta immediata. Lo abbiamo usato anche per qualche carico creativo concreto, montando un video verticale in 4K con Adobe Premiere Pro e lavorando con Lightroom Classic e Photoshop. Se la cava bene, anche nei tempi di esportazione, purché si rimanga su progetti di complessità moderata. Non è la macchina giusta per lavorare ogni giorno con flussi video ad altissimo bitrate o per elaborare in batch grandi quantità di RAW pesanti, ma per un utilizzo creator leggero o intermedio non obbliga a compromessi particolarmente fastidiosi. I 32 GB di RAM sono più che sufficienti per questo tipo di utilizzo. Con Premiere Pro, Microsoft Edge, Riproduttore Multimediale, Foto di Windows e diversi processi secondari attivi siamo arrivati a circa 19 GB occupati, con ancora 8 GB disponibili. La scelta dei due moduli da 16 GB è perfetta per spremere subito tutta la banda disponibile grazie al dual channel, ma ha anche un rovescio della medaglia: per passare a 64 GB sarebbe necessario sostituirli entrambi con due moduli da 32 GB. Da questo punto di vista la soluzione scelta da alcuni concorrenti, come GEEKOM con un singolo banco da 32 GB, penalizza di più le prestazioni nell'immediato ma rende un eventuale upgrade futuro meno costoso. Non abbiamo eseguito test specifici sull'intelligenza artificiale locale, ma sappiamo già quanto questo tipo di mini PC possa essere interessante in quell'ambito. In un precedente esperimento avevamo trasformato un GEEKOM IT13 Max con 24 GB di memoria in una workstation AI locale basata su Ubuntu, llama.cpp e Qwen 2.5 7B, ottenendo un sistema pienamente utilizzabile per analisi di testi e documenti in locale. L'AX9 Max parte da una base hardware più favorevole, con più RAM e una NPU da 55 TOPS, quindi sulla carta offre margini ancora maggiori per scenari simili.Anche sul fronte della connettività non abbiamo riscontrato problemi: Wi-Fi, Bluetooth, rete cablata, standby e riattivazione si sono comportati in modo stabile. Abbiamo inoltre utilizzato contemporaneamente un monitor QHD e uno WQHD, senza anomalie o limitazioni evidenti.In definitiva, non sfigura affatto come PC principale. Tutto dipende dal tipo di lavoro che si vuole fare: per produttività avanzata, multitasking, sviluppo, lavoro d'ufficio, editing leggero e gaming in Full HD ha potenza da vendere. Solo quando si entra davvero nel territorio delle workstation dedicate, con carichi creativi estremamente pesanti o dataset molto grandi, iniziano a emergere i limiti naturali di un mini PC con grafica integrata. Il VZMORE AX9 Max ha un prezzo di listino di 1.549€ nella configurazione con 32 GB di RAM e SSD da 1 TB. Utilizzando il nostro codice coupon AX9SMARTW, valido sia sul sito ufficiale sia su Amazon Italia, si ottiene però uno sconto del 15%, che porta il prezzo a circa 1.316€. Non è una cifra bassa in assoluto, ma il contesto conta parecchio. Il GEEKOM A9 Max 2026, che utilizza lo stesso Ryzen AI 9 HX 470 e la stessa Radeon 890M, al momento della nostra recensione partiva da 1.699€ e scendeva a circa 1.563€ con coupon. Oggi, durante il Prime Day, si trova intorno ai 1.471€ senza coupon. L'ASUS NUC 16 Pro, invece, nella configurazione che abbiamo provato si posiziona attorno ai 2.000€ o anche oltre, a seconda dell'allestimento.In altre parole, l'AX9 Max non è economico, ma offre un rapporto tra prestazioni, dimensioni e dotazione davvero competitivo. Costa meno del GEEKOM pur riuscendo a sfruttare meglio lo stesso processore, grazie al dual channel e a un sistema termico più efficace, e si avvicina in diversi benchmark a un NUC sensibilmente più costoso.A circa 1.300€ non lo definiremmo un best buy in senso assoluto, perché siamo comunque in una fascia premium. Se però l'obiettivo è avere una macchina molto potente in uno chassis ultra compatto, con buona espandibilità, connettività completa, rumorosità contenuta e prestazioni CPU/GPU di alto livello, allora il VZMORE AX9 Max è senza dubbio una delle scelte più interessanti della categoria.A completare il quadro ci sono 3 anni di garanzia, spedizione da magazzino europeo, reso entro 30 giorni e disponibilità anche su Amazon Italia, tutti elementi che rendono l'acquisto meno rischioso rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da un marchio nato solo quest'anno. Il sample per questa recensione è stato fornito da VZMORE, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.L'articolo VZMORE AX9 Max, la recensione: finalmente il Ryzen AI 9 HX 470 dà il meglio di sé in un mini PC sembra essere il primo su Smartworld.