Trump attacca Zelensky sui raid alle raffinerie russe: «Una vergogna, è più difficile di Putin»

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Aggiornato alle 06:29WASHINGTON — Donald Trump ha risposto ai droni di Kiev davanti alle telecamere di Newsmax. «Penso che sia una vergogna. Ci sono tantissimi altri obiettivi che si possono colpire», ha detto il presidente degli Stati Uniti giovedì sera dalla Casa Bianca, in un’intervista alla rete conservatrice, a proposito della ripresa degli attacchi ucraini alle raffinerie russe. E poi: «Trovo Zelensky più difficile da trattare di Putin». Il presidente ucraino aveva posto la domanda poche ore prima, al Financial Times: da che parte sta Washington? «Fa male quando il presidente Trump sceglie una parte, non la nostra».Ventiquattr’ore dopo che Volodymyr Zelensky aveva dichiarato finita la tregua sulle raffinerie e i droni avevano colpito l’impianto di Rjazan, il presidente americano fa propria la protesta di Mosca e dice del suo alleato: «Non è una brava persona con cui trattare. Non vuole un accordo. Dice di volerlo, ma non lo vuole. No, non sono un grande fan di Zelensky». Secondo Newsmax ha anche chiesto che in Ucraina si tengano elezioni. Succede a meno di 3 settimane dal voto di metà mandato, con il gasolio americano ai prezzi più alti di sempre.Perché proprio le raffinerie? Trump lo ha spiegato in termini di mercato. «Quando spari alle raffinerie dove si produce il diesel, di cui abbiamo bisogno noi e il mondo, non si rende un buon servizio al mondo», ha detto. «Se mi dite che Zelensky sta di nuovo sparando alle raffinerie, tutto quello che fa è alzare il prezzo mondiale del petrolio». Sabato aveva ammesso lui stesso di aver chiesto a Kiev la sospensione perché il carburante negli Stati Uniti costa troppo e a novembre si rinnova il Congresso. La guerra, ha aggiunto, «dovrebbe finire presto», perché «entrambi vorrebbero vederla finita», anche se «Putin odia Zelensky e Zelensky odia Putin».Perché Kiev ha rotto la tregua? «Il blocco è finito. Abbiamo chiuso», ha detto Zelensky al Financial Times nell’intervista pubblicata giovedì. La «tregua energetica» l’aveva annunciata Trump domenica 11 ottobre; l’Ucraina si è fermata per 3 giorni, mentre Mosca ha continuato a bombardare la rete elettrica e i depositi ucraini. Fermare i colpi all’energia russa, ha aggiunto il presidente ucraino, incoraggerebbe nuovi accordi energetici tra Washington e Mosca. Si fermerà di nuovo, ha detto, solo in cambio di altri intercettori Patriot, «il minimo».Il colpo che ha chiuso la pausa è arrivato nella notte di giovedì sulla raffineria Rosneft di Rjazan, 180 chilometri a sud-est di Mosca, che vale il 5% della capacità di raffinazione russa e rifornisce di carburante la capitale. Il governatore della regione, Pavel Malkov, ha parlato su Telegram di un «massiccio attacco di droni» e di un incendio nell’area dell’impianto, senza feriti; nei distretti vicini sono rimasti chiusi per la giornata 14 scuole e 25 asili. Il ministero della Difesa russo attribuisce le fiamme ai detriti dei 69 droni abbattuti sulla raffineria. Un alto funzionario ucraino ha confermato il colpo all’Associated Press.Il buio su StarlinkChi ha spento i satelliti? È la domanda su cui le due capitali si contraddicono apertamente. Zelensky sostiene che, nonostante l’adesione alla tregua, Kiev si è vista negare l’abituale intelligence occidentale sui lanci balistici russi e limitare l’uso dei terminali Starlink, la rete satellitare di Elon Musk impiegata dall’esercito ucraino. Durante l’attacco russo di mercoledì, ha detto, le forze ucraine sono rimaste senza allarme precoce americano e hanno visto i missili solo in avvicinamento. L’interruzione, secondo lui, «è stata una volontà», non un guasto tecnico.La Casa Bianca nega di aver sospeso la condivisione di intelligence. Una fonte ha detto alla Cnn che l’Ucraina è rimasta senza intercettori Patriot. Il ministro della Difesa britannico ha riferito di aver accolto con favore, insieme al segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, il ripristino di Starlink, senza discuterne le cause. «È un peccato che stiamo perdendo un partner forte», ha detto Zelensky al programma di Piers Morgan. Al Financial Times ha aggiunto: «Ma ci sta bene che lui stia nel mezzo».E Mosca? Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov sostiene che l’Ucraina non ha mai smesso di colpire le raffinerie e che i raid sull’energia russa contraddicono gli sforzi di pace americani. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha definito gli attacchi agli impianti petroliferi «una sfida diretta e rozza al presidente Trump». Vladimir Putin ha annunciato ritorsioni.La licenza sul dieselChe cosa c’entra il diesel? Venerdì 9 ottobre Trump aveva annunciato su Truth Social, dopo una telefonata con Putin, l’intesa per il rilascio «immediato» di centinaia di migliaia di tonnellate di gasolio russo. Lo stesso giorno l’ufficio sanzioni del Tesoro americano ha emesso una licenza temporanea che autorizza vendita e importazione di diesel russo fino al 7 aprile 2027 — la prima, dall’inizio della guerra, a superare la finestra standard di 30 giorni. Lunedì il presidente ha rivendicato: «Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano. Sempre, America First!».Le critiche sono arrivate da entrambi i partiti. Il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal ha parlato di una mossa «direttamente contraria all’intento del Congresso» nella legge bipartisan sulle sanzioni, firmata da Trump un mese prima. Zelensky ha definito la decisione «debole, da parte di partner forti» e, in una telefonata al sito americano Axios, «non giusta e non onesta», simile a «un regalo di compleanno» per Putin. Interpellato più volte dai cronisti, Trump non ha commentato e si è detto contento dell’accordo. Il G7 rilascerà 100 milioni di barili di riserve di diesel in 4 mesi.Che cosa fa l’Europa? Zelensky ha passato giovedì a Bruxelles, dove ha incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte per parlare di intercettori antibalistici e munizioni per gli F-16, e ha visto i leader europei alla vigilia del vertice Ue di oggi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito «cruciale» che l’Ucraina riceva «tutti i mezzi necessari per proteggersi»; il premier polacco Donald Tusk ha scritto: «Cari amici ucraini, presidente Zelensky, non siete soli». Il Regno Unito si è impegnato ad accelerare le consegne di difesa aerea.Sul fronte dei satelliti, l’Unione discute l’accesso militare ucraino a Govsatcom, il programma europeo di comunicazioni governative sicure, con capacità aggiuntive possibili a inizio 2027. Bruxelles non promette un equivalente di Starlink. «Tutti noi in Europa vogliamo che questa guerra finisca», ha scritto Zelensky lasciando i colloqui. «Perché accada servono segnali forti: più pressione reale sulla Russia e più sostegno alla difesa dell’Ucraina».