SpaceX limita la velocità dei terminali Starlink dell’esercito ucraino: fermi i droni che abbattono gli Shahed russi

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KIEV — Cento miglia all’ora, 160 chilometri: è il limite di velocità che SpaceX ha imposto, nella notte fra martedì e mercoledì, ai terminali Starshield in uso alle forze ucraine. Sopra quella soglia la connessione cade. Nessun preavviso: i reparti se ne sono accorti prima dai problemi di collegamento, poi dalla risposta dell’assistenza clienti dell’azienda di Elon Musk, ricostruisce la CNN da Kiev.Starshield è la versione militare di Starlink, costruita da SpaceX ma di proprietà del governo americano e fornita a Kiev con un contratto del Pentagono valido fino al maggio 2027. Il blocco ha colpito i droni intercettori, fra i pochi strumenti efficaci contro gli Shahed a reazione russi, che dipendono da quella connessione per inseguire il bersaglio. Il 7° Corpo d’assalto aereo ucraino ha riferito che alcune missioni «hanno dovuto essere annullate». Mercoledì pomeriggio la connettività è tornata fino a 160 km/h; il tetto resta, e Kiev chiede di toglierlo del tutto.Serhii Beskrestnov, consigliere di Zelensky per le comunicazioni militari, lo ha scritto su Telegram: «Confermo che SpaceX ha introdotto un limite di velocità per i terminali in movimento la notte scorsa. Le nostre forze non hanno ricevuto alcun avvertimento». Per lui il blocco «non è una coincidenza» ed è «legato all’attuale situazione politica». L’incaricato d’affari ucraino a Washington, Denys Sienik, ha confermato le restrizioni: «Starshield è una tecnologia salvavita».Musk ha risposto su X spostando la responsabilità: «I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo degli Stati Uniti. Ogni limite di velocità o di uso è deciso dall’esercito americano e in ultima istanza dal presidente». Starlink, ha aggiunto, resta «limitato ad attività civili o difensive», perché un uso offensivo «sarebbe inappropriato per un’azienda commerciale». Non ha detto chi abbia autorizzato la restrizione né perché. In un altro post, sotto l’intervista di Zelensky a Piers Morgan, ha scritto: «Questo massacro continuerà. È ora che Zelensky se ne vada».Due funzionari americani, sentiti dalla CNN, sostengono che la limitazione non sia stata una scelta politica di alto livello. Casa Bianca, Pentagono e SpaceX non hanno risposto alle richieste di commento. Il senatore repubblicano Thom Tillis ha chiesto pubblicamente a Musk di confermare che le interruzioni «non fossero intenzionali».Zelensky: «Moriranno persone»Zelensky, nell’intervista diffusa mercoledì, ha detto di sentirsi tradito da Trump e ha definito il blocco «un grande errore»: «Moriranno persone, ovviamente, se gli attacchi continueranno e se Starlink non funzionerà». Poi, da Londra, dopo l’incontro con il primo ministro britannico Andy Burnham: «È chiaro che i russi stanno cercando di sfruttare i problemi di Starlink, perché i droni intercettori dipendono molto da questa connessione». Nelle stesse ore contava 124 droni russi nella notte e altri 145 durante il giorno. Londra ha annunciato la consegna accelerata di missili antidrone per 45 milioni di sterline.Il limite di velocità colpisce esattamente i mezzi che oggi contano di più per Kiev, nei giorni in cui i rapporti con Washington sono già tesi sull’intelligence. Il 13 ottobre 39 missili balistici russi hanno colpito Kiev e Kharkiv senza che gli ucraini ricevessero l’allarme. Trump, ai cronisti, ha negato uno stop alla condivisione: «No, non l’abbiamo fatto. Li stiamo aiutando. Vogliamo che la guerra finisca». Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha confermato che la cooperazione continua e ha attribuito il ritardo dell’allarme al tipo di arma usata, non a un’interruzione. Zelensky ha però detto al Financial Times che la sospensione degli attacchi alle raffinerie russe, concessa su richiesta americana, è finita: «Abbiamo chiuso».Il ministero della Difesa ucraino è in contatto con Stati Uniti, SpaceX e alleati Nato e sta provando canali di comunicazione di riserva. Un equivalente europeo di Starlink oggi non esiste. A chiedere la rimozione del limite è Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa, lo stesso che il 26 febbraio 2022, da ministro della Trasformazione digitale, chiese Starlink a Musk su X e ottenne risposta in giornata: servizio «attivo in Ucraina», terminali «in arrivo».Mercoledì Fedorov ha ringraziato Musk per il «continuo sostegno» e ha aggiunto una riga: «Rimuovere del tutto il limite di velocità di Starshield è adesso cruciale per la difesa dell’Ucraina».