Oltre 200 sperimentatori riuniti per confrontarsi sugli studi clinici attivi, scambiarsi conoscenze, fare rete. A Bologna Palazzo Re Enzo ospita AZ Impact, l’investigator’s meeting di AstraZeneca. Un’occasione per “ascoltare la voce dei nostri centri, dando vita a un momento di scambio e contribuendo a formare una comunità scientifica sempre più forte e compatta”, spiega a LaSalute di LaPresse Paola Trogu, direttore della ricerca clinica del gruppo. L’impatto della ricerca sulla salute “A volte la ricerca può sembrare qualcosa di astratto, invece ha risvolti concreti nella vita delle persone”, sottolinea Raffaella Fede, direttore medico di AstraZeneca. “Negli ultimi 25 anni la mortalità per tutte le malattie è diminuita del 31%, mentre quella per le patologie croniche è scesa del 41%”, aggiunge. E se nel 2007 i farmaci disponibili per le malattie rare erano appena 7, oggi sono 275. La vista da Palazzo Re Enzo a BolognaUn asset strategicoLa ricerca clinica è anche un asset strategico per il Paese: “Accelera il trasferimento di conoscenze, consente ai pazienti l’accesso precoce alle terapie, crea competenze e posti di lavoro qualificati”, dice ancora il direttore medico di AstraZeneca. “Per ogni euro investito in ricerca dalle imprese farmaceutiche si ha un beneficio economico di tre euro per il Servizio sanitario nazionale”.Il ruolo di AstraZenecaAstraZeneca, d’altra parte, gioca un ruolo da protagonista nella ricerca: “Siamo primi in Italia per studi clinici in corso, al momento sono circa 170”, informa Fede. Sono invece oltre 4.450 i pazienti coinvolti nei trial. Su un fatturato globale di 58,7 miliardi di dollari poco meno di un quarto (24%) è investito in ricerca (14,2 miliardi). “Sentiamo la responsabilità di gestire questa enorme massa di studi clinici per fare rete, condividendo le competenze globali a favore della ricerca in Italia”, evidenzia Trogu. Gli investimenti in ricerca e sviluppo Nel 2025 in Italia sono stati investiti 2,5 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, facendo segnare un +54% rispetto a cinque anni fa. Il 64% di queste risorse è destinato agli studi clinici. Nel triennio 2022-24, inoltre, il nostro Paese si è posizionata al quarto posto in Europa per numero di sperimentazioni cliniche, dietro Spagna, Francia e Germania. Le criticità della ricerca italiana Sono tanti però i problemi che affliggono la ricerca italiana, non ultimo quello relativo ai tempi per l’attivazione dei trial. “In Italia il tempo medio per l’arruolamento del primo paziente in uno studio è di 148 giorni, ben 36 in più rispetto alla Spagna, con una perdita di valore stimata in 180 milioni di euro per il triennio 2022-2025”, chiarisce Trogu. Se la Spagna è in pole position è anche perché può contare su “una rete diffusa di centri di ricerca”, fa notare Nicola Montano, presidente della Società italiana di medicina interna. Nel Paese iberico, così come in altri Stati europei, “esiste una sola società scientifica per disciplina – prosegue Montano – Questo consente una migliore mappatura del territorio e la formazione di una rete che non è appannaggio solo degli Irccs e dei grandi centri universitari, come spesso accade da noi”. Per Luca De Nicola, ordinario di Nefrologia all’Università Luigi Vanvitelli di Napoli e presidente della Società italiana di nefrologia, “c’è una grossa criticità legata alla carenza di risorse”, un problema che si riflette anche nella formazione degli specialisti, con una quota significativa di borse che resta non assegnata. “Viene a mancare la forza lavoro per condurre gli studi clinici: dobbiamo trovare persone motivate che credano nella ricerca anche come opzione terapeutica”, rimarca De Nicola. Sviluppare il pensiero critico “In ambito sanitario la ricerca viene spesso considerata ancillare rispetto all’attività clinica, invece è una delle colonne portanti del sistema”, conclude Montano. “La ricerca crea valore per i pazienti, fornendo risposte ai loro bisogni insoddisfatti. E poi sviluppa il pensiero critico: nell’epoca della pervasività dell’intelligenza artificiale ne abbiamo davvero bisogno”.Questo articolo Ricerca clinica, le sfide dell’Italia per non perdere terreno in Europa proviene da LaPresse