La scarpa indossata dall’assassino di Chiara Poggi sarebbe stata una taglia 40, e non una 42 come ipotizzato finora. È una delle conclusioni più significative delle consulenze depositate oggi, venerdì 16 ottobre, dalla difesa di Andrea Sempio nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Garlasco. Un risultato che, secondo i legali, escluderebbe la compatibilità dell’impronta con il numero di scarpe dell’indagato, che ha sempre dichiarato di calzare il 44. Ma che metterebbe in discussione anche la corrispondenza con il 42 attribuito alle scarpe Frau di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio.Garlasco, la consulenza della difesa: “L’impronta è compatibile con una scarpa numero 40”A sostenere questa ricostruzione sono i consulenti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis, che hanno condotto una nuova analisi delle impronte rinvenute nella villetta di via Pascoli, dove Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007. Gli esperti hanno esaminato complessivamente 25 tracce, o gruppi di tracce, riconducibili a una stessa tipologia di suola caratterizzata da un disegno a tasselli ovali o circolari, la cosiddetta suola a pallini. Attraverso acquisizioni tridimensionali e sovrapposizioni digitali, i consulenti hanno confrontato in particolare la traccia numero 6, individuata sul pavimento del bagno, con un modello ricostruito in scala.“L’acquisizione tridimensionale dei campioni e la sovrapposizione digitale con la ‘traccia 6’ e con il modello prototipato in scala hanno permesso di verificare che l’impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 piuttosto che con la taglia 42”, si legge nelle conclusioni della relazione, riportate da Adnkronos e ANSA. Una valutazione che, nella ricostruzione difensiva, allontanerebbe dall’impronta sia Sempio sia Stasi. Si tratta tuttavia delle conclusioni dei consulenti di parte, che dovranno essere valutate nell’ambito del procedimento.L’avvocato Taccia: “Nell’impronta 33 non c’è sangue”La difesa interviene anche su un altro degli elementi al centro della nuova indagine, la cosiddetta impronta 33. Uscendo dal Tribunale di Pavia, dove ha depositato alcuni video relativi agli esperimenti giudiziari condotti negli ultimi mesi, l’avvocato Angela Taccia ha ribadito la posizione dei legali di Sempio. “Nell’impronta 33 non c’è sangue“, ha dichiarato, aggiungendo che la difesa sarebbe disponibile ad affrontare la questione anche attraverso un incidente probatorio. “Non abbiamo nessun problema ad affrontare in un incidente probatorio la questione dell’impronta 33, così elimineremmo anche questa incertezza. Per noi in quell’impronta non c’è sangue, abbiamo fatto e ripetuto gli accertamenti scientifici in maggior numero rispetto anche a quelli della Procura”.Taccia ha inoltre spiegato che le consulenze difensive sono state depositate telematicamente dallo studio dell’avvocato Liborio Cataliotti, mentre lei stessa ha consegnato su un hard disk alcuni video che, per le dimensioni dei file, non era riuscita a caricare sul portale.Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi: “Non identifica Andrea Sempio”Un altro passaggio centrale delle consulenze riguarda il materiale genetico individuato sui margini ungueali della vittima. Anche su questo fronte gli esperti della difesa contestano le conclusioni dell’accusa. Secondo la relazione firmata da Carlo Previderé e Pierangela Grignani, il profilo genetico maschile rilevato non consentirebbe di identificare Andrea Sempio come la persona dalla quale proviene il materiale. “L’aplotipo Y identifica un lignaggio paterno e non una persona. Nessun dato consente di stabilire come e quando il materiale si sia depositato“, si legge nelle conclusioni. I consulenti sottolineano inoltre che non sarebbe possibile determinare se il Dna sia stato trasferito attraverso un contatto diretto oppure indirettamente, per esempio mediante un oggetto.Per questa ragione chiedono che venga considerato lo stesso ventaglio di spiegazioni alternative già contemplato per il profilo parziale e misto rinvenuto sull’anulare della mano sinistra della vittima, quello indicato come “ignoto 2” e mai attribuito a una persona.Le intercettazioni e le prossime mosse della difesaNella giornata di oggi l’avvocato Taccia ha anche ascoltato ulteriori intercettazioni, che ha definito “non rilevanti”, pur precisando che alcuni elementi potrebbero contribuire a contestualizzare meglio le questioni esaminate dagli investigatori negli ultimi mesi. La difesa valuterà se chiedere copia delle registrazioni ritenute significative, sottoporle a un consulente informatico ed eventualmente presentare una memoria integrativa. Con il deposito delle nuove relazioni tecniche, i legali di Sempio puntano dunque a contestare alcuni degli elementi scientifici sui quali si concentra l’inchiesta della Procura di Pavia: dalla misura delle impronte delle scarpe alla presenza di sangue nell’impronta 33, fino all’interpretazione del Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi. Questioni sulle quali rimane aperto il confronto tra accusa e difesa, in attesa delle successive decisioni giudiziarie. L'articolo Garlasco, i legali di Sempio sono certi: “La scarpa del killer è una taglia 40”. Non può essere di Andrea. Ma neanche di Stasi… proviene da Nicolaporro.it.