La serratura che si apre con il volto e con le vene del palmo: recensione SwitchBot Lock Ultra Max

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Dispositivi come SwitchBot Lock Ultra Max servono ad automatizzare una serratura tradizionale senza sostituire cilindro o porta. La serratura viene montata all'interno, sopra il meccanismo esistente, e gira fisicamente la chiave o il pomello al posto nostro. Il vantaggio è poter aprire e chiudere senza usare le chiavi, sfruttando smartphone, riconoscimento biometrico, tastierino, comandi vocali e automazioni.Il punto, però, non è soltanto evitare di cercare le chiavi in tasca. Una serratura smart permette anche di controllare lo stato della porta da remoto, ricevere notifiche, gestire gli accessi di altre persone e automatizzare apertura e chiusura. Il tutto mantenendo, nel caso di SwitchBot, la serratura originale e quindi anche la possibilità di utilizzare la chiave fisica quando serve.Nel caso di SwitchBot, un dispositivo come Lock Ultra Max si inserisce all'interno di un ecosistema che può ospitare telecamere di sicurezza, lampade (come la plafoniera smart che abbiamo recensito ultimamente), robot aspirapolvere, depuratore, sistemi di automazione per aprire le tende e tantissimo altro. Di conseguenza si possono combinare i comportamenti di più dispositivi domotici in base a ciò che accade a casa. Un esempio banale? Aprite la porta di casa e si accende il lampadario e il depuratore per accogliervi. Il bundle che abbiamo ricevuto è lo SwitchBot Lock Ultra Max Vision Pro Combo, composto da Lock Ultra Max, Keypad Vision Pro e Hub Mini Matter, insieme alla consueta dotazione di staffe, adattatori, supporti e accessori necessari per adattare la serratura alle diverse porte compatibili. La filosofia di installazione non cambia rispetto alla precedente Lock Ultra: resta una soluzione retrofit, quindi non serve sostituire il cilindro né forare la porta. Chi parte da zero deve comunque prestare attenzione al tipo di serratura, scegliere l'adattatore corretto e seguire con calma i tutorial di SwitchBot, perché fra staffe, pomelli e configurazioni possibili è facile trasformare mezz'ora di lavoro in una giornata di ingiurie verso ignoti.Nel nostro caso, però, il passaggio dalla generazione precedente è stato praticamente immediato. Abbiamo rimosso la vecchia Lock Ultra, montato staffa e pomellino nuovi e reinstallato tutto seguendo esattamente gli stessi passaggi. L'intera operazione, compresi pairing e calibrazione, ha richiesto meno di mezz'ora, e buona parte del tempo è servita più a smontare la vecchia serratura che a montare quella nuova. Anche il sistema di fissaggio resta sostanzialmente identico. Abbiamo utilizzato l'adesivo solo sulla staffa, scegliendo di non applicarlo anche nella parte inferiore della serratura, senza riscontrare problemi di stabilità. Il Keypad Vision Pro mantiene inoltre le stesse dimensioni e lo stesso sistema di montaggio del precedente Vision: abbiamo infatti riutilizzato direttamente la vecchia staffa. Cambia soltanto leggermente la tonalità, ora più chiara e tendente al grigio.Pairing e calibrazione sono filati lisci, e sulla nostra serratura la compatibilità è rimasta perfetta. Per chi arriva da Lock Pro o Lock Ultra, insomma, l'upgrade è molto più semplice che partire da zero. A livello di ingombri, SwitchBot Lock Ultra Max è praticamente identica alla Lock Ultra, ma si vede che il lavoro si è concentrato sulle finiture. Anche il modello precedente utilizzava già l'alluminio, però qui il tappo frontale che nasconde le batterie e la manopola sono stati rifiniti meglio, con scanalature decorative che rendono l'insieme più curato. La nuova colorazione champagne, poi, sulla nostra porta bianca risulta decisamente più elegante e meno aggressiva del nero delle generazioni precedenti. La differenza più importante, però, è dentro. Il nuovo motore UltraDrive cambia davvero il carattere della serratura. Di default Lock Ultra Max lavora in modalità Max, ed è impressionante per velocità: sulla nostra porta blindata del 2018, con quattro mandate, completa l'apertura in circa 1,3 secondi. Le prime volte abbiamo controllato manualmente che arrivasse davvero fino in fondo, perché il movimento è talmente rapido da sembrare quasi incompleto. La sensazione è che non sia solo una questione di velocità, ma anche di maggiore forza disponibile. Il motore interno gira con più libertà e anche il feedback della manopola cambia leggermente rispetto a Lock Ultra, risultando più sciolto. Non abbiamo notato vibrazioni o colpi particolari nonostante il movimento molto più rapido. Dall'app si può comunque scegliere fra tre velocità. Standard è più vicina al comportamento della precedente Lock Ultra, mentre Bassa rallenta volutamente il movimento per ridurre il rumore. È particolarmente utile di notte e può essere abbinata alla Modalità Notte, che permette di programmare un orario in cui la serratura si chiude automaticamente utilizzando la velocità minima, così da disturbare il meno possibile.Il rumore in sé non ci è sembrato radicalmente diverso rispetto alla generazione precedente, ma in modalità Max dura molto meno semplicemente perché la serratura finisce il lavoro in un lampo. Ed è proprio questa, più di qualsiasi numero sulla scheda tecnica, la differenza che si percepisce davvero nell'uso quotidiano. Sul fronte dell'alimentazione, SwitchBot Lock Ultra Max mantiene una struttura molto simile a quella della precedente Lock Ultra. La batteria principale è un modulo ricaricabile da 1400 mAh / 15,54 Wh, removibile dalla serratura e ricaricabile tramite USB-C. Nell'uso reale l'autonomia resta nell'ordine di mesi e mesi, quindi non è qualcosa con cui ci si ritrova a fare i conti di continuo.Resta anche la batteria di backup CR123A, pensata per intervenire quando quella principale è scarica o viene rimossa per la ricarica. SwitchBot dichiara fino a circa 500 sblocchi in questa modalità, e la serratura continua effettivamente a funzionare anche senza il battery pack principale inserito.A questo si aggiunge un supercondensatore, che accumula energia sufficiente per garantire ulteriori aperture d'emergenza quando anche la batteria di backup è ormai troppo debole per alimentare direttamente il motore. Non si tratta quindi di un singolo "ultimo tentativo", ma di una riserva pensata per offrire più di uno sblocco aggiuntivo.L'app continua inoltre a monitorare separatamente lo stato delle batterie e segnala quando una delle due fonti di alimentazione richiede attenzione. Nel complesso, il sistema non cambia radicalmente rispetto alla generazione precedente, ma resta uno dei punti forti della piattaforma: anche in caso di batteria principale scarica, la serratura non resta semplicemente morta sulla porta come certi gadget smart che sembrano progettati da chi non ha mai dimenticato di caricare nulla. Il Keypad Vision Pro riprende quasi in toto l'esperienza del precedente Vision, che dopo un anno di utilizzo quotidiano continua a essere uno di quei dispositivi a cui è difficile rinunciare. Il riconoscimento facciale 3D sfrutta tecnologia 3D a luce strutturata con 30.000 punti infrarossi per costrtuire una mappa del volto. Il sistema quindi è progettato per rivelare profondità, movimento e coerenza geometrica dei volti che scansiona. È rapido e affidabile, e nella pratica continua a essere il nostro metodo preferito: ci si avvicina alla porta, il sistema riconosce il volto e la serratura si apre senza dover fare altro. La vera novità è il riconoscimento tramite vene del palmo. Funziona sempre tramite infrarossi e non si limita quindi a riconoscere la forma della mano: effettua una scansione del reticolo venoso, che diventa un ulteriore identificatore biometrico. Anche questo metodo è veloce, ma richiede inevitabilmente di avvicinare la mano più del volto.Resta però una domanda abbastanza naturale: perché usare il palmo, se il volto funziona già così bene? Nell'uso quotidiano non abbiamo trovato un vantaggio netto, ma ci sono scenari in cui può avere senso. Per esempio, con bambini troppo bassi perché il riconoscimento facciale funzioni comodamente, oppure quando il Keypad è installato troppo in alto o troppo in basso rispetto ad alcuni utenti. In questi casi il palmo può risultare più pratico, mantenendo comunque un sistema di autenticazione biometrica sicuro. E in ogni caso il punto è anche un altro: il Vision Pro offre una quantità quasi surreale di alternative. Ci sono fino a 19 metodi di sblocco, tra riconoscimento facciale, palm vein, impronta digitale, PIN, NFC, app, Apple Watch, comandi vocali e altri sistemi collegati all'ecosistema.Rimane invece il comportamento che avevamo già notato sul Vision precedente: se il Keypad è montato lateralmente rispetto alla porta, può capitare che riconosca nuovamente il volto mentre si esce e riattivi lo sblocco. Nel nostro caso dipende soprattutto dal posizionamento; installandolo direttamente sulla porta, il problema potrebbe ridursi parecchio.Per il resto, autonomia e ricarica restano sostanzialmente invariate. Cambia leggermente anche la finitura, ora più chiara e tendente al grigio, ma non è un problema: Keypad e serratura si trovano su lati opposti della porta e non c'è una reale esigenza di continuità estetica fra i due. Sul fronte software, SwitchBot Lock Ultra Max non stravolge quanto visto con la precedente Ultra, e in questo caso è un bene. L'abbiamo utilizzata collegata a SwitchBot Hub 2, che già gestiva gli altri dispositivi dell'ecosistema, e la stabilità si è confermata ottima: connessione affidabile, notifiche di apertura e chiusura puntuali e controllo remoto senza particolari ritardi. C'è ancora qualche imperfezione nelle traduzioni nell'app, cosa che nell'era delle IA è un po' imperdonabile, ma dopo anni di utilizzo ci abbiamo un po' fatto il callo. Rimane in ogni caso sufficientemente intuitiva da usare.L'integrazione con Alexa (o Google Home) continua inoltre a funzionare senza complicazioni. Una volta collegato l'account SwitchBot, i comandi vocali vengono recepiti correttamente e la serratura entra senza sforzo nelle automazioni domestiche. Non abbiamo invece utilizzato Matter, semplicemente perché con l'Hub ufficiale non ne abbiamo avuto necessità.Tra le funzioni presenti nell'app c'è anche lo sblocco automatico, ancora indicato come beta. Il principio è semplice: quando lo smartphone entra nel recinto geografico impostato e poi si collega alla serratura via Bluetooth, Lock Ultra Max può sbloccarsi automaticamente. Non si tratta però di una vera novità assoluta, visto che SwitchBot aveva già sperimentato questa funzione anche sulla generazione precedente.Ed è un approccio abbastanza tipico del marchio: alcune funzioni vengono introdotte prima in beta, testate sul campo e poi eventualmente rese stabili. Al netto di queste sperimentazioni, l'esperienza quotidiana resta molto solida e coerente con quella già vista su Lock Ultra. Con un sistema che riconosce volto, impronta digitale e vene del palmo, il tema della privacy merita inevitabilmente attenzione. Nel Keypad Vision Pro, però, i dati biometrici vengono elaborati e conservati localmente sul dispositivo e non vengono caricati sul cloud di SwitchBot.Il sistema non salva fotografie o video dell'utente: volto e palmo vengono convertiti in rappresentazioni biometriche cifrate (con crittografia AES-128 a livello bancario), utilizzate esclusivamente per confrontare i tentativi di accesso successivi. Anche la comunicazione tra keypad e serratura è protetta tramite crittografia.C'è poi il tema dell'anti-spoofing. Il riconoscimento facciale non si limita a confrontare una semplice immagine 2D, ma utilizza una scansione tridimensionale basata su una nuvola di punti. Per questo fotografie, video e maschere 3D del vostro volto non sono sufficienti a ingannare il sistema. Il riconoscimento del palmo segue una logica simile: non guarda semplicemente la forma della mano, ma analizza tramite infrarossi il reticolo venoso, molto più difficile da replicare artificialmente. SwitchBot Lock Ultra Max può essere acquistata anche da sola: il prezzo di listino è di 189,99€, anche se al momento sullo store ufficiale viene proposta a 171€. È una possibilità utile soprattutto per chi possiede già altri componenti dell'ecosistema, ma secondo noi comprare soltanto la serratura significa sfruttarne una parte piuttosto limitata. Senza un keypad, infatti, dall'esterno ci si affida principalmente allo smartphone tramite Bluetooth; per controllo remoto, integrazioni vocali e Matter entra invece in gioco un Hub compatibile.È proprio aggiungendo un sistema di accesso esterno che Lock Ultra Max diventa molto più interessante. Il Keypad Touch costa 99,99€ e aggiunge tastierino, NFC e impronta digitale; il Keypad Vision sale a 149,99€ introducendo il riconoscimento facciale 3D, mentre il nuovo Keypad Vision Pro, a 169,99€, aggiunge anche la scansione delle vene del palmo. Per noi almeno uno di questi accessori è quasi imprescindibile: poter entrare senza smartphone e senza chiavi è buona parte del motivo per cui si acquista una serratura di questo tipo. Il pacchetto che abbiamo provato, Lock Ultra Max Vision Pro Combo, comprende Lock Ultra Max, Keypad Vision Pro e Hub Mini Matter e ha un prezzo di listino di 339,99€. Al momento della recensione viene proposto a 289€ con la promozione del 15%. Esistono anche le varianti con Hub 2, a 349,99€ di listino e attualmente 297,50€, e con Hub 3, rispettivamente a 389,99€ e 331,50€ in promozione.Non sono cifre basse, soprattutto scegliendo il pacchetto completo, ma è anche la configurazione nella quale il sistema acquista davvero senso: serratura automatizzata, accesso biometrico e collegamento alla smart home lavorano insieme, invece di lasciare alla Lock Ultra Max il semplice compito di girare una chiave molto, molto velocemente. Il sample per questa recensione è stato fornito da SwitchBot, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.L'articolo La serratura che si apre con il volto e con le vene del palmo: recensione SwitchBot Lock Ultra Max sembra essere il primo su Smartworld.