Inchiesta ultras: 8 anni in appello a Luca Lucci

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La Corte d’appello di Milano ha accolto la richiesta la richiesta di concordato in Appello a 8 anni per Luca Lucci, ex capo ultras della curva milanista. Lucci è stato assolto dall’accusa di tentato omicidio di Enzo Anghinelli. L’ex leader della Sud era coinvolto nell’ambito del processo scaturito dalla maxi inchiesta della Dda milanese ‘Doppia curva’. In primo grado era stato condannato con rito abbreviato a 10 anni. Per i pm del processo di primo grado le curve milanesi si comportavano come una milizia privataLe curve di Milan e Inter si sono comportate come una “sorta di milizia privata” con “un capo”, una “struttura gerarchica” e un “territorio”, e in “rapporti”, “conflittuali o meno”, con altre tifoserie organizzate, con “la società calcistica” e “le strutture statali deputate alla repressione dei reati”. Una serie di “rapporti“ con le “istituzioni” che ha “generato, negli imputati, una sorta di legittimazione”. Queste le parole usate dal pm di Milano Paolo Storari nella memoria depositata alla gup Rossana Mongiardo. Per il pm il “territorio” controllato dagli ultras milanesi era lo “stadio San Siro”, ritenuto una “zona franca” dove gli altri “attori che operano” al “Meazza” non “dovrebbero entrare”, scrive citando il “significativo” esempio degli “stewards” che “non vanno mai in curva”. La “milizia”, nata in seno al tifo organizzato di Milan e Inter, aveva il potere di sanzionare “i propri sottoposti” con “espulsioni e sospensioni dal direttivo”, ed elargire “premi e privilegi”. Le curve, a processo per associazione a delinquere, avevano un “patrimonio” grazie ai “ricavi da vendita biglietti, fanzine, merchandising” gestito dai rispettivi capi. La “legittimazione” derivante dai “rapporti istituzionali” avrebbe dovuto “garantire”, secondo i vertici ultras, “impunità” e “l’esigenza di essere rispettati e riconosciuti” anche dalle “forze di polizia”.Questo articolo Inchiesta ultras: 8 anni in appello a Luca Lucci proviene da LaPresse