Il capo del controspionaggio britannico: «Contro Russia e Iran più risorse che nella Guerra fredda». Teheran nega

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LONDRA — «Quello di Fairford non è un caso unico. Ci sono stati altri esempi, non solo nel Regno Unito ma nel mondo». Sir Ken McCallum, direttore generale dell’MI5, il controspionaggio britannico, lo ha detto questa mattina a Thames House, la sede del servizio sul Tamigi, rispondendo ai giornalisti dopo il discorso annuale sulle minacce al Paese. L’inchiesta sulla base aerea del Gloucestershire è in corso e il capo dell’MI5 non l’ha commentata; sul quadro in cui si inserisce, invece, è stato esplicito.Il dato che regge il discorso è uno: nel 2026 l’MI5 dedica alle minacce di Stato più risorse che durante la Guerra fredda. «Negli ultimi dieci anni la nostra casistica di minacce di Stato è quadruplicata», ha detto McCallum, e oggi le operazioni contro spionaggio e sabotaggio stranieri hanno «più o meno la stessa scala» di quelle contro il terrorismo. Non un’oscillazione passeggera, ha aggiunto: «Siamo entrati di nuovo in una nuova era della sicurezza nazionale».Fairford pesa su queste parole. La base della Royal Air Force nel Gloucestershire, nell’Inghilterra occidentale, è usata dai bombardieri americani impiegati nei raid sull’Iran. L’allarme lo ha dato un agricoltore, verso l’una e mezza di notte, dopo aver visto tre veicoli muoversi verso il perimetro; cinque uomini sulla ventina, residenti a Londra, sono stati arrestati per sospetti reati di terrorismo. Dopo l’allarme gli Stati Uniti hanno ritirato gli aerei, riferisce Reuters, su decisione del presidente Donald Trump.Lunedì, alla Camera dei Comuni, il primo ministro Andy Burnham ha indicato il mandante: l’operazione è «con ogni probabilità stata coordinata in Iran, quasi certamente diretta dalle Guardie rivoluzionarie», i Pasdaran. «Non tollereremo queste minacce sul nostro suolo», ha detto, annunciando nuove sanzioni e l’uso di «tutta la gamma dei poteri» a disposizione del governo. L’ambasciatore iraniano è stato convocato al Foreign Office.McCallum ha raccontato la storia che sta dietro l’accusa. «L’altro Stato desideroso di subappaltare la sua violenza nel Regno Unito è l’Iran. Lo denuncio dal 2022», ha detto. Finora Teheran si è servita di «proxy criminali» per intimidire oppositori, redazioni di media in lingua persiana e obiettivi israeliani: oltre 50 arresti in operazioni legate all’Iran negli ultimi dodici mesi e, tra gli episodi elencati da Associated Press, incendi e sabotaggi contro siti ebraici. La novità dell’anno, ha detto il direttore, sono «le ambizioni iraniane di puntare a bersagli più duri, come i siti militari».Russia «aggressore numero uno»Al primo posto della lista resta però Mosca. «La Russia rimane l’aggressore numero uno, mentre il Cremlino di Putin continua a colpire il Regno Unito e i suoi alleati», ha detto McCallum. Gli esempi: un attacco informatico alle infrastrutture energetiche polacche, il tentativo di distruggere un aereo cargo in Germania con un drone carico di esplosivo e, in Inghilterra, un uomo incriminato il mese scorso con l’accusa di aver preparato il sabotaggio di una fabbrica di droni a Swindon. La legge sulla sicurezza nazionale, in vigore da tre anni, ha prodotto decine di arresti, con processi e condanne legati a Russia, Iran e Cina.Il discorso si è allargato all’intelligenza artificiale. Aspiranti attentatori l’hanno già usata per la ricognizione e per attacchi con droni; la preoccupazione maggiore, ha detto il direttore, è che i gruppi terroristici, che «desidererebbero ardentemente» armi chimiche, biologiche o radiologiche difficili da procurare, possano servirsene per sviluppare «nuovi patogeni». Reti finanziarie, reti elettriche e catene di fornitura, «progettate in tempi più semplici per la massima efficienza», sono vulnerabili: nel Regno Unito un cyberattacco ha già distrutto un generatore elettrico, in Europa aziende della difesa sono state colpite da incendi dolosi.Questo mese McCallum compie trent’anni nel servizio: il primo incarico fu il terrorismo nordirlandese. «I nostri avversari cercano di destabilizzarci, indebolirci, dividerci. Possiamo scegliere di non permetterglielo», ha concluso.Teheran respinge ogni addebito, pur avendo detto in passato di considerare bersaglio legittimo qualsiasi base usata per colpire il suo territorio. L’ambasciata della Repubblica islamica a Londra ha scritto su X di «respingere categoricamente» le «speculazioni infondate e malevole» che legano l’Iran all’arresto dei cinque sospettati vicino a Fairford; il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, sempre su X, ha risposto a Londra con un modo di dire inglese: «State abbaiando all’albero sbagliato». Anche Mosca nega qualsiasi coinvolgimento in atti ostili in Gran Bretagna.