MOSCA — «È prematuro parlare di compensazioni agli utenti», ha detto a mezzogiorno di oggi il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, aggiungendo che Yandex «sta adottando misure urgenti per eliminare le conseguenze dell’attacco». La domanda che la società stessa non riesce a sciogliere è un’altra: le macchine bruciate possono essere riparate? Tre data center della più grande azienda tecnologica russa sono stati colpiti dai droni in quattro giorni, fra l’8 e l’11 ottobre, e a cinque giorni dal primo colpo il cloud che serve banche, supermercati e taxi funziona ancora «in modalità limitata».Yandex è il motore di ricerca, la posta, le mappe, l’assistente vocale Alisa e la app di taxi e consegne di decine di milioni di russi; la sua divisione cloud dichiara oltre 64.000 clienti aziendali. Il primo impianto colpito, giovedì 8, è quello di Sasovo, nella regione di Rjazan a sud-est di Mosca: un incendio, operazioni «completamente interrotte». Il giorno dopo l’azienda ha reso noto che anche il centro nella regione di Kaluga, a sud-ovest della capitale, aveva «diversi moduli completamente disattivati». Domenica è toccato al terzo, alla periferia di Vladimir, a est di Mosca.Sulla domanda che conta Yandex ha risposto a CNBC con una non risposta: «Stiamo ancora valutando l’entità dei danni. In questa fase non possiamo confermare se le apparecchiature del data center di Sasovo possano essere ripristinate». A Sasovo stavano due dei tre supercomputer con cui l’azienda sviluppa il suo modello di intelligenza artificiale. Analisti citati dal quotidiano economico Kommersant stimano fino a sei mesi per sostituire le macchine danneggiate.Quanto resta fuori uso? Dopo il colpo di Vladimir, un impianto da 40-50 megawatt progettato per quasi 3.000 armadi di server, la pagina di stato di Yandex Cloud segnalava almeno 84 servizi offline, dalle banche dati al riconoscimento vocale fino alle interfacce del modello linguistico YandexGPT. I clienti sono stati invitati ad attivare i piani di emergenza. Ieri l’azienda ha detto che ricerca, posta, mappe e taxi stanno tornando gradualmente online, che i dati degli utenti non sono compromessi e che i tempi di ripristino restano «molto difficili» da indicare. Per ricollocare i servizi dei clienti ha firmato accordi con tre concorrenti, VK Cloud, Selectel e K2Cloud.La Duma e il ministero della DifesaChi protegge gli impianti? Il ministro dello Sviluppo digitale Maksut Šadaev ha parlato ieri di «un attacco senza precedenti» davanti alla commissione della Duma, la Camera bassa russa, e ha detto che il suo ministero lavora «insieme al ministero della Difesa» alla protezione delle strutture, senza dire come. Yandex, da parte sua, ha tolto dalle proprie mappe la posizione dei data center in quattro regioni. In Borsa il titolo ha perso circa il 4%.Chi ha colpito? Kiev non ha rivendicato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, giovedì, dopo Sasovo, si è fermato un passo prima: «Rispondiamo sempre in modo speculare. Sapete tutti che hanno colpito e continuano a colpire i nostri data center. Stiamo rispondendo. Non posso condividere tutti i dettagli». Il mese scorso Mosca ha bombardato data center nella regione di Kiev, lasciando senza internet circa 100.000 utenze, sostenendo che servissero all’intelligence militare ucraina; da allora le infrastrutture di telecomunicazione ucraine, anche nel centro della capitale, sono un bersaglio regolare.Quanti danni fuori dai server? Nove feriti a Kaluga secondo il governatore della regione, circa 1.600 utenze senza corrente a Vladimir; nessuno dei due governatori ha nominato Yandex. A Sasovo nessuna vittima. Le ricadute sono arrivate a catena: app bancarie in difficoltà, taxi bloccati, casse in tilt nei supermercati Magnit e Fix Price, problemi per il rivenditore online Wildberries e per la catena di fast food Vkusno i Točka. La partita, per chi ha lanciato i droni, non si gioca sul fronte ma sulla rete che manda avanti la giornata ordinaria dei russi.Chi paga? La risposta del Cremlino è che è presto per dirlo. Yandex non ha indicato una data per il pieno ritorno in servizio.