Farmaci veterinari, quello dei costi è un problema One Health

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La spesa per i medicinali destinati a curare cani, gatti e altri animali domestici non è un problema solo per i proprietari e i loro portafogli. A spiegarlo a LaSalute di LaPresse è Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma ed esperto di One Health. “Il costo dei farmaci veterinari – avverte Ciccozzi, inserito nella World’s Top 2% Scientists 2026, la lista dei ricercatori più citati al mondo elaborata dalla Stanford University con Elsevier – può portare a un aumento delle infezioni nei cani, poiché molti proprietari si trovano in difficoltà economiche e smettono di curare i propri animali, o interrompono i trattamenti prima del tempo”. Farmaci troppo costosi e aderenza terapeutica“Quando un’infezione (batterica, fungina o parassitaria) non viene curata adeguatamente, non solo peggiora per il singolo animale, ma aumenta anche il rischio di diffusione ad altri cani”, dice l’esperto. “Questo diventa un problema One Health a causa, ad asempio dell’ antibiotico resistenza Infatti se si interrompe un ciclo di antibiotici o antimicrobici prima del tempo, magari perché il farmaco costa troppo, i batteri più forti sopravvivono. In questo modo si creano ceppi resistenti e super-batteri ancora più difficili e costosi da curare in futuro“.“Una banale infezione cutanea o auricolare (otite) non curata, può così trasformarsi in un problema cronico, causando dolore costante al cane e richiedendo alla fine interventi chirurgici o terapie ancora più costose. Infezioni come la scabbia, la tigna o alcune parassitosi intestinali sono contagiose per gli altri cani e, in alcuni casi, possono essere trasmesse anche all’uomo”, conclude Ciccozzi.Questo articolo Farmaci veterinari, quello dei costi è un problema One Health proviene da LaPresse