MONTEROTONDO – Piromane alle case popolari, sos degli inquilini al Comune

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di Claudia Serena PauselliDue incendi nel giro di pochi giorni e, a più di quattro mesi di distanza, una palazzina che porta ancora i segni di quelle notti.Succede a Monterotondo, in via Tamigi, in un edificio comunale dove il primo incendio si è verificato nella notte del 29 maggio e il secondo nella notte del 2 giugno, intorno alle due.Il primo rogo si è sviluppato nel piano sottostante, nell’area delle cantine. Pochi giorni dopo il fuoco è tornato a divampare all’interno dell’edificio, questa volta al primo piano. Il fumo ha invaso le scale e raggiunto le abitazioni dei piani superiori.Oggi le conseguenze sono ancora visibili. Pareti annerite, una porta segnata dalle fiamme, mobili e altri materiali bruciati ancora presenti. I residenti lamentano inoltre la presenza di fuliggine e un’aria che definiscono «irrespirabile».Marina Marozzi, residente nella palazzina comunale di via Tamigi.«Con la finestra aperta questa fuliggine vola per aria e me la ritrovo dentro casa. Sta ancora qui, anche sotto non è stata portata via», racconta Marina Morozzi una residente.A questo si aggiunge la mancanza di illuminazione sulle scale, un problema particolarmente sentito dagli inquilini più anziani.«Qua è tutta gente anziana. Come si fa a scendere dal quarto piano al buio?», racconta una delle residenti.All’ingresso anche le cassette della posta sono ancora accatastate a terra, rendendo difficoltoso raggiungerle soprattutto per chi ha problemi di mobilità. Le cassette postali lasciate a terra all’interno della palazzina, un ulteriore disagio soprattutto per i residenti anziani.Gli inquilini raccontano di inviare periodicamente solleciti per chiedere interventi sulla palazzina, ma sostengono che, nonostante le segnalazioni, la situazione non sia cambiata.L’ultima comunicazione mostrata a Tiburno è datata 30 settembre. Nel messaggio, Adriano Scipioni, residente dello stabile, torna a segnalare che non sono ancora iniziati i lavori che gli erano stati prospettati e richiama in particolare il problema delle scale al buio: «Qui si è per caso qualche persona anziana dovesse cadere sarebbe un problema serio», scrive nel sollecito.Il sollecito inviato il 30 settembre da un inquilino all’ingegnere Cucchiaroni per chiedere interventi nella palazzina.È proprio il susseguirsi delle richieste, raccontano gli abitanti, ad alimentare oggi la sensazione di essere stati lasciati abbandonati.«Abbiamo cercato di sollecitare il più possibile. Ci siamo sentiti invisibili», racconta uno di loro.Ma a rimanere non sono soltanto i segni materiali degli incendi. Alcuni residenti raccontano di vivere ancora con la paura che possa accadere di nuovo.«Se sono in compagnia riesco a stare qui, altrimenti vado a dormire da un’altra parte. Se me ne potessi andare, me ne andrei pure adesso, perché ho paura proprio di stare qua dentro», racconta una residente, che riferisce di soffrire di attacchi di panico.Alessandra Conciatori, residente al primo piano, a pochi passi dal punto interessato dal secondo incendio.Un’altra residente, Alessandra Conciatori, abita al primo piano, a pochi passi dal punto in cui si è sviluppato il secondo incendio. «In tre giorni è successo due volte. L’ultima volta è stata terribile, sembrava una scena da film dell’orrore», racconta.Dopo mesi di solleciti, la richiesta degli inquilini resta la stessa: che il Comune intervenga e che la palazzina torni finalmente a condizioni normali e sicure per chi ci abita.L'articolo MONTEROTONDO – Piromane alle case popolari, sos degli inquilini al Comune proviene da Tiburno Tv.