Toh, gli incappucciati che devastano le scuole sono di seconda generazione

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Non sono necessariamente studenti. Anzi, molti hanno abbandonato la scuola da tempo. Eppure sono loro, secondo le prime ricostruzioni investigative, a trasformare le occupazioni degli istituti torinesi in assalti a colpi di spranghe, pietre e mazze. Una banda di trenta o quaranta incappucciati, in buona parte giovani italiani di seconda generazione, nati e cresciuti nelle periferie di Torino da famiglie originarie del Nord e Centro Africa. Lo dice La Stampa.La vicenda riguarda soprattutto i quartieri di Barriera di Milano e Aurora. Ragazzi che, stando alle informazioni raccolte dagli investigatori, in diversi casi hanno precedenti di polizia per furti, rapine e droga. Non un movimento studentesco organizzato, dunque, ma un gruppo violento che sfrutterebbe le proteste scolastiche per colpire edifici e strutture pubbliche.Tra gli istituti presi di mira ci sono il Giuseppe Peano, il Quintino Sella e la scuola elementare Ricardi di Netro, dove le devastazioni nella palestra condivisa con il Sella avrebbero provocato il panico tra i bambini presenti. Sono spariti anche computer dalle aule informatiche. Perché accanto alla violenza, secondo gli investigatori, ci sarebbe pure una componente predatoria.Gli assalti sarebbero organizzati attraverso chat e canali Telegram, utilizzando profili temporanei e sistemi di comunicazione che rendono più complicata l’identificazione dei partecipanti. Carabinieri e Digos lavorano da tempo sul gruppo. Il bilancio riferito è di arresti e circa cinquanta denunciati, mentre una ventina di giovani è già finita sotto la lente degli analisti della Questura.Ma l’aspetto più interessante è la lettura del fenomeno offerta dalla procuratrice minorile Emma Avezzù: «Sono giovani pieni di rabbia, che sfogano con inaccettabile violenza contro quelli che considerano simboli dell’integrazione». Giovani che percepiscono la propria marginalità sociale e che, secondo il magistrato, risentono anche dell’effetto emulazione delle violenze francesi. Ed eccoci al paradosso. Le scuole, cioè uno dei principali strumenti dell’integrazione, diventano il bersaglio di chi si sente escluso. Non si può più ignorare il problema di giovani cresciuti in Italia che, secondo gli investigatori, arrivano a riconoscersi in modelli criminali e a colpire le strutture della propria città.L'articolo Toh, gli incappucciati che devastano le scuole sono di seconda generazione proviene da Nicolaporro.it.