Sab, 17 Ott 2026I legali contestano le modalità con cui sono stati acquisiti i documenti dai dispositivi elettronici nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo. Il giudice potrebbe decidere il 20 novembre.DiRedazioneCondividi l'articoloJohn Elkann (Foto: LUCA BRUNO/POOL/AFP via Getty Images)La difesa di John Elkann ha chiesto di dichiarare inutilizzabili le mail, le chat e gli altri documenti acquisiti dalla Procura di Torino attraverso computer e smartphone nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. La richiesta è stata presentata nel corso della terza udienza preliminare, che si è svolta al Tribunale di Torino, davanti al giudice Irene Giani.La questione potrebbe essere affrontata nella prossima udienza, già fissata per il 20 novembre, dopo che la Procura ha chiesto del tempo per rispondere alle contestazioni sollevate dai legali. L’inchiesta, nata da un esposto di Margherita Agnelli, madre di John Elkann, riguarda la residenza di Marella Caracciolo negli ultimi anni della sua vita e le conseguenze fiscali legate alla sua successione.Il procedimento coinvolge, oltre a Elkann, anche il commercialista Gianluca Ferrero (attuale presidente della Juventus) e il notaio Remo Morone. Le accuse formulate dalla Procura riguardano, a vario titolo, le ipotesi di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione fiscale infedele.Al termine dell’udienza, l’avvocato Paolo Siniscalchi, componente del gruppo di legali che assiste Elkann, ha spiegato che la difesa ha sollevato diverse questioni preliminari, riguardanti sia la formulazione delle accuse sia la possibilità di utilizzare i documenti raccolti durante le indagini. «Abbiamo prospettato delle questioni preliminari sulla formulazione del capo di imputazione, l’inutilizzabilità di una grande mole di documenti estratti da archivi informatici e la retrodatazione dell’iscrizione dell’ingegner Elkann nel registro degli indagati», ha dichiarato Siniscalchi all’uscita dal tribunale.I legali hanno depositato anche una memoria scritta di 40 pagine, nella quale vengono illustrate le contestazioni avanzate. In particolare, la difesa ritiene che la formulazione delle accuse debba essere chiarita, poiché giudicata troppo generica. Il punto principale riguarda tuttavia i documenti digitali acquisiti nel corso delle indagini, che rappresentano una parte consistente del materiale raccolto dalla Procura. Secondo quanto emerso, gli avvocati contestano le modalità con cui gli investigatori hanno estratto e copiato i dati presenti su computer e telefoni cellulari, comprese mail e conversazioni private.La difesa sostiene che queste operazioni non siano state effettuate correttamente e chiede quindi che il materiale non possa essere utilizzato nel procedimento. Un’eventuale decisione favorevole ai legali di Elkann potrebbe avere conseguenze significative sull’inchiesta, considerando la quantità di documenti interessati dalla richiesta. La Procura di Torino, rappresentata in aula dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti, ha chiesto un termine per presentare le proprie osservazioni in risposta alle richieste della difesa.La questione tornerà dunque al centro dell’attenzione il 20 novembre, quando il giudice potrebbe pronunciarsi sull’utilizzabilità dei documenti informatici. Una decisione potenzialmente importante per il prosieguo del procedimento giudiziario sull’eredità Agnelli, nel quale le contestazioni della Procura devono ancora essere esaminate nel merito.Developed by 3x1010