Trump, mossa a sorpresa con Putin: congelate le sanzioni alla Russia

Wait 5 sec.

Prima firma la legge per colpire Mosca. Poi, a un mese di distanza, ne sospende gran parte dell’applicazione. Donald Trump cambia nuovamente le carte in tavola sulla guerra in Ucraina e lo fa con un ordine esecutivo che congela importanti sanzioni economiche e commerciali contro la Russia. Il motivo ufficiale? L’interesse nazionale degli Stati Uniti. Quello politico, invece, sembra avere molto a che fare con il prezzo del gasolio e con le elezioni americane del prossimo 3 novembre.Il provvedimento è stato firmato il 16 ottobre, alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove restrizioni previste dal Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act. Una legge approvata dal Congresso e promulgata dallo stesso Trump il 18 settembre per aumentare la pressione economica sul Cremlino. Peccato che, quando è arrivato il momento di applicarla, il presidente abbia deciso di tirare il freno a mano.La stretta contro Mosca era tutt’altro che simbolica. Il pacchetto prevedeva dazi del 500% sui prodotti russi e tariffe aggiuntive del 100% contro determinati Paesi che acquistano petrolio e gas dalla Russia o favoriscono l’aggiramento delle sanzioni. Nel mirino sarebbero finiti anche importanti partner commerciali di Mosca, a cominciare da Cina e India. Un meccanismo pensato per rendere economicamente più costoso continuare a finanziare, attraverso gli acquisti energetici, l’economia russa.Trump ha utilizzato una clausola della stessa legge che permette al presidente di sospendere le misure quando ritiene che sia nell’interesse nazionale americano. Ha comunicato al Congresso la decisione, accompagnandola con la certificazione prevista dalla normativa. Le sanzioni precedentemente adottate, però, rimangono in vigore. Non siamo dunque davanti alla cancellazione dell’intero apparato sanzionatorio statunitense.Ma perché questa retromarcia?Il problema è il diesel. Gli Stati Uniti stanno affrontando forti tensioni sui prezzi dei carburanti e la Casa Bianca cerca di aumentare l’offerta internazionale. Nei giorni scorsi Trump aveva già annunciato un’intesa con Vladimir Putin per favorire l’immissione sul mercato mondiale di gasolio russo. Una scelta che potrebbe contribuire a contenere le quotazioni, anche se l’effetto concreto dipenderà dalle quantità effettivamente disponibili. La politica estera, insomma, si scontra con il prezzo alla pompa. E per il momento Trump sembra aver scelto di privilegiare il secondo.La decisione ha provocato forti critiche al Congresso, anche perché la legge era stata sostenuta da una maggioranza bipartisan. Secondo gli oppositori della sospensione, allentare la pressione economica sulla Russia rischia di garantire nuove risorse al Cremlino proprio mentre prosegue la guerra contro Kiev. Dal fronte russo, invece, sono arrivate reazioni favorevoli.Per Volodymyr Zelensky il segnale è particolarmente delicato. I rapporti con Washington sono già attraversati da tensioni e il congelamento delle nuove sanzioni sottrae, almeno temporaneamente, uno degli strumenti di pressione economica che il Congresso aveva predisposto contro Mosca.Resta poi una questione fondamentale: sospendere le sanzioni non significa automaticamente far diminuire il prezzo dei carburanti. Come già emerso dopo l’accordo sul gasolio russo, il mercato dipende anche dalla capacità produttiva delle raffinerie, dai quantitativi disponibili e dai tempi necessari per trasferire gli eventuali ribassi ai consumatori.L'articolo Trump, mossa a sorpresa con Putin: congelate le sanzioni alla Russia proviene da Nicolaporro.it.