L’ex allenatore rossonero si racconta alla Gazzetta dello Sport: dal rapporto con Cardinale alla reazione di Francisco Conceiçao contro il Celta Vigo, passando per la LazioSergio Conceiçao torna a parlare del calcio italiano e lo fa affrontando numerosi argomenti, dal passato sulla panchina del Milan al presente del figlio Francisco Conceiçao con la Juventus. L’ex tecnico rossonero ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, ospite del podcast La Tripletta, soffermandosi anche sul lavoro di Luciano Spalletti, sulla Lazio di Gennaro Gattuso e sulle proprie ambizioni professionali. 🎧 Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. L’occasione è particolarmente significativa: domenica si affronteranno Juventus e Lazio, due squadre che rappresentano momenti importanti della carriera della famiglia Conceiçao. Proprio contro i bianconeri, nell’agosto 1998, Sergio segnò il gol decisivo nella Supercoppa italiana conquistata dai biancocelesti.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoConceiçao ricorda la Lazio e commenta il lavoro di GattusoL’ex esterno portoghese ha iniziato ricordando il suo primo grande successo nel calcio italiano, arrivato appena dopo il trasferimento dal Portogallo.IL GOL ALLA JUVENTUS NEL 1998 – «Lo ricordo come fosse ieri. In ritiro avevo avuto qualche problema fisico e sentivo che su di me c’erano dei dubbi. Normale: ero giovane, arrivavo dal Portogallo e da un campionato che era lontano dal livello eccezionale della Serie A di allora».Spazio poi alla situazione della Lazio, attualmente protagonista nelle zone alte della classifica insieme all’Inter, nonostante le tensioni tra società e tifoseria.LA LAZIO DI GATTUSO – «Una sorpresa, anche per il clima che si respira a Roma. So dei problemi coi tifosi. Gattuso, però, è stato bravissimo a dare da subito una grande energia. Basti guardare come sta giocando Tavares, tornato a livelli da nazionale. E Frattesi è stato un gran colpo. Alla Lazio sono molto legato, spero riesca a mantenersi nelle zone alte fino alla fine».Inevitabile un passaggio sulla prossima sfida tra Juventus e Lazio, che vedrà impegnato il figlio Francisco.LA PRESENZA ALLO STADIO – «Certo, sarò allo stadio a vedere la partita».PER CHI FARÀ IL TIFO – «Fossi a casa, per Francisco, perché la famiglia è la famiglia. Ma allo stadio chissà (ride ndr)».Conceiçao difende Francisco dopo la reazione contro il Celta VigoUno degli argomenti centrali dell’intervista riguarda il comportamento di Francisco Conceiçao durante la partita di Europa League contro il Celta Vigo. L’esterno della Juventus aveva manifestato apertamente la propria delusione dopo essere stato sostituito da Luciano Spalletti.Sergio, forte della doppia esperienza di padre e allenatore, ha cercato di ridimensionare l’accaduto.LA REAZIONE DI FRANCISCO ALLA SOSTITUZIONE – «Partiamo da un principio chiaro: l’allenatore ha sempre ragione. Se Spalletti ha pensato che fosse meglio fare quella sostituzione, avrà avuto i suoi motivi. Però va anche capita la frustrazione di un calciatore che voleva dare di più».IL PUNTO DI VISTA DELL’ALLENATORE – «No, no è il mio pensiero da allenatore. Nella mia squadra voglio sempre un giocatore che ha personalità e si arrabbia per una sostituzione piuttosto di uno a cui non importa nulla. Sono episodi che si vedono spesso nel calcio, magari non bellissimi, ma non vanno nemmeno ingigantiti».Il portoghese ha poi difeso il rendimento del figlio, autore finora di un gol e un assist, sottolineando come il suo contributo non possa essere valutato esclusivamente attraverso le statistiche offensive.LE CRITICHE A FRANCISCO CONCEIÇAO – «Su Chico c’è una narrativa che non mi piace: è un’ala, mica un centravanti. Tutto il lavoro che fa sia a livello offensivo che difensivo per i compagni non viene valorizzato: crea superiorità, corre, dribbla, apre spazi… Quando gioca bene o fa gol si dice sempre che può dare di più, mentre se non segna giù critiche. Ok il bastone, ma ogni tanto non farebbe male pure un po’ di carota».IL RAPPORTO TRA PADRE E FIGLIO – «Ancora? No, è il mio giudizio da tecnico e badate bene che l’ho anche allenato. Perché da padre, invece, mi arrabbio con lui ogni volta che tira e non fa gol (ride ndr)».Conceiçao promuove Spalletti: il giudizio sulla JuventusL’ex allenatore del Milan ha espresso parole di apprezzamento anche nei confronti di Luciano Spalletti, riconoscendo le difficoltà legate alla gestione di una squadra giovane e ancora alla ricerca della propria identità.IL LAVORO DI SPALLETTI ALLA JUVENTUS – «Credo che Luciano sappia di avere un gruppo di qualità, ma ancora giovane. Per questo prova a variare spesso, per cercare di dare identità ed equilibrio alla squadra. Poi ci vogliono i risultati, naturalmente. Ma Spalletti a me piace molto: è un tipo metodico, sa lavorare con i giovani, far capire loro cosa significa giocare alla Juve».Conceiçao torna sull’esperienza al Milan: le parole su Cardinale e AmorimParticolarmente interessante anche il passaggio dedicato al Milan, allenato dal portoghese per sei mesi. Conceiçao ha ricordato le difficoltà incontrate durante la propria esperienza rossonera, evidenziando quanto sia importante per un allenatore poter contare su una struttura societaria solida.L’ESPERIENZA SULLA PANCHINA DEL MILAN – «Sì, ma purtroppo ogni allenatore ha bisogno di una struttura societaria di un certo tipo alle spalle, altrimenti diventa difficile avere credibilità di fronte ai giocatori. Diciamo che al Milan allora non c’erano le condizioni ideali. Non mi pento di quei sei mesi, vincere la Supercoppa e raggiungere la finale di Coppa Italia battendo Roma e Inter è stato fantastico. Anzi, ancora mi brucia aver perso quella finale con il Bologna».Un passaggio significativo riguarda Gerry Cardinale, oggi maggiormente presente al fianco della squadra, e Ruben Amorim, attuale allenatore rossonero.CARDINALE E IL RAPPORTO CON AMORIM – «Quando c’ero io, Cardinale non venne mai a Milanello. Pensi che mi mandò un messaggio per complimentarsi dopo la Supercoppa, ma io non risposi perché non avevo nemmeno il suo numero e lo lessi solo tempo dopo. Amorim, invece, lo conosco bene: abbiamo vissuto sfide accese in Portogallo, io da allenatore del Porto e lui dello Sporting. Gli auguro di fare bene a Milano».Conceiçao vede l’Inter favorita per lo scudettoInterrogato sulla corsa al titolo, il tecnico portoghese ha indicato nell’Inter la principale candidata alla vittoria del campionato, nonostante le difficoltà incontrate recentemente dalla formazione nerazzurra.LA FAVORITA PER LO SCUDETTO – «Sì, perché è la squadra più rodata, con una base che da anni fa la differenza».Da Figo a Cristiano Ronaldo: Conceiçao sceglie i suoi campioniNella parte conclusiva dell’intervista, spazio anche a un confronto tra alcuni dei migliori esterni offensivi della storia del calcio portoghese.SERGIO O FRANCISCO CONCEIÇAO – «Sergio (ride ndr). Ma il migliore resta Luis Figo».IL CONFRONTO TRA FIGO E CRISTIANO RONALDO – «Ahi, questa è dura. Però da ala forse scelgo ancora Figo, un vero fuoriclasse».Il tecnico ha poi affrontato il dibattito che coinvolge Cristiano Ronaldo e il commissario tecnico del Portogallo Jorge Jesus, evitando di prendere posizione.CRISTIANO RONALDO E JORGE JESUS – «È un tema sensibile nel mio paese. Cristiano è una leggenda, uno dei cinque migliori calciatori di sempre. Mentre Jesus è il ct, un tecnico stimato e di grande esperienza. Davvero, non mi sembra giusto prendere le parti di uno o dell’altro».Conceiçao apre al ritorno in Serie A: il futuro dopo il MilanInfine, un passaggio dedicato alle prospettive professionali. Dopo l’esperienza in Arabia Saudita, Sergio Conceiçao non esclude un ritorno nel calcio italiano, dove in passato era stato accostato anche ad altre panchine importanti.UN POSSIBILE RITORNO AD ALLENARE IN ITALIA – «Perché no, mi piacerebbe. In passato oltre al Milan già c’erano state altre opzioni (Napoli e Lazio ndr)».Un’apertura che conferma il legame del portoghese con la Serie A, campionato vissuto prima da protagonista sul terreno di gioco e successivamente dalla panchina del Milan.