GUIDONIA – Ville al posto delle querce, ecco perché il Comune ha rimosso il vincolo boschivo

Wait 5 sec.

E’ possibile abbattere 10 querce per far costruire una quadrifamiliare in un terreno considerato bosco?La domanda di ambientalisti e abitanti nel quartiere residenziale di Marco Simone di Guidonia ha una sola risposta: sì, è possibile.  Lo stabilisce l’articolo 10, comma 5 della Legge Regionale Lazio numero 24/1998 e l’articolo 39 comma 5 e 6 delle norme tecniche del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR), lo strumento di pianificazione e tutela del paesaggio per l’intero territorio del Lazio.Così il Comune di Guidonia Montecelio ha rimosso il vincolo boschivo dall’area edificabile di circa 4 mila metri quadrati sita tra Via Tacito e Via Tito Livio, sulla quale verranno costruite 4 ville progettate dal Geometra di Guidonia Fulvio Ciccotti e autorizzate col permesso di costruire numero 52 rilasciato  il 9 maggio 2024 dalla ex dirigente all’Urbanistica Cristina Zizzari (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO). La dirigente Bernardina Colasanti insieme al sindaco di Guidonia Mauro Lombardo Il 30 aprile scorso, nell’ultimo giorno alla guida dell’Ufficio Ambiente prima di assumere la direzione dei Lavori pubblici, la dirigente Bernardina Colasanti ha firmato la determina numero 42 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – condividendo la richiesta di Claudio Piccini, l’agronomo romano incaricato della perizia da parte di “Opera Srl”, la società amministrata dalla 34enne imprenditrice Sharon Garofalo, proprietaria dell’area edificabile divisa metà da un fosso d’acqua ultracentenario e da una decina di querce considerate bosco dagli stessi redattori del PTPR. L’area denominata bosco prima dell’abbattimento delle querce Secondo l’agronomo, si tratta di un’area boscata grande 2.078 metri quadrati.Come richiesto dalla società “Opera srl”, la dirigente Colasanti ha certificato che “l’area compresa tra Via Tacito e Via Tito Livio è erroneamente perimetrata come “area boscata” pur non essendo caratterizzata dalla presenza di bosco” e che “presenta le seguenti caratteristiche: area verde con filare di alberi artificiale disposti sul margine più alto di una scarpata”. Le 10 querce abbattute in via Tito Livio a Marco Simone di Guidonia L’agronomo Claudio Piccini ha infatti evidenziato il concetto di “area boscata” secondo quanto stabilisce l’articolo 39 del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale.“Si considerano boschi – si legge nella relazione del professionista citando la norma –a) i terreni di superficie non inferiore a 5.000 metri quadrati coperti da vegetazione forestale arborea e/o arbustiva, a qualunque stadio di età, di origine naturale o artificiale, costituente a maturità un soprassuolo continuo con grado di copertura delle chiome non inferiore al 50 per cento; b) i castagneti da frutto di superficie non inferiore a 5 mila metri quadrati, di origine naturale o artificiale, costituente a maturità un soprassuolo continuo con grado di copertura delle chiome non inferiore al 50 per cento; c) gli appezzamenti arborati isolati di qualunque superficie, situati ad una distanza, misurata fra i margini più vicini, non superiore a venti metri dai boschi di cui alla lettera a) e con densità di copertura delle chiome a maturità non inferiore al 20 per cento della superficie boscata”.Quindi, ha rammentato l’articolo 10 della Legge Regionale 24/98 sulla Protezione delle aree boscate.“Si considerano boschi – scrive l’agronomo al Comune di Guidonia Montecelio citando l’altra norma –a) i terreni di superficie non inferiore a 5.000 metri quadrati coperti da vegetazione forestale arborea e/o arbustiva, a qualunque stadio di età, di origine naturale o artificiale, costituente a maturità un soprassuolo continuo con grado di copertura delle chiome non inferiore al 50 per cento”.Nella relazione protocollata in Comune il 21 aprile 2026 l’agronomo descrive l’area divisa a metà da un filare di querce, coetanee tra loro, alte circa 12/15 metri, disposte nel centro dell’appezzamento.“Impianto alberi, artificiale – è la descrizione dell’agronomo – perché la loro disposizione è troppo precisa per pensare che siano cresciuti spontaneamente, disposti sul margine più alto della scarpata di un fosso di scolo. Da una conduttura posta alla base del fosso fuoriesce acqua pulita, altra è convogliata in esso dalle eccedenze che defluiscono dalle strade, questo fosso attraversa quasi tutta la proprietà e l’acqua ad un certo punto sparisce per infiltrarsi nel terreno; non ho informazioni se ce la presenza di un pozzo a dispersione oppure l’acqua è convogliata ancora in un canale sotterraneo o in una tubazione. Siccome non so da dove proviene l’acqua è difficile stabilire se quel corso d’acqua rientra nelle acque pubbliche vincolate”.Secondo i membri di Anva, l’Associazione Naturalistica Valle dell’Aniene, si tratta di “un fosso presente da sempre e già rappresentato nella carta del catasto alessandrino del 1660″ (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO). A sinistra, un’immagine dell’area dal Geoportale Nazionale; a destra, la stessa area ripresa dalla carta dell’Istituto Geografico Militare E’ stata proprio Anva a dare il via all’approfondimento giornalistico di Tiburno.Tv sul caso dopo aver inviato mercoledì 14 ottobre una segnalazione alla Procura di Tivoli relativa all’abbattimento delle dieci querce per realizzare 4 ville. Nella Figura 2, immagini aeree dell’area relative agli anni 1954, 1988, 2001 e 2026; cerchiato in rosso, il terreno soggetto al taglio delle 10 querce “Quel fosso – spiegano i membri di Anva al quotidiano Tiburno.Tv – era l’unico emissario del Laghetto (il bacino idrografico che ha resistito fino alla seconda metà del secolo scorso e che dà il nome al quartiere), quando vi era ancora acqua.Ora che il Laghetto è drenato quel fosso riceve comunque l’acqua piovana da quella vallata ubicata in Via Tacito, che si vede chiaramente nelle isoipse (curve di livello) della Figura 1, convogliandola fino al Fosso dell’Inviolata”. Un’immagine del fosso ai bordi del quale erano cresciute le querce Tuttavia il fosso in questione non risulta sottoposto a vincolo nel Piano Territoriale Paesaggistico Regionale.Secondo le informazioni raccolte da Tiburno.Tv, il Comune avrebbe autorizzato di intubare il fosso perché considerato uno scarico fognario a cielo aperto.L'articolo GUIDONIA – Ville al posto delle querce, ecco perché il Comune ha rimosso il vincolo boschivo proviene da Tiburno Tv.