ROMA — Il finestrino abbassato, un saluto con la mano ai fedeli lungo la strada, poi l’ingresso principale del Policlinico Gemelli attraversato a piedi, stringendo le mani di decine di persone in attesa. Così Leone XIV, 71 anni, primo papa americano della storia, è arrivato intorno all’ora di pranzo nell’ospedale che da decenni cura i pontefici, a 9 chilometri dal Vaticano.Nel pomeriggio sarà operato per una massa al polmone. Lo ha confermato la Sala stampa vaticana in un comunicato: l’intervento lo eseguirà l’équipe di chirurgia toracica guidata dal primario Stefano Margaritora, e un aggiornamento sulle condizioni del papa arriverà in serata. È il primo ricovero da quando è stato eletto, l’8 maggio 2025.La notizia l’aveva data lui stesso, domenica, al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. «È stato individuato in una fase molto precoce ed è ben delimitato. I medici ritengono opportuno intervenire, quindi, seguendo il loro consiglio, ho deciso di sottopormi a un intervento per rimuoverlo», ha detto ai fedeli. Nessun pontefice aveva mai annunciato di persona, dalla finestra del palazzo apostolico, un proprio problema di salute.Il direttore della Sala stampa, Matteo Bruni, ha precisato lunedì che gli esami erano «di routine», non motivati da alcun disturbo, e che la degenza durerà «circa una settimana». Le udienze sono cancellate fino al 20 ottobre: saltano una messa in San Pietro, un discorso a un convegno sull’infertilità, l’incontro con i vescovi del Nicaragua e la chiusura del summit sulla famiglia. Il papa ha chiesto che la relazione finale di quell’incontro non venga pubblicata: vuole leggerla e commentarla dopo le dimissioni dall’ospedale.Il Vaticano non ha detto in quale polmone si trovi il nodulo, quanto sia grande né con quale tecnica verrà asportato. Lunedì mattina Leone ha ricevuto regolarmente in udienza, rinunciando solo alla sessione del pomeriggio.Una decisione rapidaMolti in Vaticano sono stati colti di sorpresa, scrive il Washington Post. Un dettaglio lo conferma: l’appartamento riservato ai papi al decimo piano del Gemelli, con la cappella privata, è in ristrutturazione, e Leone sarà sistemato in una stanza vicina. Con lui, con ogni probabilità, l’infermiere personale Massimiliano Strappetti, che già assistette Francesco.La fretta ha una spiegazione. Il cardinale Tsutomu Kikuchi, arcivescovo di Tokyo, che ha incontrato il papa lunedì, ha riferito ad Associated Press che Leone gli ha detto di sentirsi bene e di aver scelto di operarsi subito per non alterare il viaggio in America Latina. La visita, 11 giorni tra Uruguay, Argentina e Perù, dove è stato missionario per vent’anni e ha ottenuto la cittadinanza, è in calendario tra circa quattro settimane.I medici estranei alle cure sono prudenti ma rassicuranti. Lorenzo Spaggiari, direttore della chirurgia toracica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, prevede una biopsia seguita dall’asportazione di un segmento o di un lobo, possibili in un’unica anestesia con tecnica robotica: «Sono cose che si curano molto bene, se le parole che ha usato riflettono la situazione clinica». Matthew Triplette, responsabile di un programma americano di screening del tumore polmonare, ha spiegato che questi interventi sono «di solito mininvasivi, con basso tasso di complicanze». Sarà l’esame istologico, insieme all’asportazione dei linfonodi, a dire se servirà altro.Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, si è detto «colpito dalla sua serenità»: «Siamo fiduciosi, lo accompagniamo tutti con la preghiera e l’affetto».Il Gemelli, il più grande ospedale di Roma, policlinico dell’Università Cattolica, ha una lunga familiarità con i pontefici. Giovanni Paolo II vi fu ricoverato nove volte, per un totale di 153 giorni, e lo ribattezzò «Vaticano tre». Francesco vi passò settimane per una polmonite, prima di morire nel 2025. Al decimo piano, le finestre dell’appartamento papale restano chiuse per i lavori.