TIVOLI - Dieci anziani truffati in 3 mesi: imputato “graziato” dalla prescrizione

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A inchiodarlo erano state due delle innumerevoli vittime raggirate.Ma entrambe le testimonianze sono state considerate poco affidabili e il tempo trascorso è così lungo che l’imputato non può essere giudicato.Per questo ieri, lunedì 12 ottobre, il Tribunale di Tivoli ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato di truffa nei confronti di Gennaro O., 50enne di Napoli. Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha condiviso le richieste del pubblico ministero Gabriele Iuzzolino e dell’avvocata Mary Lina Morra, legale dell’imputato, e ha assolto il 50enne per non aver commesso il fatto dall’accusa di rapina.Secondo la ricostruzione dei magistrati, Gennaro O. sarebbe stato l’autore di dieci truffe messe a segno tra ottobre 2016 e febbraio 2017, 8 delle quali a Palestrina e due a San Cesareo, tutte ai danni di anziane e anziani per lo più di età compresa tra gli 80 e i 90 anni.Dal processo non è emersa la colpevolezza del 50enne, ma neppure la sua innocenza, come hanno evidenziato le giudici nella sentenza contestuale emessa alla presenza della signora Luigia, l’unica vittima presente in aula, una pensionata italiana di 83 anni di Palestrina, convinta di aver riconosciuto l’imputato in fotografia.La signora Luigia era finita nel mirino del truffatore il 6 settembre 2016.Con lei l’autore del raggiro si sarebbe finto un amico del figlio che avrebbe dovuto recapitare un ricambio per il computer.Così l’uomo riuscì a convincere l’anziana a ritirare la busta e a farsi consegnare la somma di 1900 euro.Uno schema collaudato quello di fingersi amico di un familiare, utilizzato in tutti i raggiri contestati a Gennaro O.Il 10 ottobre 2016 la vittima fu Antonio, un anziano di 89 anni residente a Palestrina.Anche con lui il truffatore utilizzò lo schema collaudato di fingersi amico del figlio arrivato fino a Palestrina per consegnare un pacchetto per la stampante appena acquistata, riuscendo a spillargli 70 euro.Il 22 novembre 2016 toccò al compianto signor Remo, classe 1936, 80 anni all’epoca del fatto, cadere nel raggiro e consegnare 200 euro al finto amico del figlio giunto a Palestrina per recapitare un pacco in realtà mai ordinato.Il 6 dicembre 2016, un altro colpo messo a segno, in quel caso ai danni di Angela Fiore, classe 1930.L’autore della truffa si sarebbe presentato sostenendo di dover consegnare un pacco a nome del nipote dell’anziana, convincendola a ritirare una busta e a consegnargli 1700 euro in contanti.Il 19 dicembre 2016 ad essere truffata fu Iole, 70enne di Palestrina, avvicinata con la scusa di dover consegnare un computer e una stampante ordinati dal genero: l’anziana ritirò la busta, come al solito contenente una macchinetta fotografica con custodia mai ordinate e di scarso valore, e consegnò all’uomo la somma di 100 euro in contanti.Il 5 gennaio 2017, sempre a Palestrina, un uomo si presentò a casa della compianta Maria Immacolata, classe 1930, 85 anni all’epoca del fatto, fingendosi un avvocato incaricato di riscuotere il risarcimento per un falso incidente stradale causato dal figlio della donna, convincendola così a consegnargli 400 euro in contanti e due collane d’oro.L’anziana riferì che l’autore del raggiro le avrebbe sfilato con forza dal dito anche due anelli, per questo Gennaro O. era anche accusato di rapina. Il 25 gennaio 2017 il truffatore si spostò a San Cesareo e puntò su Maria, una pensionata all’epoca di 69 anni.L’uomo disse di conoscere la figlia e di doverle consegnare un pezzo di ricambio per la riparazione del computer, facendosi consegnare 40 euro.L’indomani – era il 26 gennaio 2017 – fu Umberto, 90 anni, ad essere raggirato con la scusa della consegna di un pacco a suo nome: all’interno c’era un telefonino di scarso valore, ma nel frattempo l’anziano aveva già pagato 1900 euro in contanti.Il 22 febbraio 2017 la terza vittima a San Cesareo fu la signora Paola, classe 1948, avvicinata dal truffatore spacciandosi per amico del figlio al quale avrebbe dovuto consegnare una macchina fotografica: bottino 60 euro.Nella stessa giornata – era il 22 febbraio 2017 – l’ennesimo raggiro a Palestrina.Un uomo avvicinò l’80enne Maria Giuseppa asserendo di conoscere il figlio e di dovergli consegnare il computer acquistata, riuscendo così a spillarle 200 euro.Nel 2022 Gennaro O. fu portato a processo sulla base delle dichiarazioni della compianta signora Maria Immacolata e della signora Luigia, l’unica comparsa in aula.Le giudici hanno accolto le richieste della Procura e della difesa, concludendo che entrambi i riconoscimenti sono risultati scarsamente affidabili.Il Collegio ha infatti censurato lo svolgimento della ricognizione fotografica al quale i carabinieri hanno sottoposto le vittime: alla foto di Gennaro O. erano state affiancare le immagini di uomini completamente dissomiglianti, mentre – per garantire la genuinità della prova – la norma prevede che debbano essere accostate persone il più possibile somiglianti.Tra l’altro, le giudici hanno evidenziato che la signora Maria Immacolata denunciò di non essere in grado di riconoscere con certezza l’autore, ma nel corso del confronto indicò la foto del 50enne napoletano, aggiungendo che l’uomo ritratto in foto le sembrava “più paffutello”.E allo stesso modo la signora Luigia indicò Gennaro O., precisando che l’uomo che l’aveva raggirata aveva la barba a differenza di quello ritratto in foto.Fonti di prova insufficienti per dimostrare la colpevolezza.L'articolo TIVOLI - Dieci anziani truffati in 3 mesi: imputato “graziato” dalla prescrizione proviene da Tiburno Tv.