Forum globale del welfare a Roma: la proposta del Presidente Fava

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Un forum globale del welfare a Roma nel giugno 2027. E, per arrivarci con dati e proposte, un Osservatorio permanente sul futuro del welfare. È la proposta che il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha presentato a Bruxelles al secondo CEO Roundtable di ESIP (European Social Insurance Platform), l’incontro che riunisce i vertici degli istituti di previdenza e sicurezza sociale dei Paesi dell’Unione.Al centro, le sfide che mettono alla prova tutti i sistemi di protezione sociale europei: l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale, la mobilità dei lavoratori e le nuove forme di lavoro.«Viviamo più a lungo, ed è la più grande conquista dell’Europa del Novecento. Nascono meno bambini, ed è la sfida che segnerà questo secolo. La tecnologia corre più veloce delle nostre regole, e lavoratori e pensionati attraversano i confini come mai prima», ha detto Fava ai colleghi europei. «Oggi nell’Unione ci sono circa tre persone in età lavorativa per ogni over 65; entro la fine del secolo saranno meno di due. Dietro questi numeri c’è il patto tra le generazioni su cui l’Europa ha costruito la sua pace sociale. I nostri sistemi di welfare e previdenziali e le nostre leggi nazionali sono diversi, e così devono restare. Ma le sfide non conoscono frontiere. Sono le stesse, per tutti, e nessun Paese le vincerà da solo».Da qui la proposta dell’Osservatorio permanente sul futuro del welfare, un luogo di lavoro tecnico e scientifico aperto a esperti, istituzioni europee e principali enti previdenziali nazionali, che raccoglierà dati, leggerà le tendenze e preparerà le basi programmatiche da discutere e adottare al Forum di Roma. «Le grandi scelte si preparano con la conoscenza, non nell’urgenza delle emergenze», ha spiegato il Presidente. «Penso a un think tank agile, concreto, misurato sui risultati. E voglio essere chiaro: non nasce un’altra struttura né un nuovo livello di burocrazia, e nessuno deciderà al posto di altri. Ogni scelta resta a ciascuno Stato e a ciascuna istituzione. Ciò che mettiamo in comune è la capacità di guardare lontano, insieme».Con il Presidente Fava, a Bruxelles erano presenti il Direttore Generale Valeria Vittimberga, il Direttore centrale Relazioni internazionali, Giuseppe Conte, la Dirigente Valeria Bonavolontà, e il Direttore centrale Audit, risk management, compliance e antifrode, Alessandro Romano. «Il modello sociale europeo è una delle forme più alte di civiltà che il nostro continente abbia saputo costruire: l’idea che nessuno resti solo davanti alla malattia, alla vecchiaia, alla perdita del lavoro», ha dichiarato Fava a margine dell’incontro. «È un patrimonio unico al mondo, ma non è un’eredità garantita. Oggi chiede uno scatto d’orgoglio e il coraggio di rinnovarsi. Il Forum di Roma non sarà un luogo di sole parole. Sarà un cantiere, dove le idee diventano soluzioni e le soluzioni diventano scelte condivise, per un welfare di cittadinanza europea più resiliente, più equo, più innovativo».Poi il richiamo alle origini. «Nel 1958, quando il mercato comune era ancora un progetto, l’Europa scelse di cominciare dalle persone, proteggendo chi attraversava un confine per lavorare. Quasi settant’anni dopo i confini sono cambiati. Non corrono più soltanto tra un Paese e l’altro, ma tra un lavoro e l’altro, tra una tecnologia e l’altra, tra una generazione e l’altra. La scelta, però, è la stessa di allora: mettere la persona al centro. Roma, nel 2027, sarà il luogo in cui rinnovarla».