Taiwan compra il gas dell’Alaska voluto da Trump: 6 milioni di tonnellate l’anno, prime navi nel 2032

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TAIPEI — Ci sono voluti diciannove mesi, da una lettera d’intenti firmata nel marzo 2025 a un comunicato diffuso mercoledì, perché il Ministero degli Affari economici di Taiwan mettesse una cifra sul gas dell’Alaska. L’isola comprerà 6 milioni di tonnellate l’anno di gas naturale liquefatto dal progetto che Donald Trump ha fatto proprio e potrà investirvi fino a 4,4 miliardi di dollari. Al tavolo siedono da una parte la CPC Corporation, compagnia petrolifera e del gas di Stato taiwanese, dall’altra l’Alaska Gasline Development Corporation, l’ente pubblico dello Stato americano che promuove il gasdotto.La posta è un’opera da 44 a 54 miliardi di dollari: una condotta di 1.300 chilometri dai giacimenti del North Slope, sull’oceano Artico, fino a un terminale di liquefazione sulla costa meridionale dell’Alaska. Da lì le metaniere attraversano il Pacifico senza passare da stretti contesi. Le prime consegne a Taiwan, se il calendario regge, arriveranno nel 2032 al più presto.L’annuncio di Taipei è arrivato poche ore dopo il comizio di Trump a Wasilla, cittadina alle porte di Anchorage, tappa della campagna per le elezioni di metà mandato. In un palazzetto dello sport, martedì sera (la notte tra martedì e mercoledì in Italia), il presidente ha detto che «Taiwan ha appena accettato di comprare il 30 per cento del gas che esce dal gasdotto per i prossimi vent’anni» e ha parlato di «uno degli affari più grandi mai fatti». Il segretario al Commercio Howard Lutnick, sul palco con lui, ha indicato la cifra dei 4,4 miliardi.Il comunicato taiwanese, riferisce l’Associated Press, non riprende la percentuale del 30 per cento e il governo non ha confermato formalmente i numeri del presidente. Il ministero parla di «progressi significativi» dopo oltre un anno di negoziati e rinvia quote azionarie, assetti e termini «ai negoziati successivi e alle procedure contrattuali commerciali». Sulla carta le due cifre si avvicinano: il progetto punta a esportare circa 20 milioni di tonnellate l’anno, e la quota di Taipei ne vale grosso modo un terzo.Il precedente coreanoIl gasdotto ha già un precedente. Della Corea del Sud Trump ha annunciato più volte un investimento da 50 miliardi di dollari che Seul non ha mai firmato: i funzionari sudcoreani ripetono di dover valutare la redditività commerciale, e a inizio ottobre il presidente ha minacciato di far pagare di più, fino al doppio, se la firma tarda. Finora i contratti preliminari coprono circa 13 milioni di tonnellate l’anno, Taiwan compresa. Glenfarne, la società privata che sviluppa l’impianto, ha scritto al governo americano questo mese di puntare al completamento meccanico nel 2028 e al primo gas nel 2029.Per Taipei il gas è prima di tutto una questione di contabilità energetica. L’isola importa oltre il 94 per cento dell’energia che consuma, secondo l’agenzia federale americana per l’energia, e il gas produce il 43 per cento dell’elettricità. La domanda cresce con i centri di calcolo per l’intelligenza artificiale e le fonderie di semiconduttori di TSMC: il ministero prevede un aumento del 2,5 per cento l’anno fino al 2035, la seconda stima più alta della sua storia. Nel comunicato il ministero spiega che la rotta diretta dall’Alaska riduce i rischi legati alle vie di transito.La Casa Bianca, interpellata da CNBC prima dell’annuncio, non aveva risposto. Pechino, che considera Taiwan una provincia da riunificare anche con la forza, non ha commentato. Il calcolo politico si legge nelle date: Trump ha portato l’accordo in un comizio elettorale, Taipei lo ha confermato mentre attende da Washington un pacchetto di vendite militari da 14 miliardi di dollari. Per l’isola il gas dell’Alaska è anche un pegno verso il suo principale fornitore di armi, e il ministero elenca tra gli obiettivi dell’intesa il rafforzamento dei legami con gli Stati Uniti.