Calvarese, cambia tutto per gli arbitri in Serie A e in Europa: «Il Var non deve trasformarsi in una seconda direzione arbitrale»

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L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese analizza il nuovo orientamento dell’UEFA e della Serie A: più responsabilità ai direttori di gara e meno interventi del VARIl mondo degli arbitri sta attraversando una fase di cambiamento importante, sia in Serie A che nelle competizioni europee. A sottolinearlo è Gianpaolo Calvarese, ex direttore di gara che, attraverso un approfondimento pubblicato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, ha analizzato le principali novità nella gestione degli episodi arbitrali.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoAl centro della riflessione ci sono soprattutto il ruolo del VAR, la maggiore autonomia concessa agli arbitri e una nuova interpretazione dei contatti fisici. Un orientamento che sembra accomunare il campionato italiano e le competizioni organizzate dall’UEFA.Calvarese, la nuova linea arbitrale tra Serie A e UEFASecondo l’ex arbitro, le recenti partite europee hanno confermato una tendenza già emersa nelle prime giornate del campionato italiano: lasciare maggiore spazio alle decisioni prese direttamente sul terreno di gioco.IL NUOVO ORIENTAMENTO ARBITRALE – «Più centralità dell’arbitro, meno interventi del Var e una soglia del fallo più alta. La tre giorni di coppe europee ha confermato l’indirizzo arbitrale della Uefa, lo stesso che stiamo vedendo applicato anche in Serie A».Calvarese, la soglia del fallo e il ricambio generazionaleUn altro aspetto evidenziato riguarda la valutazione dei contrasti. L’obiettivo sarebbe quello di favorire una maggiore continuità del gioco, evitando interruzioni eccessive per contatti considerati parte della normale dinamica calcistica.Parallelamente, il settore arbitrale internazionale sta affrontando anche un importante ricambio generazionale, con nuove opportunità per i direttori di gara emergenti.SOGLIA DEL FALLO E NUOVI ARBITRI – «In qualche occasione sembra quasi che la soglia del fallo sia diventata più alta in Italia che nelle competizioni europee. C’è poi un altro tema: il ricambio generazionale della classe arbitrale. Dopo il Mondiale sono andati via due riferimenti come Vincic e Taylor: due adii che aprono inevitabilmente a nuovi spazi».Calvarese, il ruolo del VAR e le indicazioni dell’UEFANella parte conclusiva della propria analisi, Calvarese si concentra sul rapporto tra arbitro e tecnologia. Il VAR continua a rappresentare uno strumento fondamentale, ma non dovrebbe sostituirsi sistematicamente al direttore di gara nelle valutazioni degli episodi.IL FUTURO DEL VAR – «Il bilancio della tre giorni europea conferma una direzione precisa. La Uefa vuole arbitro coraggiosi, capaci di decidere in campo e di convivere anche con le zone grigie del regolamento. Il Var resta fondamentale, ma non deve trasformarsi in una seconda direzione arbitrale».Un’indicazione che mette al centro la responsabilità dell’arbitro, chiamato a mantenere il controllo della partita e ad assumere decisioni anche nelle situazioni più complesse. Il nuovo corso punta dunque a trovare un equilibrio tra autorità sul campo e supporto tecnologico, senza trasformare ogni episodio controverso in una revisione al monitor.