PARIGI — La polizia ha lanciato i lacrimogeni su place de la République alle 13.17, un’ora e mezza prima dell’inizio del corteo autorizzato, mentre a Marsiglia e Lione gli agenti antisommossa sgomberavano con i manganelli cortei non dichiarati e barricate improvvisate. A mezzogiorno gli arresti in tutta la Francia erano 166, riferisce France 24; alle 9.30 la prefettura di Parigi ne contava già 40 nella sola capitale.Non sono episodi slegati. Il movimento partito un mese fa nei licei delle periferie povere a nord di Parigi, per i professori assenti e le aule fatiscenti, trova oggi la saldatura con i sindacati e con quel che resta dei gilet gialli: fino a 100.000 persone attese in piazza contro i prezzi alti, i salari fermi e «il modello sociale che si sfilaccia». Accade a pochi mesi dalle presidenziali del 2027, con Marine Le Pen che negli ultimi sondaggi allarga il vantaggio e il presidente Emmanuel Macron a fine mandato.Il governo ha riautorizzato nel primo pomeriggio le granate stordenti, sospese dopo che un quindicenne di Lens, nel Nord, aveva perso una mano. A Parigi i manifestanti hanno bloccato la sede della rete televisiva CNews; a République sono partiti fuochi d’artificio contro le linee di polizia. Le fermate della metropolitana attorno agli Champs-Élysées, all’Eliseo e ai ministeri sono chiuse su richiesta della prefettura, e ogni altro raduno nel centro è vietato.Il sito dei gilet gialli censisce 1.365 azioni in tutto il Paese, dai cortei ai blocchi di stazioni di servizio, caselli autostradali e depositi di carburante. Una fonte vicina al ministero dell’Interno ne conta circa 250. La Cgt, la principale confederazione sindacale, chiede salari e pensioni più alti e la difesa dei servizi pubblici. «Protestavo quando la benzina costava 1,40 euro al litro, immaginate ora che è a 2,20», dice Myrtil Devillers, gilet giallo della prima ora.I liceali feritiA Saint-Ouen-l’Aumône, periferia nord-ovest di Parigi, Eden, 14 anni, ha la mascella rotta e i denti spezzati da un candelotto sparato a distanza ravvicinata. La famiglia ha denunciato per tentato omicidio e l’agente è stato formalmente indagato per violenze con mutilazione, otto giorni dopo i fatti; secondo la procura ha dichiarato di essersi voluto proteggere. Reuters ha documentato 28 casi di feriti per uso della forza, tra proiettili di gomma, granate, manganelli e cariche a cavallo.Davanti al Senato, martedì, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha confermato 36 inchieste della polizia delle polizie, quattro delle quali per ferite «mutilanti». Il politologo Sebastian Roche osserva che la Francia è un caso a sé in Europa: queste armi «meno letali» non si usano per l’ordine pubblico in Gran Bretagna, Italia e Germania.Il governo ribalta i conti. Nuñez parla di circa 200 studenti feriti, «molto raramente» per mano della polizia, e di 700 agenti feriti, scuole incendiate, insegnanti aggrediti; gli arresti dall’inizio del movimento sono 6.877, in maggioranza minorenni. «Quando le manifestazioni si svolgono pacificamente non ci sono arresti», ha detto in Parlamento. Il sindacato di polizia Alliance ha presentato un esposto contro lo Stato per «messa in pericolo della vita altrui».Il premier Sébastien Lecornu ha definito queste proteste le più violente da decenni e accusa La France Insoumise, la sinistra radicale, di soffiare sul fuoco; il partito respinge. Macron dice che gli studenti sono «strumentalizzati» da forze politiche. «Siamo in un’atmosfera di perma-crisi: guerre, inflazione e potere d’acquisto», ha ammesso Lecornu giovedì.I gilet gialli, nati nel 2018 contro la tassa sul diesel e poi addormentati dai miliardi di sgravi concessi da Macron, arrivano all’appuntamento senza una regia. «Nessun gilet giallo è dietro il 17 ottobre, ormai è quasi diventato un marchio», dice Jérôme Rodrigues, figura storica del movimento, che perse un occhio per una granata nel 2019. L’appello è nato da un video TikTok sui prezzi alla pompa, raccolto poi dal leader comunista Fabien Roussel e dalla leader dei Verdi Marine Tondelier. «Non ci siamo coordinati, ma abbiamo avuto tutti la stessa reazione davanti alle violenze della polizia sui liceali», dice François Boulo, altra voce del 2018. È quella rabbia, più di una piattaforma comune, a tenere insieme la giornata.Nei punti di ritrovo si stanno formando gruppi di assistenza medica, racconta Yannick Maillou, insegnante e gilet giallo dal primo giorno. Nuñez, venerdì, aveva avvertito: «Se ci fossero scontri, tutti i tipi di armi intermedie possono essere usati».