Crm4Defence, il progetto di Leonardo dedicato al recupero e al riciclo di materie prime critiche, è stato inserito dalla Commissione europea tra i 46 nuovi progetti strategici selezionati nell’ambito del Critical raw materials act (Crma) e riguarda iniziative localizzate in 16 Stati membri dell’Unione europea, finalizzate a rafforzare le catene di approvvigionamento e a diversificare le fonti di materie prime critiche. Il progetto prevede il recupero di titanio, alluminio e magnesio provenienti dagli stabilimenti di Leonardo. Gli scarti di lavorazione saranno trasformati in materiali secondari destinati a essere reimpiegati nei cicli produttivi aziendali. Si tratta di un modello di economia circolare che punta a ridurre la dipendenza strategica dalle materie prime e a rafforzare la resilienza e la competitività della filiera europea, soprattutto nei settori dell’aerospazio e della difesa. Secondo i piani, una volta a regime la produzione di materiali secondari potrà raggiungere un massimo stimato di 1.400 tonnellate complessive di titanio, alluminio e magnesio. Il recupero consentirà inoltre di ridurre i consumi energetici e le emissioni della catena di fornitura rispetto alla produzione ottenuta da metalli primari.Gli obiettivi del Critical raw materials actIl Critical raw materials act è il regolamento europeo che individua misure per rafforzare la capacità dell’Unione di estrarre, trasformare e riciclare materie prime strategiche, diversificando al contempo gli approvvigionamenti provenienti da Paesi terzi. Entro il 2030, gli obiettivi prevedono una capacità di estrazione equivalente ad almeno il 10% del consumo annuo dell’Unione, una capacità di trasformazione pari ad almeno il 40% e una capacità di riciclo pari ad almeno il 25% del consumo annuo di materie prime strategiche. La designazione come progetto strategico consentirà di beneficiare di procedure autorizzative semplificate e di un accesso facilitato agli strumenti di finanziamento, secondo quanto previsto dal quadro europeo.Il piano di LeonardoIl progetto contribuirà a raggiungere gli obiettivi di circolarità di Leonardo, che già punta a raggiungere entro il 2030 il 65% di materiale recuperato e ad aumentare il contenuto di materiale riciclato nei propri prodotti. La prima fase del progetto avrà un valore di circa 23,5 milioni di euro mentre, a partire dal 2030, una seconda fase potrà estendere il modello alla filiera dei fornitori, coinvolgendo fonderie, officine, piccole e medie imprese, partner industriali e joint venture. Il valore complessivo previsto per questa estensione è stimato in circa 150 milioni di euro. L’ampliamento del progetto è destinato a coinvolgere quindi non soltanto gli stabilimenti di Leonardo, ma anche gli operatori industriali della filiera interessata al recupero e al riutilizzo delle materie prime critiche.È attualmente in corso la fase pilota dedicata al riciclo dell’alluminio, che coinvolge tre siti del Gruppo: Cisterna di Latina, in provincia di Latina, Venegono, in provincia di Varese, e Nola, in provincia di Napoli. Il progetto, denominato anche Byproducts and recycling of Crm for Defence, è stato presentato nell’ambito della seconda selezione europea dei progetti di interesse strategico. Oltre all’Italia, l’iniziativa coinvolge anche Polonia, Francia e Regno Unito.