Donald Trump ha accusato l’Ucraina di avere rivenduto sul mercato libero missili forniti durante la presidenza Biden. È una dichiarazione politicamente rilevante, ma per trasformarla in una conclusione giornalistica servono documenti: numeri di serie, destinatari, sequestri, atti giudiziari o ricostruzioni verificabili delle consegne. Nelle dichiarazioni esaminate non emergono tali elementi. L’assenza di una prova pubblica della rivendita non cancella, tuttavia, le criticità reali del sistema di controllo.Le lacune accertate dal PentagonoNel gennaio 2024 l’Ispettorato generale del Dipartimento della Difesa statunitense ha documentato che, al 2 giugno 2023, oltre 1,005 miliardi di dollari di equipaggiamenti, su circa 1,699 miliardi soggetti a monitoraggio rafforzato, presentavano verifiche inventariali scadute. Il dato riguarda la tempestività e completezza dei controlli, non un ammontare di armi accertate come rubate o rivendute. Le difficoltà derivavano anche dalle condizioni operative della guerra, dai limiti di accesso del personale e dai sistemi di registrazione.La responsabilità della tracciabilitàL’assenza di verifiche non costituisce, di per sé, la prova che gli armamenti siano stati sottratti o rivenduti. Ma sarebbe altrettanto improprio considerarla una semplice irregolarità amministrativa. Quando si parla di equipaggiamenti militari sensibili, destinati a un Paese in guerra e finanziati con risorse pubbliche, l’impossibilità di verificarne tempestivamente la presenza e la destinazione rappresenta una grave vulnerabilità del sistema di controllo. Il punto non è affermare che quelle armi siano necessariamente finite sul mercato clandestino, ma riconoscere che, in assenza di riscontri adeguati, le autorità non erano nelle condizioni di escludere con sufficiente certezza eventuali sottrazioni o impieghi non autorizzati. Ed è proprio questa incertezza, documentata dagli stessi organismi di controllo americani, a rendere necessarie verifiche rigorose e responsabilità chiaramente individuabili.I miglioramenti successiviUn successivo rapporto dell’Ispettorato generale, pubblicato nel dicembre 2024, ha documentato un miglioramento delle procedure: il tasso di conformità delle verifiche è salito dal 40 all’88 per cento tra giugno 2023 e maggio 2024, mentre aumentava il numero degli equipaggiamenti monitorati. Restavano criticità nella circolazione delle informazioni relative a trasferimenti attraverso Paesi terzi. Un’inchiesta equilibrata deve riferire entrambi i dati: le carenze iniziali e le correzioni introdotte.Indagini non significa condanne per traffico di missiliIl portale ufficiale Ukraine Oversight ha pubblicato informazioni su indagini riguardanti possibili frodi, corruzione e altri illeciti connessi all’assistenza statunitense. L’esistenza di procedimenti investigativi non autorizza a concludere che tutti riguardino la vendita di armamenti o che dimostrino l’accusa del presidente. Per questo occorre esaminare singolarmente gli atti, distinguendo imputazioni, accertamenti e condanne.Il conto dei miliardiLa cifra di 350 miliardi di dollari evocata da Trump non può essere trattata come denaro integralmente consegnato a Kiev. Gli stanziamenti approvati dal Congresso includono categorie differenti: assistenza militare, sostegno economico, spese logistiche e fondi utilizzati negli Stati Uniti per ricostituire scorte e capacità produttive. Una verifica attendibile deve separare somme autorizzate, impegnate, spese e materiali effettivamente trasferiti.La sicurezza europea e la lezione del MediterraneoL’Unione europea ha sostenuto programmi per rafforzare la capacità ucraina di prevenire e contrastare il traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi. La prevenzione è giustificata dal rischio di dispersione, soprattutto nel dopoguerra; non equivale però alla prova di un traffico internazionale sistematico già accertato. La vicenda degli arsenali libici dopo il 2011 ricorda quanto possano essere durature le conseguenze di una perdita di controllo. Non vi sono, nelle fonti qui considerate, elementi sufficienti per attribuire a missili americani inviati in Ucraina una destinazione illecita in Africa.Le domande rivolte anche a WashingtonSe l’amministrazione americana dispone di prove di rivendite illecite, dovrebbe rendere conoscibili gli elementi verificabili compatibilmente con le esigenze investigative. Quali sistemi sarebbero stati venduti, da chi, quando e a chi? E quali procedure sono state adottate per prevenire ulteriori deviazioni? La responsabilità non riguarda soltanto le scelte dell’amministrazione precedente: coinvolge anche chi oggi supervisiona forniture, controlli e cooperazione con gli alleati.Il conto che resterà dopo la guerraIl nodo di lungo periodo è la gestione degli arsenali al termine delle ostilità: inventario, deposito, raccolta, distruzione o trasferimento autorizzato delle armi. La tracciabilità è una condizione della sicurezza internazionale, non una formalità burocratica. Le carenze documentate devono essere esaminate senza minimizzarle; le accuse di traffico devono essere valutate senza anticipare il verdetto delle prove. Perché le guerre possono terminare con un accordo. Le responsabilità, invece, non dovrebbero terminare con una conferenza stampa.