La classifica delle regioni più “giocatrici” d’Italia: la Campania prima, ma su una voce vince il Lazio

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Perché il Lazio domina la ricerca di “casinò online”Se c’è una regione che batte tutte le altre quando si parla di “casino online” cercato su Google, non è una del Sud, dove il gioco tradizionale va forte da sempre, ma il Lazio. Lo dice L’Italia che gioca 2026, lo studio di Casinos.com che incrocia i dati Istat sulla partecipazione al gioco con le ricerche Google regione per regione: sulla voce “casino online” il Lazio segna 100 punti su 100, con diciannove punti di vantaggio sulla seconda regione, l’Umbria. Dietro, Valle d’Aosta, Lombardia, Sicilia e Campania.Il dato ha senso se si guarda a chi popola il Lazio: una regione dove la vita, tra Roma e il resto del territorio, passa molto più attraverso lo schermo di un computer o di un telefono che attraverso l’edicola sotto casa. E non è un caso che proprio in questo contesto digitale si stia diffondendo una delle novità più recenti del settore: sempre più operatori ADM italiani accettano oggi anche il casinò con CIE come metodo di registrazione, sfruttando la stessa Carta d’Identità Elettronica che milioni di italiani portano già nel portafoglio e usano per accedere ai servizi pubblici online. Niente foto del documento da caricare e aspettare che qualcuno verifichi a mano: con l’app CieID sul telefono, l’identità si conferma in pochi secondi, proprio come succede ormai per molti altri servizi digitali che gli italiani, soprattutto nel Centro e nel Lazio, usano quotidianamente.Chi su Rumors.it segue ogni giorno l’attualità oltre il gossip lo sa bene: certe abitudini digitali si diffondono prima dove la vita quotidiana passa già per lo schermo. Nella nostra sezione Attualità raccontiamo spesso proprio questi cambiamenti di costume, dal modo in cui gli italiani si identificano online a come cambia il tempo libero nell’era dello smartphone.La classifica generale ribalta i luoghi comuni: prima la CampaniaMa la classifica completa dello studio, va detto, ribalta qualche luogo comune anche su un altro fronte. Al primo posto assoluto, con 93,7 punti su 100, non c’è né la Lombardia né il Veneto, ma la Campania. Seconda la Calabria con 91,8, e dietro di loro, staccate di oltre dieci punti, Abruzzo, Puglia e Lazio. A chiudere, ultimo tra venti regioni, il Trentino-Alto Adige, fermo a 40,1.Cosa dicono davvero i dati Istat sul gioco in ItaliaI numeri di partenza, va detto, sono quelli veri, non quelli che si leggono nei titoli allarmistici. Nel 2024 il 31,9% degli italiani dai 14 anni in su, 16,6 milioni di persone, ha partecipato almeno una volta a un gioco con vincita in denaro, secondo l’ultima indagine Istat su giochi e videogiochi. Il gioco più diffuso resta il Gratta e Vinci (25,1%), seguito da Lotto e lotterie (16,5%) e SuperEnalotto (13,8%), mentre le scommesse sportive si fermano al 4,7% e i giochi da casinò in senso stretto all’1,8%. Nulla di scandaloso: è il biglietto comprato all’edicola, il Gratta e Vinci regalato a Natale, la schedina del SuperEnalotto il venerdì sera. Gli uomini giocano più delle donne, 37,8% contro 26,4%, e la fascia d’età più coinvolta è quella tra i 35 e i 54 anni.Quello che cambia, regione per regione, è quanto spesso questa abitudine diventa un rituale. In Campania il 7,4% gioca ogni settimana, la quota più alta d’Italia: più di una persona su quattordici, 361mila in tutto. La Calabria, seconda, ha invece la partecipazione annuale più alta in assoluto, 37,4%, trainata soprattutto dal Gratta e Vinci, comprato dal 30,3% della popolazione. Due regioni, due modi diversi di giocare: chi gioca spesso e chi gioca di più, ma con meno frequenza. Perché sul gioco tradizionale il Mezzogiorno domina senza rivali, otto delle prime dieci posizioni, mentre sul casinò online, come visto, la mappa si ribalta completamente verso il Lazio e il Centro-Nord.Lazio e Umbria, lo stesso identikit del giocatore digitaleNon è un caso isolato, tra l’altro, quello del Lazio. Subito dietro, con 81 punti, c’è l’Umbria, regione piccola ma con numeri di partecipazione quasi identici a quelli laziali (34,4% contro 34,9%), seconda su Google sia per “Gratta e Vinci” sia per “casino online”. Due territori del Centro Italia, distanti per dimensioni e popolazione, che condividono lo stesso doppio profilo: giocatori abituali offline, cercatori curiosi online. Più indietro, Sicilia e Sardegna raccontano una storia simile ma rovesciata: nei questionari Istat dichiarano meno di quanto in realtà cercano su Google, un divario che gli autori dello studio non riescono a spiegare del tutto, se non ipotizzando che una parte del gioco online resti fuori dalla rilevazione statistica ufficiale.Resta la domanda di fondo che lo studio lascia aperta: perché il Trentino-Alto Adige, regione ricca, con un alto tenore di vita, finisce ultima in sette indicatori su otto? Gli autori non si avventurano in una risposta, e forse è meglio così: ci sono classifiche che raccontano i numeri, e altre che raccontano le persone, e tra Bolzano e Napoli la distanza, su questo fronte, resta tutta da spiegare.| Da Rumors.it