Figli Perduti, la storia di Daniel Zaccaro arriva ad Alice nella Città

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Ci sono storie che chiedono di essere raccontate perché non si fermano all’errore, ma provano a guardare ciò che può venire dopo. Figli Perduti, opera prima di Lorenzo Maria Chierici, parte da una vicenda reale e porta sullo schermo il percorso di Daniel Zaccaro: dall’adolescenza difficile a Quarto Oggiaro alla scelta di costruire una vita diversa, fino all’impegno accanto ai ragazzi della comunità Kayròs.Il film sarà presentato in anteprima nazionale domenica 18 ottobre alle 20.30 al Teatro Sistina di Roma, alla presenza del regista e del cast. È in concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città, il festival dedicato al cinema e alle nuove generazioni che accompagna la Festa del Cinema di Roma. La conferenza stampa è prevista lo stesso giorno alle 15.00 a Casa Alice.Foto: Ufficio stampaMatilda De Angelis torna al cinema con Balcanica: la storia vera che emozionaFigli Perduti racconta la storia vera di Daniel ZaccaroLa vicenda di Daniel comincia in un ambiente dove l’appartenenza al gruppo e la lealtà verso gli amici diventano regole da seguire. Cresciuto a Quarto Oggiaro, insieme all’amico Benka imbocca la strada delle rapine. Le conseguenze lo portano nel circuito penale minorile e, poi, al carcere Beccaria. È lì che incontra don Claudio Burgio, una presenza destinata a cambiare il suo modo di guardare al futuro.Attraverso quel rapporto, Daniel entra nella comunità Kayròs, fondata dallo stesso don Burgio. Non è una svolta raccontata come un passaggio semplice o improvviso: è l’inizio di un cammino fatto di scelte, formazione e responsabilità. Lontano dalla logica del branco, Daniel scopre la possibilità di immaginare per sé un’altra direzione. Si laurea in Scienze dell’Educazione e diventa educatore proprio nella comunità che lo aveva accolto.Oggi continua a lavorare a Kayròs e porta la propria esperienza nelle scuole e nelle carceri. La sua storia offre un’occasione per parlare di seconda possibilità senza trasformarla in una formula astratta: il cambiamento prende forma attraverso incontri concreti, relazioni che resistono e occasioni di crescita. È questo percorso, con le sue difficoltà e i suoi passaggi decisivi, il cuore del film.Matteo Oscar Giuggioli interpreta Daniel ZaccaroA interpretare Daniel è Matteo Oscar Giuggioli, attore che il pubblico ha conosciuto anche grazie alla serie di Sky Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883. Nella serie ha vestito i panni di Mauro Repetto, contribuendo a riportare al centro una storia musicale diventata parte dell’immaginario di più generazioni. Un ruolo che ha accresciuto la sua popolarità e che ora lo accompagna in una prova diversa, legata a una vicenda intensa e profondamente personale.Con Figli Perduti, Giuggioli si confronta con un personaggio reale, segnato da una giovinezza complessa e da un percorso di trasformazione. Accanto a lui ci sono Alessandro Gassmann, nel ruolo di don Claudio Burgio, Andrea Dodero, Giaime Mula, Cissé Malich, Martina Lampugnani e Sonia Carretto. La presenza di Gassmann offre al film un volto noto, ma il racconto resta corale e trova una parte importante della propria forza nell’esperienza vissuta da Daniel.Nel cast ci sono anche giovani che frequentano davvero la comunità Kayròs e che sullo schermo interpretano sé stessi. Tra loro Daniele Serriconi, coordinatore della comunità, coinvolto nel film nel ruolo che ricopre nella vita quotidiana. C’è anche l’influencer Massimiliano Simari, conosciuto sui social come @massi_e_mino, che ha preso parte alla scena della laurea di Daniel. Il confine tra finzione e vita reale si fa così più sottile: alcuni volti del film appartengono allo stesso mondo che la storia racconta.Foto: Ufficio stampaTrainspotting torna al cinema a trent’anni dall’uscitaLorenzo Maria Chierici firma la sua opera primaIl film è scritto e diretto da Lorenzo Maria Chierici, regista milanese alla sua opera prima. Il progetto nasce da un legame di amicizia tra Chierici e Daniel Zaccaro, oltre che dalla vicinanza del regista alla comunità Kayròs. Un punto di partenza personale che ha permesso di avvicinarsi alla vicenda non soltanto come a una storia da ricostruire, ma come a un’esperienza di cui comprendere le contraddizioni e le possibilità.Nelle parole del regista, Figli Perduti parla di amicizia e cambiamento, ma soprattutto di chi pensa che gli errori commessi abbiano chiuso ogni strada. «Cambiare è sempre possibile», osserva Chierici, quando si incontra qualcuno disposto a restare, a guardare oltre le bugie e a riconoscere anche le parti più difficili di una persona. Il film cerca proprio questo sguardo: non cancella ciò che è accaduto, ma lascia spazio a una riconciliazione con il passato e a una vita che non sia condannata a ripeterlo.Anche Daniel attribuisce al racconto un valore rivolto ai più giovani. In un tempo in cui fama, denaro e potere sembrano spesso definire il successo, si augura che il film possa aprire una domanda semplice e necessaria: «Esiste un’altra possibilità di vita?». È una domanda che attraversa tutta la vicenda e che evita di presentare la redenzione come una risposta valida per tutti, lasciando invece emergere il peso delle scelte e delle persone che aiutano a compierle.Figli Perduti, cast e produzione del filmLa fotografia è firmata da Marco De Pasquale, il montaggio da Alessandro Zucchelli e le musiche da Nico Palermo. Il film è prodotto da Luca Bernabei, Pier Francesco Aiello, Fabrizio Cecioni, Andrea Della Rocca e Léa Canu per Ohana Production, PFA Films e Are Films. La produzione ha ricevuto il contributo del FESR Piemonte 2021-2027, attraverso il Bando Piemonte Film TV Fund, e il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, oltre al contributo del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo del Ministero della Cultura.L’appuntamento romano del 18 ottobre sarà quindi il primo incontro del pubblico con un’opera che intreccia cinema e testimonianza, interpreti professionisti e persone direttamente coinvolte nella vicenda. Figli Perduti porta ad Alice nella Città una storia che non cerca scorciatoie narrative: racconta un ragazzo, gli errori che lo hanno portato lontano e il lavoro necessario per ritrovare una strada.Al centro rimane Daniel, oggi impegnato ad aiutare altri ragazzi a scegliere la legalità e la libertà. Il suo percorso non offre una soluzione facile, ma ricorda che il passato può essere affrontato senza diventare l’unico modo possibile di definire una persona. Se il film riuscirà a lasciare una domanda in chi lo guarda, sarà proprio quella che Daniel si augura di vedere nascere: che cosa può succedere quando qualcuno ci offre un’altra possibilità?Foto: Ufficio stampaNord Sud Ovest Est, gli 883 tornano su Sky: il successo, l’amicizia e quella paura di diventare grandi| Da Rumors.it