L’ultimo avvertimento di Anthropic potrebbe non piacere a Donald Trump. Tra pochi mesi, alcuni modelli di intelligenza artificiale della startup potrebbero autoreplicarsi su altri dispositivi IoT. L’azienda lo scrive nel suo ultimo post pubblicato sul proprio blog, spiegando le conseguenze di un worm, un programma che si replica altrove senza bisogno dell’intervento umano. “Un replicatore di questo tipo sarebbe difficile da fermare, poiché non esiste un punto di arresto centralizzato, sebbene il processo potrebbe essere lento. A differenza dei malware non basati sull’AI, potrebbe anche identificare autonomamente dispositivi sconosciuti”. Va da sé che la perdita di controllo comporterebbe conseguenze drammatiche.Gli obiettivi a cui un worm potrebbe puntare sono svariati. Target principali sono soprattutto case e piccole aziende, dove le misure di protezione non sono così elevate. I worm possono infatti eludere i rilevamenti, aggregandosi per attaccare l’hardware dei computer. Questi malware particolari possono infiltrarsi all’interno di qualsiasi dispositivo connesso a Internet, compresi gli elettrodomestici meno sospetti, come frigoriferi e aspirapolveri. Anche le smart tv sono una preda ghiotta. Per Anthropic potrebbe essere già troppo tardi: “Dovremmo puntare a rafforzare i nostri sistemi per rendere difficile la diffusione di tali replicatori, ma anche a prepararci ad affrontare un mondo in cui essi rimarranno”.La considerazione di Anthropic, come anticipato, potrebbe non essere grata alla Casa Bianca. Il governo americano sta cercando di allontanare l’aura negativa che circonda l’AI, arrivando persino a definirla “superintelligenza” pur di dargli un’accezione positiva. Qualsiasi sia il nome con cui la si chiama, però, la tecnologia ha un lato oscuro da dover gestire.Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico si ragiona in modo differente. L’Unione europea spinge per una regolamentazione rigorosa dell’AI, sebbene possa legiferare solamente per i modelli altrui non avendone sviluppati in casa. Ad ogni modo, Emmanuel Macron si mette alla guida di questa iniziativa. Il presidente francese ha convocato mercoledì un Consiglio di difesa per concentrarsi specificamente sulle implicazioni dell’AI. Seduti attorno al tavolo ci sono Sébastien Lecornu, la ministra delle Forze armate Catherine Vautrin e il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Fabien Mandon. Una conferma di come l’intelligenza artificiale deve essere affrontata politicamente e a livello securitario in modo uguale.