Stretto di Hormuz, l’Iran annuncia l’affondamento di una portacontainer su una mina: è la prima dall’inizio della guerra

Wait 5 sec.

TEHERAN — Una portacontainer con 2.500 container a bordo, una mina navale, un incendio e l’affondamento «a sud» dello Stretto di Hormuz. È la ricostruzione che la Marina dei Pasdaran, il corpo militare che risponde alla Guida suprema iraniana, ha diffuso mercoledì mattina attraverso la televisione di Stato, con le immagini di uno scafo inclinato e una colonna di fumo nera sul mare.È la prima volta che l’Iran riferisce l’affondamento di una nave per una mina da quando, il 28 febbraio, è cominciata la guerra tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra, riferisce l’Associated Press. Dal comunicato mancano il nome della nave, la bandiera e la sorte dell’equipaggio. L’ufficio della Marina britannica che registra gli incidenti nelle acque del Golfo, lo United Kingdom Maritime Trade Operations, non ha segnalato alcun affondamento. Da Washington, per ora, nessun commento.I Pasdaran scrivono che la nave percorreva una rotta «illegale e pericolosa», senza dire quale. Dall’inizio della guerra Teheran ha di fatto chiuso lo stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio e del gas liquefatto mondiali, e colpisce le navi che non rispettano le sue regole. Washington ha risposto scortando i mercantili lungo un corridoio meridionale, vicino alla costa dell’Oman. Il 7 ottobre un consigliere del comandante dei Pasdaran aveva annunciato la chiusura delle rotte considerate illegali a sud dello stretto.Il precedente è di tre giorni fa. Domenica gli stessi Pasdaran avevano annunciato che una superpetroliera aveva urtato una mina e preso fuoco su una rotta «non autorizzata», con i sistemi di navigazione spenti, avvertendo che la stessa fine toccherà a chi ignora «sicurezza e regole» dello stretto. Martedì la Marina iraniana ha schierato una nuova formazione a est di Hormuz, nel Mare di Oman e nel Mare Arabico, con l’ordine ai mercantili di tenere accesi i transponder e di coordinarsi con le forze armate iraniane, ha annunciato la rete statale Press TV.Le parole di TrumpLe mine erano state date per finite. A fine agosto il presidente americano Donald Trump aveva dichiarato di aver «completamente ripulito lo stretto dalle mine»: «Qualunque barca passa con una mina, la togliamo di mezzo». Martedì il Comando centrale, il comando Usa per il Medio Oriente, ha risposto su X al contrammiraglio Ali Azmaei, comandante della Marina dei Pasdaran, che aveva detto di aspettare le navi da guerra americane all’ingresso dello stretto «per affondarle»: «Il comandante della Marina dei Pasdaran non ha una marina. Le forze americane e i partner regionali controllano chiaramente lo Stretto di Hormuz». Lunedì, ha aggiunto, le forze Usa hanno aiutato i partner del Golfo a far transitare oltre 19 milioni di barili.I registri degli incidenti dicono altro. Tra il 28 settembre e il 4 ottobre dieci petroliere sono state colpite nello stretto, secondo la società di analisi Kpler; l’ufficio britannico ha contato altri 15 attacchi tra il 6 e il 14 ottobre, undici negli ultimi quattro giorni. Domenica sei navi colpite in un solo giorno, un record. Martedì una portacontainer e una petroliera sono state raggiunte da proiettili non identificati. Il greggio è sopra i 100 dollari al barile.Un funzionario iraniano ha detto a Reuters che da una decina di giorni Teheran ha cambiato «tattiche offensive», nel tipo e nel ritmo degli attacchi, con l’obiettivo dichiarato di pesare sulle elezioni di metà mandato americane di novembre. Trump, giovedì scorso, ha escluso attacchi contro l’Iran prima del voto. La partita si gioca sul calendario: Teheran alza il ritmo nelle settimane che precedono le urne americane, mentre Washington ha rinviato ogni rappresaglia a dopo novembre.Il blocco navale sui porti iraniani, reimposto il 14 luglio, prosegue: in tre mesi, secondo il Comando centrale, quattro mercantili disabilitati, 135 respinti e dieci petroliere della flotta ombra iraniana distrutte. Della nave affondata mercoledì si sa solo quello che hanno detto i Pasdaran, che hanno diffuso un avviso ai pescatori e al naviglio locale di tenersi lontani dall’area.