Il mercato globale dei diritti televisivi sportivi raggiunge un nuovo record nel 2026, ma le prospettive per i prossimi anni indicano una crescita sempre più limitata e una progressiva concentrazione del valore nelle mani di pochi mercati e competizioni. È quanto emerge dal Global Media Report 2026 di SportBusiness, che stima in 65,82 miliardi di dollari il valore complessivo dei diritti audiovisivi dello sport a livello mondiale, con un incremento del 15% rispetto al 2025.La crescita registrata quest’anno è legata soprattutto a fattori straordinari. Il 2026 ha infatti ospitato sia i Mondiali di calcio FIFA sia i Giochi Olimpici invernali, due appuntamenti capaci di generare un incremento significativo del valore dei diritti televisivi nell’anno in cui vengono disputati. A questo si aggiunge il nuovo ciclo di accordi audiovisivi della NBA, che ha contribuito ulteriormente all’espansione del mercato.Il quadro cambia però osservando le prospettive di medio periodo. Secondo SportBusiness, il valore complessivo dei diritti dovrebbe scendere a 62,2 miliardi di dollari nel 2027, per poi risalire a 66,3 miliardi nel 2028 e attestarsi a 65,3 miliardi nel 2029. Una dinamica che descrive un mercato sostanzialmente stabile, nel quale la crescita del valore complessivo appare meno significativa rispetto alla redistribuzione delle risorse tra le diverse aree geografiche e competizioni.Diritti TV sportivi, il mercato globale verso una fase di stagnazioneI dati storici e previsionali del rapporto mostrano come il valore dei diritti televisivi sportivi sia cresciuto da 54,7 miliardi di dollari nel 2022 a 65,8 miliardi nel 2026, ma con un andamento fortemente influenzato dal calendario dei grandi eventi internazionali. Nel confronto con il 2024, precedente anno caratterizzato da grandi eventi sportivi internazionali, l’incremento registrato nel 2026 risulta infatti di poco superiore al 5%.Secondo le previsioni, fino al 2029 il mercato oscillerà all’interno di una fascia di circa 4 miliardi di dollari, senza mostrare un percorso di crescita continua. Un aspetto che – come raccontato da Calcio e Finanza in un recente editoriale – rischia di impattare sulla prossima asta dei diritti televisivi della Serie A a livello nazionale. Il tema centrale diventa quindi la capacità delle singole competizioni di mantenere o incrementare il proprio valore commerciale in un contesto nel quale le risorse complessivamente disponibili non sembrano destinate ad aumentare sensibilmente.Diritti TV, gli Stati Uniti valgono oltre metà del mercato mondialeUno degli aspetti più significativi del rapporto riguarda la crescente concentrazione del valore dei diritti audiovisivi negli Stati Uniti, che nel 2026 rappresentano il 53,9% del mercato globale, per un controvalore di circa 35,5 miliardi di dollari. La quota statunitense è aumentata sensibilmente rispetto al 2022, quando si attestava al 46,4%, consolidando ulteriormente il primato del mercato nordamericano rispetto al resto del mondo.Alle spalle degli Stati Uniti si colloca il Regno Unito, con una quota del 7,0%, seguito dal subcontinente indiano, che rappresenta il 3,9% del valore complessivo. Le prospettive di crescita mostrano inoltre un divario sempre più evidente tra l’Europa e alcuni mercati emergenti. Secondo SportBusiness, il subcontinente indiano dovrebbe registrare il tasso medio annuo di crescita più elevato tra i dieci principali mercati nel periodo 2023-2029, pari al 9,4%, seguito dall’Australia con il 4,5%.Al contrario, nessuno dei cinque principali mercati europei presenta una crescita prevista superiore all’1,5% annuo, mentre la Francia è l’unico mercato della top ten destinato a contrarsi, con una variazione media annua stimata del –2,8%. Una situazione che evidenzia le difficoltà dei mercati audiovisivi europei, tradizionalmente legati soprattutto al calcio, nel mantenere i ritmi di crescita osservati negli anni precedenti.Il calcio resta lo sport più ricco: diritti TV per oltre 25 miliardiNonostante il peso crescente delle grandi leghe americane, il calcio rimane lo sport con il maggiore valore complessivo dei diritti televisivi a livello mondiale. Secondo il rapporto, nel 2026 il calcio genera 25,4 miliardi di dollari, pari al 38,6% dell’intero mercato. Alle sue spalle si colloca il football americano, con una quota del 19,3%. Il dominio di queste discipline riflette una distribuzione fortemente concentrata del valore economico: i primi dieci sport rappresentano complessivamente quasi il 99% dei diritti audiovisivi mondiali, lasciando alle altre discipline circa l’1%.Il calcio presenta tuttavia una caratteristica che lo distingue dalle altre grandi discipline sportive: la maggiore diversificazione delle competizioni che contribuiscono al valore complessivo. Mentre nel football americano il 99,8% del valore dei diritti è riconducibile alla principale competizione, nel calcio nessun singolo torneo arriva a rappresentare più di circa un quinto del totale.A conferma della continua evoluzione del settore, nel 2026 anche le arti marziali miste (MMA) entrano per la prima volta tra i dieci sport più ricchi, grazie soprattutto all’accordo da 7,7 miliardi di dollari tra UFC e Paramount, superando il tennis.NFL, NBA e Premier League: le competizioni più ricche del mondoSe il calcio mantiene il primato per valore aggregato, la classifica delle singole competizioni è dominata dalle grandi leghe statunitensi. La NFL si conferma al primo posto, concentrando da sola il 19,2% del valore mondiale dei diritti audiovisivi sportivi. Una quota superiore alla somma delle due competizioni immediatamente successive in classifica. Al secondo posto si colloca la NBA, con l’11,1% del mercato mondiale, mentre la Premier League completa il podio con il 7,8%.Quest’ultima rappresenta la competizione sportiva più ricca al di fuori del Nord America, grazie a un valore dei diritti audiovisivi stimato in 5,1 miliardi di dollari nel 2026. Il nuovo ciclo dei diritti televisivi della NBA ha avuto un ruolo decisivo nel modificare gli equilibri del mercato. Gli accordi domestici sottoscritti dalla lega americana, per un valore complessivo di circa 76 miliardi di dollari, hanno portato gli introiti annui da diritti nazionali a circa 6,9 miliardi di dollari, rispetto ai 2,6 miliardi del ciclo precedente.Il peso economico delle grandi competizioni americane emerge anche dal fatto che NFL e NBA rappresentano insieme circa il 30% del valore globale dei diritti televisivi sportivi. Nonostante questo dominio, il calcio mantiene una presenza significativa tra le competizioni più remunerative: cinque delle prime dieci posizioni della graduatoria sono infatti occupate da tornei calcistici, con la Premier League in testa.Il futuro dipenderà anche dalla NFL e dalle piattaforme streamingLe prospettive del mercato sono legate anche all’evoluzione dei rapporti tra le organizzazioni sportive e i broadcaster, in una fase caratterizzata da consolidamenti societari e da una maggiore attenzione alla redditività degli investimenti. Secondo SportBusiness, la progressiva concentrazione degli operatori televisivi sta riducendo il numero dei potenziali acquirenti dei diritti, mentre le grandi piattaforme streaming, pur essendo ormai protagoniste del settore, non hanno ancora dimostrato di voler acquisire interi campionati nazionali ai prezzi attualmente riconosciuti dagli operatori tradizionali.Uno dei principali elementi di incertezza riguarda proprio la NFL, i cui contratti audiovisivi domestici valgono circa 12,3 miliardi di dollari a stagione e sono attualmente previsti fino al 2033. La lega americana punta tuttavia ad avviare anticipatamente una nuova negoziazione, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente i propri diritti. L’esito di queste trattative potrebbe incidere in modo significativo sull’intero mercato, considerando che il valore degli accordi NFL rappresenta quasi un quinto del totale mondiale.Parallelamente, il rapporto individua altri appuntamenti decisivi per i prossimi anni, tra cui le future negoziazioni dei diritti del cricket in India, i nuovi cicli delle competizioni UEFA e l’evoluzione dei diritti audiovisivi dei principali campionati europei, comprese Serie A e Ligue 1, chiamate a migliorare la valorizzazione commerciale dei propri prodotti.Il quadro complessivo che emerge dal Global Media Report 2026 è quindi quello di un mercato che continua a raggiungere valori record, ma la cui crescita appare sempre più concentrata in poche competizioni e aree geografiche. Una dinamica che potrebbe accentuare ulteriormente il divario tra le grandi proprietà sportive capaci di attrarre investimenti miliardari e le competizioni che, soprattutto in Europa, devono confrontarsi con mercati televisivi maturi e prospettive di incremento dei ricavi decisamente più limitate.