LONDRA — Il Regno Unito minaccia di chiudere le frontiere a tutti i cittadini eritrei. Lo ha annunciato la ministra dell’Interno Shabana Mahmood: se Asmara non riprenderà i migranti arrivati sui barconi attraverso la Manica e i detenuti stranieri da espellere, scatterà un divieto d’ingresso totale. Da oggi, giovedì, i diplomatici eritrei non possono allontanarsi più di 60 chilometri da Londra senza autorizzazione e perdono la corsia preferenziale per i visti.Per ora è una minaccia, non un divieto. Il blocco totale resta sulla carta e dipende dalla risposta di Asmara, che nelle prime ore non è arrivata: l’ambasciata eritrea a Londra, contattata dalla BBC, non ha risposto, e il governo del presidente Isaias Afwerki non ha diffuso commenti. Le misure già in vigore, spiega il ministero dell’Interno, rispecchiano le restrizioni imposte ai funzionari britannici nella capitale eritrea.«L’Eritrea ha avuto ogni possibilità di accettare il ritorno di criminali e di chi non ha diritto di stare nel Regno Unito. A differenza di altri Paesi, ha rifiutato», ha detto Mahmood. Al Telegraph è stata più diretta: «Il mio messaggio al governo eritreo è semplice: riprendetevi i vostri cittadini o subite un divieto totale d’ingresso». Secondo Londra, la cooperazione sui rimpatri è stata ritirata «bruscamente» all’inizio dell’anno e nei colloqui riservati sull’accordo di riammissione i diplomatici eritrei si sarebbero rifiutati di trattare.I numeri dicono perché il governo laburista abbia scelto proprio Asmara. Gli eritrei sono la nazionalità più numerosa tra chi ha attraversato la Manica sui piccoli barconi nei dodici mesi fino a giugno 2026: il 18 per cento del totale. Gli sbarchi da inizio anno superano i 20.400, in calo del 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.Sul fronte opposto, tra luglio 2025 e giugno 2026 il Regno Unito ha rimpatriato o espulso più di 40.600 persone, l’8 per cento in più dell’anno precedente. Meno di 6.000 di loro erano condannati per reati. Il governo di Keir Starmer è incalzato da destra: Reform UK, il partito di Nigel Farage, ha appena proposto sanzioni e divieti di visto contro sei Paesi che rifiutano i voli di rimpatrio, l’Eritrea compresa, insieme ad Afghanistan, Pakistan, Somalia, Siria e Sudan.Il precedente del CongoPer capire la mossa bisogna tornare a novembre, quando Mahmood presentò la riforma del sistema d’asilo. Annunciò allora penalità sui visti per i Paesi che non collaborano e un «freno d’emergenza» per quelli con molte domande d’asilo, da tenere tirato finché non riprendono i propri cittadini irregolari. Lo strumento è già stato usato: contro la Repubblica Democratica del Congo l’anno scorso, con restrizioni poi revocate quando la cooperazione è ripresa. Angola e Namibia hanno ceduto prima ancora che le misure scattassero. «Non esiterò a imporre ulteriori misure ad altri Paesi che rifiutano di cooperare», ha avvertito la ministra.L’Eritrea è però un caso a parte. Isaias Afwerki governa dall’indipendenza del 1993. Il servizio militare e nazionale, per legge di 18 mesi, è di fatto a tempo indeterminato dallo stato d’emergenza del 1998: secondo Human Rights Watch molti servono per anni o decenni, con paghe minime e punizioni arbitrarie, alcune «equivalenti a tortura».A fine 2024 oltre 660.000 eritrei vivevano in esilio, circa il 18 per cento di una popolazione stimata in 3,8 milioni; per il Migration Policy Institute, fino a un terzo dei nati nel Paese vive all’estero. Asmara ha sempre descritto chi fugge come «feccia dell’asilo» e accusa l’Occidente di voler spopolare il Paese per indebolirlo. Il governo è inoltre in tensione con l’Etiopia e nega di aver inviato truppe oltre confine.Il divieto, se scattasse, varrebbe per tutti i passaporti eritrei. Sulla sorte di chi verrebbe rimandato ad Asmara, dove la leva a tempo indeterminato resta in vigore, le dichiarazioni della ministra non entrano.