Due risoluzioni, di cui una ad hoc sull’Ucraina, con l’obiettivo di mettere in luce le spaccature del campo largo ma, soprattutto, per mettere all’angolo la parte più lontana della coalizione di centrodestra: Roberto Vannacci. L’appuntamento del Consiglio europeo, che parte oggi, giovedì 15 ottobre, tra le mura del Parlamento diventa l’ennesimo campo su cui si gioca la sfida elettorale.In poche righe si chiede di “continuare a sostenere ogni sforzo, in tutte le sedi europee e internazionali, affinché l’Unione europea promuova e sostenga attivamente ogni iniziativa diplomatica concreta finalizzata al raggiungimento di una tregua immediata sugli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina, al fine di intervenire in soccorso della popolazione civile già duramente provata da quasi cinque anni di guerra”.La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse)Meloni attacca Futuro Nazionale: “Candidatevi con le nuove tesi”Un guanto di sfida lanciato a Futuro Nazionale alla Camera per dimostrare che giocano a favore dell’opposizione pur decantando l’appartenenza al centrodestra. “Sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non sia, diciamo così, determinato dal rischio di una mancata rielezione nei partiti nei quali eravate stati eletti – ironizza la premier Giorgia Meloni in replica alla Camera – Ma in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi candidaste con le nuove tesi che sostenete. In tutti gli altri casi siamo di fronte a uno dei tanti casi di trasformismo che abbiamo visto nella storia parlamentare e mi perdonerà se questo rende le sue argomentazioni per me meno interessanti”. Il voto dei vannacciani è contrario, come ampiamente previsto.La maggioranza punta sulle divisioni dell’opposizioneL’altro obiettivo, spiegano diversi ministri in Transatlantico, è mettere in evidenza le divisioni dell’opposizione che, quando si parla di politica estera, non riesce ad avere una linea unitaria. C’è chi ipotizza che l’input sia arrivato direttamente da Palazzo Chigi, e nello specifico dal sottosegretario meloniano Giovanbattista Fazzolari. La maggioranza, infatti, ha limato fino all’ultimo le due risoluzioni, “pesando”, spiegano, parola per parola un contenitore che i rumors di Palazzo già definiscono “risoluzione trappola”.Il presidente del Senato Ignazio La Russa e il capogruppo del Partito democratico Francesco Boccia (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)L’opposizione non ci sta. Il capogruppo dem a Palazzo Madama, Francesco Boccia, trova la scelta della doppia risoluzione “una forzatura inaccettabile”. Sulle critiche di Boccia, cui si associa tutto il centrosinistra, il presidente del Senato Ignazio La Russa taglia corto: “Ho già valutato perché correttamente lei mi aveva fatto anticipare questa osservazione. Mi meraviglio che lei non abbia ricordato che l’articolo 105 del Regolamento afferma che, a conclusione delle comunicazioni del Governo, ciascun senatore può presentare una proposta di risoluzione, che è votata al termine della discussione”. Poi la frecciata: “Non capisco la sua obiezione, mi lasci dire. Se poi vi è una difficoltà a votarla, questo non dipende dal Regolamento – conclude – Ho detto ‘se’, ‘if’ in inglese”.Nelle repliche la stessa presidente del Consiglio contrattacca: “Mi chiedo cosa ci sia in questa proposta che non sia sostenibile. Forse non siamo liberi di sostenere lo stop degli attacchi russi contro l’Ucraina? – afferma – Perché se così fosse, vi prego, almeno non mi fate la morale sulla difesa dell’interesse italiano e sulla libertà di difendere posizioni nell’interesse italiano”. La modalità pre-voto è azionata e, da ambo le parti, si affilano le armi.Questo articolo Ucraina, mossa anti-Vannacci alla Camera: la maggioranza presenta una risoluzione ad hoc proviene da LaPresse