Andrea Oriente ha ventiquattro anni e con La nostra giovinezza, il suo primo romanzo, entra in uno degli spazi più difficili da raccontare: quello dell’adesione adolescenziale a un’associazione neofascista. Un romanzo-documento autobiografico che non osserva quel mondo da lontano, ma cerca di comprendere dall’interno il bisogno di appartenenza, l’obbedienza, i rituali e la trasformazione di un ragazzo che vuole sentirsi parte di qualcosa.