MOSCA — Vladimir Putin ha proposto a Donald Trump e a Xi Jinping un vertice a tre sull’Ucraina da tenere il mese prossimo, ai margini del forum della Cooperazione economica Asia-Pacifico in programma a Shenzhen, nel sud della Cina, il 18 e 19 novembre. Al tavolo non ci sarebbe Volodymyr Zelensky. Lo riferisce il Wall Street Journal, che cita un ex ufficiale dell’intelligence russa informato dei colloqui.Il presidente russo avrebbe avanzato l’idea nella telefonata del 9 ottobre con Trump, la stessa che ha prodotto l’intesa per l’acquisto americano di diesel russo da collocare sui mercati mondiali. Mosca ha poi sondato Pechino per via diplomatica. Secondo la stessa fonte, Putin immagina l’incontro come «una seconda Yalta», una spartizione del mondo in sfere d’influenza al posto dell’ordine fondato sulle regole nato dopo il 1945. Per il quotidiano americano un vertice del genere consacrerebbe la Russia nel club delle grandi potenze, uno status che Putin insegue dal suo arrivo al Cremlino nel 2000, e lascerebbe fuori l’Europa.Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha frenato: «Non c’è ancora una chiara intesa sulla riunione o sull’agenda, benché tutte e tre le parti riconoscano la possibilità ipotetica». Un alto funzionario americano ha detto che Trump non ha accettato, ma «potrebbe essere ricettivo», per la promessa elettorale di chiudere la guerra «il giorno uno». Pechino non si opporrebbe se Washington dicesse sì; alcuni funzionari cinesi temono però che l’incontro oscuri i lavori del forum e irriti gli europei. Da Kiev e dalle capitali europee nessuna reazione ufficiale.Per Yun Sun, direttrice del programma Cina dello Stimson Center, centro studi di Washington, la Cina vuole essere vista come perno fra le grandi potenze e possibile mediatrice tra Stati Uniti e Russia.La proposta affiora in giorni di tensione tra Washington e Kiev. Domenica Trump ha scritto sul suo social Truth di «grandi progressi» nel negoziato e ha attaccato Zelensky: «Con tutti i soldi che l’Europa gli dà, non vuole finire questa guerra, e probabilmente non l’ha mai voluto». Lo ha accusato anche di colpire le raffinerie russe danneggiando i mercati. Venerdì il presidente americano ha sospeso l’attuazione delle sanzioni alla Russia previste dalla legge bipartisan che lui stesso aveva firmato il mese scorso.Tre giorni senza allertaZelensky ha detto domenica a media americani che la condivisione di intelligence è stata «sbloccata dalla parte americana» dopo tre giorni di interruzione: «Solo gli Stati Uniti hanno questa intelligence unica per dirci quando la Russia usa missili balistici, e non l’abbiamo avuta per tre giorni». Kiev discute alternative europee alla difesa aerea americana e alla rete satellitare Starlink.Il segretario di Stato Marco Rubio, da Samarcanda, in Uzbekistan, dove incontra i leader dell’Asia centrale, ha replicato che «non c’è stata nessuna pausa» e ha parlato di un problema software nel sistema ucraino di allerta precoce, su cui indaga il comando Usa per l’Europa. Poi, riferisce l’Afp, ha aggiunto: «Non so da dove tiri fuori queste cose. Quello su cui lui dovrebbe concentrarsi è porre fine a questa guerra».Nella notte fra domenica e lunedì Kiev è stata colpita da tre ondate di esplosioni, poco prima delle 23, verso le 3 e verso le 7. Il servizio statale d’emergenza conta almeno una morta, una donna di 21 anni secondo il sindaco Vitali Klitschko, e otto feriti; nel distretto di Desnjanskij è bruciato un edificio ed è stata danneggiata una stazione della metropolitana. Gli ordigni balistici sarebbero arrivati senza preavviso.Non è la prima volta che Putin propone il formato a tre: lo aveva già fatto in passato, senza esito. Il modello cui rimanda è noto. A Yalta, nel febbraio del 1945, Stalin ricevette Roosevelt e Churchill nel palazzo di Livadia, in Crimea. In otto giorni i tre si spartirono l’Europa che stava uscendo dalla guerra e decisero i confini e il governo della Polonia. La Polonia non era al tavolo.