“Putin buono o cattivo? La risposta giusta non la dice mai nessuno” | Duranti, Bianchi e Iannello

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In occasione delle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni ha ribadito che la posizione del governo sull’Ucraina non cambia, legando il sostegno a Kiev alla possibilità stessa di un negoziato: “Il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile“. La presidente del Consiglio ha poi definito molto rischiosa l’intesa tra Trump e Putin sul gasolio russo e ha letto le provocazioni di Mosca all’Europa come un modo per distogliere l’attenzione dall’andamento del conflitto. “L’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa“.“Il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative“. Questa la linea ufficiale di Palazzo Chigi.Buoni e cattiviA Un Giorno Speciale un ascoltatore devia l’analisi e riporta la questione dentro uno schema ripetuto negli anni: ci sono buoni e cattivi.“Qual è il politico che una controparte non potrebbe definire un massacratore?”. È l’interrogativo che Fabio Duranti, in diretta ai nostri microfoni.Per il professor Carlo Iannello quel meccanismo ha una struttura precisa: “Esiste una verità assoluta, chiunque contesti questa verità assoluta è un negazionista.” A suo giudizio il dibattito pubblico si chiude proprio lì, perché “il contraddittorio finisce dicendo che è un negazionista l’interlocutore.” Lo schema, sostiene, si sarebbe poi ripetuto altrove: “Oggi ci sono i negazionisti climatici”, e “ci sono i putiniani, che è un’altra forma di negazionismo nella testa loro.”Neutralità e sfere di influenzaGiorgio Bianchi parte da qui per leggere il conflitto in chiave di sfere di influenza: “Il mondo funziona non come noi lo vogliamo. E gli imperi— Stati Uniti è un impero, la Russia è un impero— hanno le loro sfere di influenza, come le hanno i turchi, le hanno i cinesi. E gli imperi non fanno ciò che è giusto, fanno quello che loro ritengono opportuno per conservare l’impero“.La chiave di lettura del fotoreporter è che in Occidente “viviamo in un mondo post storico“: credendo di esistere in un’era diversa, al di fuori della storia, il cittadino nella maggior parte dei casi esclude di parlare o di vedere il mondo secondo un bias dato dalla propria “sfera di influenza”.“Quando un impero talassocratico marittimo come quello americano spinge la sua sfera di influenza oltre l’oceano, affogando l’Europa intera, arrivando a lambire le coste dell’altro impero, quello russo, succede che l’altro impero reagisce allo stesso modo in cui l’altro impero reagisce se gli altri tentano di invadere la sua sfera di influenza. Noi l’abbiamo visto durante la strategia della tensione“.“Noi eravamo una sfera di influenza occidentale, il Partito Comunista saliva, l’impero ha visto minacciata la sua sfera di influenza e ha fatto una guerra a bassa intensità. Loro hanno la loro sfera di influenza, i russi hanno fatto la stessa identica cosa. Quello che noi ci dobbiamo chiedere non è se Putin è giusto, se Trump è giusto. Noi ci dobbiamo chiedere da italiani cosa a noi conviene: ci conviene avere la destabilizzazione in Europa? Conviene che gli Stati Uniti schiaccino la sfera di influenza russa andando in attrito? O ci conviene che venga mantenuto un equilibrio così come era prima?”.L’analisi in diretta.The post “Putin buono o cattivo? La risposta giusta non la dice mai nessuno” | Duranti, Bianchi e Iannello appeared first on Radio Radio.