San Pietroburgo, uno sciame di droni ucraini incendia il terminal petrolifero del porto: oltre 140 abbattuti, chiuso l’aeroporto

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SAN PIETROBURGO — Il terminal petrolifero del Grande Porto di San Pietroburgo ha preso fuoco nella notte, colpito da uno sciame di droni ucraini arrivato sulla città verso le 2:50 locali (l’1:50 in Italia). È il tassello più grande di una notte in cui Kiev e Mosca si sono colpite a vicenda sui rispettivi impianti energetici, nelle stesse ore in cui a Washington Donald Trump sospendeva il pacchetto di sanzioni contro la Russia.I droni sono arrivati a 856 chilometri dal confine ucraino, su una città di 5,6 milioni di abitanti. Il capo della regione di Leningrado, che circonda San Pietroburgo, ha parlato di almeno 144 droni abbattuti; la cifra era partita da 57 ed è salita per tutta la notte. Lo stesso terminal era già stato colpito il 4 luglio.Il governatore Aleksandr Beglov ha elencato, alla televisione di Stato Rt, incendi al Petersburg Oil Terminal e a infrastrutture civili in altri quattro distretti della città, senza vittime. L’aeroporto di Pulkovo ha sospeso arrivi e partenze dalle 2 circa. Il social network Vk ha confermato un attacco a un suo data center; il gruppo di commercio online Ozon ha evacuato un magazzino colpito, senza feriti.Nella regione intorno alla città, 20.000 persone sono rimaste senza elettricità per due sottostazioni fuori uso a Yanino. A Vsevolozhsk, a nord-est di San Pietroburgo, quattro persone sono state ricoverate per aver respirato fumo dopo la caduta di detriti su un condominio. I video diffusi sui social e rilanciati da Al Jazeera mostrano colonne di fuoco sul porto e più esplosioni in sequenza.Il terminal appartiene a una controllata di Rosneft, il colosso petrolifero di Stato, e dispone di serbatoi per 114.000 metri cubi. Il costruttore ucraino Fire Point ha rivendicato l’uso di un suo drone FP-1 sull’impianto. Da Kiev non è arrivata alcuna rivendicazione ufficiale, secondo la prassi degli attacchi in profondità sul territorio russo.La notte sull’UcrainaDall’altra parte del fronte i raid russi hanno ucciso nelle ultime 24 ore sette persone e ne hanno ferite circa 90. La difesa aerea ucraina ha abbattuto 289 droni su 332; missili balistici Iskander o nordcoreani KN-23 hanno colpito 22 località. Volodymyr Zelensky ha contato oltre 15 impianti chiave di generazione e trasmissione elettrica colpiti. Nelle stesse ore droni ucraini avevano ucciso una donna nella regione di Belgorod e costretto a chiudere gli aeroporti di Mosca.Il contrappunto politico è arrivato venerdì da Washington. Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende il pacchetto di sanzioni intitolato al defunto senatore Lindsey Graham, che colpiva funzionari, banche e la flotta ombra di petroliere con cui Mosca aggira l’embargo. Al Congresso il presidente ha scritto che la pausa è nell’interesse nazionale, senza aggiungere dettagli. In cambio, ha detto, la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di diesel, altre 500.000 a novembre e un milione «immediatamente dopo».Lo stesso Trump aveva firmato quella legge il mese scorso, due giorni prima della scadenza per l’attuazione. «Una decisione è stata purtroppo presa in America di ignorare completamente il Lindsey Graham Act», ha detto Zelensky. «Speriamo molto, e io personalmente spero, che il presidente degli Stati Uniti faccia tutto il possibile perché Putin smetta di uccidere, smetta gli attacchi alla nostra energia e ponga fine a questa guerra».Il senatore democratico Richard Blumenthal, coautore della legge, ha accusato Trump di voltare le spalle «alla maggioranza degli americani, ai loro rappresentanti in entrambe le camere e ai nostri alleati europei». La Casa Bianca non ha replicato nel merito.Messi in fila, i fatti della notte dicono che la tregua energetica annunciata da Trump l’11 ottobre esiste per ora solo nelle sue dichiarazioni: terminal, sottostazioni e centrali restano i bersagli di entrambi. Il Cremlino non l’ha mai confermata. «I contatti sono in corso», aveva detto il portavoce Dmitrij Peskov il giorno dopo l’annuncio. Le prime consegne di diesel russo promesse da Trump sono attese nei prossimi giorni.