AGI – Si è aperta sulle note dell'Inno di Mameli, al centro congressi della Nuvola dell'Eur di Roma, l'Assemblea nazionale del Partito democratico dal titolo ‘Unità - Per cambiare l'Italia’ chiamata a prorogare il mandato della segretaria Elly Schlein per evitare di sovrapporre il congresso del partito con la campagna elettorale in vista del voto per le politiche del prossimo anno.Stefano Bonaccini, presidente del partito, ha dato avvio ai lavori e ha annunciato che prima dell'intervento di Schlein, sul palco saliranno rappresentanti di studenti, autotrasportatori e agricoltori che stanno affrontando con difficoltà le conseguenze del caro vita.La modifica dello StatutoL'assemblea nazionale del Pd è chiamata a modificare l'articolo 8 dello Statuto per consentire alla segretaria di guidare il partito almeno fino alle elezioni politiche. Un passaggio che sembra scontato, visti i numeri in campo. Al termine delle primarie del 2023 Elly Schlein aveva 333 delegati, Stefano Bonaccini 267, Gianni Cuperlo 20.I rapporti interni al partitoSono passati quasi quattro anni da allora e le carte nel Partito Democratico si sono rimescolate facendo del vantaggio iniziale di Schlein un vero e proprio dominio dentro il parlamentino dem. Bonaccini, che era inizialmente il capo della minoranza interna, ha adottato un approccio sempre più collaborativo con la segretaria, sua vicepresidente ai tempi della giunta in Emilia Romagna. Stesso si dica per Gianni Cuperlo, candidato della "sinistra ortodossa" del partito alle scorse primarie, confluito a sua volta nel "correntone" della maggioranza di Montepulciano.La scadenza del mandatoIl mandato di Elly Schlein scade a marzo 2027, appena prima delle elezioni politiche. Il Pd si troverebbe nella condizione di non avere una guida in piena corsa elettorale. Una prima assoluta, visto che nessun segretario prima di Schlein era arrivato a completare un mandato intero.Le ragioni della prorogaDa qui la necessità di modificare l'articolo per prevedere una proroga del mandato e consentire alla segretaria di partecipare alle primarie, prima, ed eventualmente sfidare Meloni da leader della coalizione.Le richieste dei riformistiAll'interno dell'articolo 8, il comma 3 è stato oggetto di discussione nelle ultime settimane, soprattutto per iniziativa dei riformisti Pd. Si tratta del passaggio che assegna al solo segretario il ruolo di candidato alle primarie di coalizione e alla guida del governo. I riformisti hanno avanzato delle proposte, anche durante l'assemblea che si è tenuta a inizio del mese a Prato, perché si prevedesse una seconda candidatura.L'ipotesi del doppio turnoL'altra richiesta è che le primarie di coalizione prevedessero un doppio turno che avrebbe permesso a un secondo candidato - si era fatto il nome di Giorgio Gori - di correre al primo turno per convergere al secondo turno sulla candidatura della segretaria. In questo modo, era il ragionamento della minoranza dem, si sarebbe potuto allargare il consenso a Schlein anche agli elettori moderati.Il confronto in assembleaIeri, l'area riformista ha tenuto una riunione dalla quale è emersa la volontà di non andare allo scontro in assemblea. Sempre che ci sia un percorso di confronto, viene riferito, e che la maggioranza non proceda per forzature. In caso contrario, i riformisti faranno sentire forte la loro voce, viene aggiunto. Stando a quanto si apprende, interlocuzioni sarebbero in corso in queste ore e l'ipotesi è che si possa arrivare a una gestione ordinata dell'assemblea.I temi di Ucraina ed EuropaI riformisti interverranno, in ogni caso, soprattutto per tenere alto il tema dell'Ucraina e dell'Europa, in chiave di sostegno a Kiev - anche con la fornitura di armi - e di maggiore integrazione politica dell'Unione Europea. Se di "Unità" si parla, è il ragionamento della minoranza interna, si cominci dall'assemblea.