“I perturbatori endocrini rappresentano un’emergenza di salute pubblica”. A lanciare l’allarme è Annamaria Moschetti, pediatra Isde e del Gruppo italiano pediatri per un mondo possibile dell’Associazione culturale pediatri, durante un recente evento milanese. Secondo l’Oms i perturbatori endocrini sono sostanze in grado di alterare il sistema endocrino e provocare effetti sulla salute. Un tema particolarmente rilevante considerando la loro possibile presenza in numerosi prodotti di uso quotidiano, tra cui cosmetici, plastiche e pesticidi. “I perturbatori endocrini possono diventare rilevanti soprattutto in caso di uso quotidiano e prolungato”, spiega Giovanna Muscogiuri, endocrinologa e ricercatrice presso l’Uoc Endocrinologia dell’Università Federico II di Napoli. “Tra le sostanze attenzionate ci sono alcuni parabeni, filtri UV chimici e ftalati. È importante acquistare cosmetici da canali affidabili, leggere l’Inci e privilegiare prodotti formulati secondo criteri di sicurezza e, dove possibile, di ecodermocompatibilità, aggiunge Muscogiuri. Particolare attenzione va riservata alle fasi più delicate dello sviluppo. “I primi mille giorni di vita rappresentano una fase di particolare sensibilità alle interferenze con il sistema endocrino”, sottolinea Pucci Romano, dermatologa e docente di Tecniche dermatologiche applicate alla cosmetologie all’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’esposizione, osserva Romano, può avvenire attraverso plastica, pesticidi e sostanze chimiche industriali. “In ossequio al principio di precauzione sono necessarie azioni urgenti per ridurre l’esposizione della popolazione, con particolare attenzione ai bambini”.La richiesta di maggiore prevenzione si accompagna a quella di informare meglio i consumatori. Secondo Fabrizio Zago, chimico industriale ed esperto di biodegradabilità e bioeco-compatibilità, è necessario che il consumatore sia informato sulla presenza certa o sospetta di queste sostanze, così da poter effettuare scelte consapevoli”. La prevenzione riguarda anche l’impatto ambientale dei cosmetici. “Un cosmetico dovrebbe rispondere non solo alle normative vigenti, ma anche a criteri di dermocompatibilità ed ecologicità”, conclude Romano, ricordando che “tutto ciò che spalmiamo sulla pelle, attraverso l’acqua, può arrivare nei fiumi e nel mare”.Questo articolo Perturbatori endocrini, perché serve più trasparenza sui cosmetici proviene da LaPresse